Mork e Mindy: è il mondo scopri il talento di Robin Williams
Alla fine degli anni ’70 e nei primi anni ’80, la televisione americana era popolata da famiglie perfette e sit-com rassicuranti. Poi arrivò lui: Mork, l’alieno con la tutina multicolore, le bretelle rosse e un modo tutto suo di stare al mondo. Mork & Mindy non fu solo una serie comica: fu un’esp...
Alla fine degli anni ’70 e nei primi anni ’80, la televisione americana era popolata da famiglie perfette e sit-com rassicuranti. Poi arrivò lui: Mork, l’alieno con la tutina multicolore, le bretelle rosse e un modo tutto suo di stare al mondo.
Mork & Mindy non fu solo una serie comica: fu un’esplosione di energia, assurdità e dolcezza che conquistò anche il pubblico italiano, quando approdò su Rai 1 nel 1980, per poi essere replicata per anni su reti private e Italia 1 nei pomeriggi degli anni ’80. Nato come spin-off di Happy Days, dove Mork fa la sua prima apparizione in un episodio del 1978 in cui cerca di rapire Richie, Mork & Mindy si trasforma presto in un successo a sé.
La trama è tanto semplice quanto brillante: Mork (interpretato da un giovanissimo e geniale Robin Williams) viene dal pianeta Ork, mandato sulla Terra per studiare il comportamento umano. Atterra a Boulder, in Colorado, e conosce Mindy (Pam Dawber), una ragazza dolce e razionale che lo accoglie in casa, cercando di proteggerlo dal mondo e soprattutto da sé stesso.
Ogni episodio è una piccola avventura tra il surreale e il quotidiano, dove Mork si confronta con le stranezze degli umani — il lavoro, l’amore, la gelosia, il denaro — cercando di comprenderle con logica aliena e spesso finendo in situazioni assurde. La forza della serie stava tutta nel talento comico di Robin Williams: improvvisazioni continue, linguaggi inventati, movimenti strampalati e quel saluto diventato iconico, “Nanu Nanu”, con la mano rigida e le dita a pinza.
Mork & Mindy fu trasmesso per quattro stagioni tra il 1978 e il 1982, per un totale di 95 episodi. In Italia venne proposto nella fascia del preserale, e più avanti al pomeriggio, incantando grandi e piccoli.
Oltre alla comicità, la serie colpiva per il modo in cui affrontava temi sociali importanti: la diversità, la solitudine, il conformismo, l’accettazione. Ogni puntata si concludeva con Mork che inviava un rapporto al suo capo, Orson, descrivendo gli umani con uno sguardo critico ma affettuoso.
E spesso erano quelle frasi finali a lasciare un retrogusto malinconico che restava anche dopo la risata. Il successo della serie fu tale da ispirare giocattoli, pupazzi, fumetti e persino abiti colorati alla "Mork".
Ma soprattutto, rivelò al mondo il talento di Robin Williams, che da lì iniziò una carriera leggendaria.
Quello che non tutti sanno
Robin Williams fu scelto per il ruolo di Mork perché, durante il provino, si sedette… a testa in giù sulla sedia. I produttori capirono subito di avere davanti un talento fuori dal comune.
L’improvvisazione era così centrale nella serie che molti copioni venivano riscritti sul momento, e le risate del pubblico erano quasi sempre autentiche. Inoltre, nella quarta stagione, Mork e Mindy si sposano e hanno un figlio… adulto!
Nella logica di Ork, i bambini nascono già vecchi e ringiovaniscono col tempo. Il figlio era interpretato da Jonathan Winters, uno dei mentori di Robin Williams nella stand-up comedy.
Il legame tra i due attori era così forte che alcune scene venivano lasciate completamente libere all’improvvisazione, diventando vere e proprie performance comiche in tempo reale.