MSN Messenger: conversazioni digitali che hanno cambiato l'adolescenza italiana
Era il 1999 quando Microsoft lanciò quello che sarebbe diventato il primo vero social network della storia italiana: MSN Messenger. Una piccola finestra azzurra che si apriva sul desktop e che, in pochi anni, avrebbe rivoluzionato il modo di comunicare di un'intera generazione. L'interfaccia era ...
Era il 1999 quando Microsoft lanciò quello che sarebbe diventato il primo vero social network della storia italiana: MSN Messenger. Una piccola finestra azzurra che si apriva sul desktop e che, in pochi anni, avrebbe rivoluzionato il modo di comunicare di un'intera generazione.
L'interfaccia era semplice ma rivoluzionaria: una lista di contatti con pallini verdi, gialli e rossi che indicavano lo stato di connessione. Online, assente, non disturbare, invisibile: quattro parole che avevano il potere di scatenare drammi adolescenziali degni di una soap opera.
Vedere il pallino verde accanto al nome della persona che ci piaceva era come ricevere un segnale dal destino. Le conversazioni su MSN avevano un linguaggio tutto loro.
Gli emoticon erano la prima forma di comunicazione visiva digitale: la faccina che strizza l'occhio, il cuore rosso, la faccina arrabbiata diventavano il vocabolario emotivo di milioni di teenager italiani. E poi c'erano le abbreviazioni: "cmq" per comunque, "xò" per però, "ki 6?" per chi sei, un codice segreto che solo noi capivamo.
Il nickname era tutto. Non bastava scrivere il proprio nome: bisognava essere creativi, poetici, misteriosi. "♥LuCy_In_ThE_sKy♥", "xXx_Dark_Angel_xXx", "°°°MaRiA_4_EvEr°°°" erano capolavori di arte digitale adolescenziale.
Il nickname raccontava il nostro stato d'animo, i nostri amori, le nostre delusioni. Cambiarlo significava comunicare al mondo intero che nella nostra vita era successo qualcosa di importante.
Le conversazioni di gruppo erano l'antenato delle chat attuali. Fino a 15 persone potevano partecipare contemporaneamente, creando un caos digitale fatto di messaggi sovrapposti, battute, pettegolezzi e primi flirt.
Era lì che si organizzavano le uscite del weekend, si commentavano le puntate di "Amici" o si pianificavano le strategie per conquistare il ragazzo o la ragazza dei sogni. La funzione "condivisione file" era magica.
Potevi inviare foto, canzoni mp3, video: tutto viaggiava attraverso quella piccola finestra. Era il nostro primo assaggio di cloud computing, anche se allora non sapevamo nemmeno cosa fosse.
Le canzoni di Avril Lavigne, i video dei Tokio Hotel, le foto delle vacanze estive: tutto passava da MSN. E poi c'erano i giochi integrati.
Chi non ha mai giocato a tris o a "Trova le differenze" mentre chattava? O la funzione "Lavagna", dove si poteva disegnare insieme, creando opere d'arte digitali che duravano lo spazio di una conversazione.
Erano piccole magie che rendevano speciale ogni connessione. La webcam era il sogno proibito.
Non tutti l'avevano, e chi ce l'aveva diventava automaticamente una celebrità della propria cerchia. Le prime videochiamate erano un'esperienza surreale: immagini pixelate, audio distorto, ma l'emozione di vedere in tempo reale l'altra persona era indescrivibile.
MSN Messenger ha accompagnato l'adolescenza di milioni di italiani fino al 2013, quando Microsoft decise di chiuderlo per favorire Skype. Ma per chi ha vissuto quegli anni, il suono della notifica di MSN resta ancora oggi nella memoria: quel "ding dong" che annunciava l'arrivo di un messaggio e che faceva battere il cuore più forte.
Quello che non tutti sanno
MSN Messenger supportava plug-in non ufficiali come Messenger Plus!, che permettevano funzioni avanzate come l'invio di messaggi colorati, la registrazione automatica delle conversazioni e la possibilità di apparire offline a contatti specifici. Il programma raggiunge il picco di 330 milioni di utenti attivi nel 2009, diventando il servizio di messaggistica istantanea più utilizzato al mondo.
Una curiosità tecnica: il famoso suono di notifica "ding dong" fu composto dal team audio di Microsoft e divenne così iconico che venne campionato in diverse canzoni pop degli anni 2000. Inoltre, MSN Messenger fu il primo servizio a introdurre il concetto di "stato personalizzato", permettendo agli utenti di scrivere messaggi che apparivano accanto al loro nome, anticipando di fatto le moderne "storie" dei social network.