New Order: dalle ceneri dei Joy Division al trionfo della dance elettronica
Quando Ian Curtis dei Joy Division si tolse la vita nel maggio 1980, sembrava impossibile immaginare un futuro per i tre musicisti rimasti. Eppure Bernard Sumner, Peter Hook e Stephen Morris riuscirono a trasformare il dolore in creatività, fondando i New Order e rivoluzionando per sempre il pano...
Quando Ian Curtis dei Joy Division si tolse la vita nel maggio 1980, sembrava impossibile immaginare un futuro per i tre musicisti rimasti. Eppure Bernard Sumner, Peter Hook e Stephen Morris riuscirono a trasformare il dolore in creatività, fondando i New Order e rivoluzionando per sempre il panorama musicale degli anni '80.
La loro evoluzione dal post-punk cupo alla dance elettronica rappresentò uno dei cambiamenti artistici più audaci e riusciti della storia del rock. Il nome New Order arrivò quasi per caso, ispirandosi a un articolo su un giornale, ma il suono della band si definì gradualmente attraverso una sperimentazione costante.
I primi album mostravano ancora le radici post-punk, ma già si intuiva la direzione verso territori inesplorati. L'ingresso di Gillian Gilbert alle tastiere completò la formazione e portò quella sensibilità elettronica che sarebbe diventata il marchio di fabbrica del gruppo.
La svolta definitiva arrivò nel 1983 con "Blue Monday", il singolo più venduto della storia britannica su vinile 12 pollici. Quel brano rivoluzionò tutto: sintetizzatori ipnotici, batteria elettronica, basso pulsante e quella voce malinconica di Sumner che galleggiava sopra un tappeto sonoro futuristico. "Blue Monday" non era solo una canzone, era il manifesto di una nuova era musicale.
Il successo del brano aprì le porte delle discoteche ai New Order, trasformandoli negli eroi involontari della dance music. Le loro canzoni iniziarono a risuonare nei club di tutto il mondo, da Manchester a New York, da Milano a Ibiza. "Bizarre Love Triangle", "True Faith", "Round & Round" divennero gli inni di una generazione affamata di nuovi suoni e nuove emozioni.
I New Order riuscirono nell'impresa di mantenere intatta la profondità emotiva dei Joy Division trasformandola in qualcosa di completamente diverso. Le loro canzoni parlavano ancora di solitudine, amore e perdita, ma lo facevano con un linguaggio musicale che invitava al movimento, alla liberazione attraverso la danza.
Era pop music per intellettuali o musica colta per le masse. Gli anni '80 videro il gruppo conquistare anche l'America, dove divennero gli idoli della scena alternative e college rock.
I loro concerti erano eventi unici, con una scaletta che mescolava sapientemente i pezzi dance ai momenti più riflessivi, creando un'esperienza emotiva completa. Sul palco mantenevano sempre quell'aura di mistero tipicamente britannica, senza mai scadere nel divismo.
La loro influenza sulla musica contemporanea è incalcolabile: dai Depeche Mode ai Chemical Brothers, da Madonna ai Radiohead, tutti hanno attinto in qualche modo dall'eredità dei New Order. Riuscirono a creare un ponte tra il rock e l'elettronica, anticipando tendenze che si sarebbero affermate solo anni dopo.
Quello che non tutti sanno
"Blue Monday" fu registrata utilizzando un Fairlight CMI che la band aveva comprato di seconda mano, ma Bernard Sumner ammise anni dopo di non aver mai imparato a usarlo correttamente: molti dei suoni iconici del brano nacquero per errore o per caso durante le sessioni di studio. La celebre copertina del singolo, disegnata da Peter Saville, costava più da produrre del ricavo delle vendite: ogni copia venduta faceva perdere denaro all'etichetta Factory Records, ma il prestigio artistico valeva più del profitto.
Il bassista Peter Hook sviluppò il suo stile distintivo suonando nelle ottave acute perché Bernard Sumner, passato dalla chitarra alle tastiere, aveva bisogno di spazio sonoro nelle frequenze basse per i suoi sintetizzatori. I New Order furono tra i primi gruppi rock a usare sequencer e computer per le loro composizioni: "Blue Monday" fu quasi interamente programmata, con la batteria elettronica che dominava il mix.
Il gruppo possedeva uno dei primi club dance di Manchester, l'Hacienda, che divenne il tempio della musica acid house e contribuì a lanciare la cultura rave in Inghilterra, anche se costò loro una fortuna in perdite economiche.