Neri per Caso: il "solo voci" che ha segnato gli anni '90

Era il 1995 quando sei ragazzi di Salerno, con abiti semplici e un'esibizione a cappella, conquistarono l'Italia intera. Si chiamavano Neri per Caso, un nome nato – come spesso accade con le migliori storie – quasi per scherzo, e destinato a diventare un simbolo di eleganza vocale e originalità m...

Neri per Caso: il "solo voci" che ha segnato gli anni '90

Era il 1995 quando sei ragazzi di Salerno, con abiti semplici e un'esibizione a cappella, conquistarono l'Italia intera. Si chiamavano Neri per Caso, un nome nato – come spesso accade con le migliori storie – quasi per scherzo, e destinato a diventare un simbolo di eleganza vocale e originalità musicale.

Il Festival di Sanremo li consacrò: vinsero nella sezione Nuove Proposte con "Le ragazze", un brano originale scritto appositamente per loro da Claudio Mattone, sorprendente, fresco, senza strumenti, solo voce. E bastò quella per farli entrare nel cuore del pubblico.

Il gruppo si era formato nel 1991 a Salerno, inizialmente con il nome Crecason, acronimo delle iniziali dei cognomi Crescenzo e Caravano, più il suffisso "son" ispirato dai Jackson 5. Il nome definitivo arrivò grazie a Claudio Mattone che, vedendoli tutti vestiti di nero durante un'esibizione in un locale romano, chiese loro se si vestissero sempre così.

Alla loro risposta "no, è stato un caso", Mattone decise di chiamarli "Neri per Caso". La formazione era composta da Massimo De Vitis, Mario Crescenzo, dai fratelli Ciro e Diego Caravano e dai loro cugini Mimì e Gonzalo Caravano.

Una famiglia allargata che aveva trovato nella musica a cappella la sua dimensione perfetta, riportando in auge l'eleganza del doo-wop americano degli anni '50. La strada verso Sanremo iniziò nel 1994 con la partecipazione a Sanremo Giovani, dove si esibirono con "Donne" di Zucchero Fornaciari.

Quella performance gli valse la qualificazione per la sezione Nuove Proposte del Festival 1995, dove trionfarono con "Le ragazze", brano che divenne immediatamente un tormentone e diede il titolo al loro album d'esordio. Il successo fu travolgente: l'album "Le ragazze" raggiunse sei dischi di platino, diventando uno dei dischi più venduti del 1996.

Il disco conteneva una serie di riuscite cover reinterpretate a cappella – da "Donne" di Zucchero a "Quando" di Pino Daniele, da "Viva la mamma" di Edoardo Bennato a "Via con me" di Paolo Conte – oltre ai brani inediti. La loro proposta musicale rappresentava una novità assoluta nel panorama italiano: portare la musica a cappella ai primi posti delle classifiche era un'impresa che sembrava impossibile, eppure i Neri per Caso ci riuscirono, dimostrando che il talento puro, senza fronzoli tecnologici, poteva ancora conquistare il grande pubblico.

Quello che non tutti sanno

I Neri per Caso divennero talmente popolari che il programma "Mai Dire Gol" creò una parodia con "I Veri per Caso", interpretati da Aldo, Giovanni e Giacomo insieme ad Antonio Albanese e Teo Teocoli. Paradossalmente, i veri Neri per Caso furono poi invitati come ospiti nello stesso programma che li parodiava.

Il loro album d'esordio fu il quarto disco più venduto in Italia nel 1996, preceduto proprio da "Destinazione Paradiso" di Gianluca Grignani, che aveva gareggiato con loro nella stessa sezione Nuove Proposte a Sanremo '95. Inoltre, Mimì e Gonzalo Caravano sono figli del cantante Jimmy Caravano, che negli anni '50 e '60 incise dischi per la Fonit Cetra, rendendo la musica davvero una questione di famiglia.