Mister Magoo: il miope più amato della TV che ci ha insegnato a vedere oltre

Mister Magoo, il simpatico miope dei cartoni anni 80: avventure involontarie e risate assicurate nel cartone che insegnò a vedere oltre.

Mister Magoo: il miope più amato della TV che ci ha insegnato a vedere oltre

Negli anni ’80 e ’90, quando i cartoni animati erano ancora un appuntamento atteso con il fiato sospeso davanti alla TV, Mister Magoo era uno di quei personaggi che si infilavano tra un episodio dei Puffi e una puntata di Braccio di Ferro, lasciando il segno con la sua comicità surreale e irresistibile. Un vecchietto basso, calvo, con occhiali spessi come fondi di bottiglia e un’andatura da paperone spaesato: ecco Quincy Magoo, gentiluomo americano eternamente miope… e incredibilmente fortunato.

Creato nel 1949 dallo studio di animazione UPA (United Productions of America), Mister Magoo arrivò in Italia solo decenni dopo, trovando spazio nella programmazione dei canali regionali e successivamente su reti nazionali come Italia 1, dove cominciò a comparire già nel 1983 nel contenitore “Bim Bum Bam”. Nonostante la sua anzianità rispetto agli altri cartoni, Magoo conquistò il pubblico italiano per quella sua comicità slapstick alla Stanlio e Ollio, ma con una marcia in più: la totale inconsapevolezza.

Ogni episodio era un’avventura in cui Magoo, convinto di essere nel posto giusto, sbagliava tutto: entrava in gabbie di leoni credendo fossero taxi, scambiava gru da cantiere per camerieri, usciva illeso da situazioni impossibili grazie a una combinazione di fortuna, incoscienza e… ottimismo. Ed è proprio qui che risiede il cuore del personaggio: Magoo non si accorge mai dei pericoli, perché li attraversa con fiducia e positività, come se il mondo, pur essendo distorto, fosse sempre gentile con lui.

Nelle edizioni italiane, Mister Magoo ebbe una voce inconfondibile e uno stile di doppiaggio che ne accentuava l’aria svagata e bonaria. I disegni, minimalisti e colorati, erano lontani dalle mode iperdinamiche del tempo, ma affascinavano proprio per la loro semplicità.

Ogni episodio durava pochi minuti, ma era un piccolo capolavoro di ritmo e ironia, amatissimo sia dai bambini sia dai genitori. Con il tempo, Magoo è diventato un simbolo dell’umorismo garbato e senza tempo.

Non faceva male a nessuno, non gridava, non correva: viveva nel suo mondo distorto, ma felice. E, forse, è per questo che ci piaceva così tanto: ci ricordava che vedere bene non è sempre la cosa più importante.

Quello che non tutti sanno

Il personaggio di Mister Magoo vinse due Oscar come miglior cortometraggio animato: nel 1954 per “When Magoo Flew” e nel 1956 per “Magoo’s Puddle Jumper”. Il suo creatore, John Hubley, voleva che Magoo rappresentasse l’uomo medio americano, testardo e convinto delle sue idee, anche quando sbagliava.

Inoltre, nel 1960, fu realizzata una miniserie intitolata "The Famous Adventures of Mr. Magoo", in cui Magoo interpretava grandi classici della letteratura, come “Moby Dick” e “Romeo e Giulietta”.

Il personaggio tornò in auge nel 1997 con un film live-action interpretato da Leslie Nielsen, ma fu un flop clamoroso. In Italia, alcune puntate di Mister Magoo furono ridoppiate negli anni ’90 da Mediaset, con un tono più moderno, ma molti fan ancora oggi preferiscono le versioni anni ’80, con i loro rumori vintage e le pause comiche perfette.