Miami Vice: quando eleganza e crimine conquistarono l'Italia a colpi di Ferrari e Armani
Il 13 aprile 1986 segnò l'inizio di una rivoluzione televisiva: su Rai 2 debuttò "Miami Vice", la serie che avrebbe ridefinito per sempre il concetto di telefilm poliziesco. Trasmessa negli Stati Uniti su NBC dal 16 settembre 1984 al 21 maggio 1989, la serie creata da Anthony Yerkovich e prodotta...
Il 13 aprile 1986 segnò l'inizio di una rivoluzione televisiva: su Rai 2 debuttò "Miami Vice", la serie che avrebbe ridefinito per sempre il concetto di telefilm poliziesco. Trasmessa negli Stati Uniti su NBC dal 16 settembre 1984 al 21 maggio 1989, la serie creata da Anthony Yerkovich e prodotta da Michael Mann arrivò in Italia con due anni di ritardo, ma l'impatto fu devastante e duraturo.
Per cinque stagioni e 112 episodi, gli italiani rimasero incollati al televisore ogni domenica sera seguendo le gesta di James "Sonny" Crockett (Don Johnson) e Ricardo "Rico" Tubbs (Philip Michael Thomas), due detective sotto copertura che combattevano il crimine nella Miami più glamour che si fosse mai vista in TV. La prima stagione italiana andò in onda dal 13 aprile al 19 ottobre 1986, seguita dalla seconda dal 7 dicembre 1986 al 10 maggio 1987, sempre su Rai 2.
Miami Vice non era un semplice poliziesco, ma un'esperienza audiovisiva rivoluzionaria. Con un budget da record di 1,3 milioni di dollari per episodio, era all'epoca la serie più costosa mai realizzata.
La produzione investì massicciamente su elementi fino ad allora trascurati nei telefilm: fotografia cinematografica, luci sofisticate, montaggio dinamico e soprattutto una colonna sonora che divenne leggendaria. Jan Hammer, compositore boemo, creava musica originale per ogni episodio dalla sua fattoria vicino New York, rivoluzionando l'uso del sintetizzatore nella televisione.
La sua "Crockett's Theme" divenne un successo mondiale, mentre brani come "In the Air Tonight" di Phil Collins contribuirono a creare alcune delle scene più iconiche della serie. L'album ufficiale rimase al primo posto nelle classifiche per 12 settimane, un successo senza precedenti per una colonna sonora televisiva.
Ma Miami Vice non conquistò solo le orecchie, bensì anche gli occhi e il guardaroba maschile italiano. Don Johnson lanciò involontariamente lo stile "T-shirt Armani": giacche eleganti indossate sopra magliette invece delle tradizionali camicie, mocassini rigorosamente senza calzini e la barba incolta che divenne il must have degli anni '80.
Designer del calibre di Gianni Versace, Hugo Boss e Vittorio Ricci furono consultati per creare i look dei protagonisti, che in ogni episodio sfoggiavano da cinque a otto outfit nei toni pastello: rosa, azzurro, verde acqua, pesca e fucsia. La serie rivoluzionò anche l'immaginario automobilistico televisivo.
La leggendaria Ferrari Testarossa bianca di Crockett divenne un'icona, anche se nelle prime due stagioni fu utilizzata una replica basata su una Chevrolet Corvette. La leggenda vuole che Enzo Ferrari, indispettito dall'uso di una falsa Ferrari, donò alla produzione due autentiche Testarossa per le stagioni successive.
Curiosamente, Miami Vice iniziò come un flop. La NBC la programmò il venerdì sera alle 22:00, dove passò inosservata schiacciata dalla concorrenza di "Dallas" su CBS.
Solo con le repliche estive del 1985 la serie esplose, diventando un fenomeno globale e conquistando la vetta degli ascolti nella seconda stagione. Il successo fu tale che la serie trasformò Miami da città problematica, nota per il traffico di droga e l'immigrazione cubana, in una destinazione glamour desiderata in tutto il mondo.
Il turismo a Miami esplose proprio grazie alla vetrina televisiva che mostrava spiagge dorate, grattacieli scintillanti e una vita notturna sofisticata. La serie si concluse il 21 maggio 1989 con l'episodio "Freefall", lasciando un'eredità indelebile nella cultura pop degli anni '80.
Miami Vice aveva dimostrato che la televisione poteva raggiungere livelli di produzione cinematografici, influenzando mode, musica e immaginario collettivo di un'intera generazione.
Quello che non tutti sanno
Il titolo "Miami Vice" significa letteralmente "Il vizio di Miami" e non fu mai tradotto per l'edizione italiana. Don Johnson inizialmente indossava un Rolex Daytona da 7.000 dollari, ma quando la casa orologiera svizzera Ebel si offrì di sponsorizzare la serie, tutti gli orologi furono sostituiti con i modelli Ebel.
La Ferrari utilizzata nelle prime stagioni era in realtà una Chevrolet Corvette modificata dalla McBurnie Coachcraft, così convincente che Ferrari minacciò azioni legali. Il personaggio di Sonny Crockett viveva su una barca a vela chiamata "St.
Vitus Dance" e possedeva un alligatore domestico di nome Elvis. La serie influenzò il manga "City Hunter" di Tsukasa Hōjō, il cui protagonista Ryo Saeba è chiaramente ispirato a Sonny Crockett.
Tra le guest star della serie apparvero futuri divi come Bruce Willis, Julia Roberts, Benicio del Toro, Chris Rock e un giovanissimo Ben Stiller. Il videogame "Grand Theft Auto: Vice City" è un omaggio diretto alla serie, includendo nella colonna sonora la "Crockett's Theme" di Jan Hammer.