Mimì Ayuhara: emozioni tra salti impossibili e schiacciate vincenti
Mimì Ayuhara, il cartone sulla pallavolo degli anni 80: trama, personaggi e il sogno sportivo di una generazione italiana intera.
Negli anni ’80, quando i pomeriggi erano scanditi dai cartoni animati giapponesi su reti locali o su Italia 1, c’era un anime che parlava di sport, fatica, amicizia e sogni: “Mimì e la nazionale di pallavolo”, conosciuto in Giappone come Attack No.1. Per molti fu il primo contatto con la pallavolo, ma anche la scoperta di cosa volesse dire lottare con tutto il cuore per un obiettivo.
La serie debuttò in Italia nel 1981, trasmessa inizialmente su reti locali, per poi approdare nel palinsesto nazionale. In Giappone era andata in onda per la prima volta nel 1969 con 104 episodi, segnando la storia dell’animazione sportiva.
Mimì, il cui nome originale era Kozue Ayuhara, è una ragazza forte, determinata, dal passato difficile, che sogna di entrare nella nazionale giapponese di pallavolo. E ci riesce, a costo di sacrifici estremi.
Ogni puntata era un concentrato di tensione e dramma: allenamenti massacranti, partite interminabili, infortuni, rivalità feroci, rapporti familiari complicati. Mimì affrontava tutto con coraggio, determinazione e uno sguardo sempre lucido e pieno di speranza.
In campo, la pallavolo diventava epica: salti impossibili, tiri che sfidavano la gravità, difese che sembravano battaglie. La realtà era filtrata dall’enfasi tipica degli anime giapponesi, ma il messaggio era potente: non smettere mai di lottare per ciò che ami.
A renderla ancora più memorabile era la sigla italiana, cantata da Georgia Lepore: “Mimì, piccola grande Mimì, col tuo cuore d'oro, combatti per noi!”. Un inno alla forza femminile, alla passione sportiva, alla lealtà.
Oltre a Mimì, i personaggi secondari arricchivano la narrazione: la rivale Midori, le compagne di squadra, l’allenatore severo, tutti contribuivano a creare un mondo ricco di emozioni. La serie ebbe un seguito nel 1978, intitolato Shin Attack No.1 (inedito in Italia), e fu la prima serie anime sportiva dedicata a uno sport femminile.
La sua influenza si ritrova anche nei cartoni successivi, come Mila e Shiro, che ne ereditano molte dinamiche. “Mimì e la nazionale di pallavolo” ci ha lasciato non solo l’immagine di una ragazza che salta più in alto di tutte, ma anche la consapevolezza che con impegno, sudore e tenacia si può arrivare ovunque, anche a spaccarsi le mani pur di non lasciare cadere un pallone.
Quello che non tutti sanno
La serie originale giapponese Attack No.1 fu ispirata dal boom della pallavolo in Giappone, in particolare dalla vittoria della nazionale femminile alle Olimpiadi di Tokyo del 1964. La protagonista Kozue Ayuhara era modellata sulle giocatrici vere dell’epoca, e il suo numero – il mitico 1 – era quello della vera capitana.
In Italia, la serie venne inizialmente trasmessa con il titolo “Mimì e le ragazze della pallavolo”, e solo successivamente fu rinominata “Mimì e la nazionale di pallavolo”. L’anime è stato trasmesso in più di 30 Paesi nel mondo e ha ispirato non solo cartoni successivi, ma anche generazioni intere di ragazze ad avvicinarsi alla pallavolo.