Mia moglie è una strega: incantesimi e risate nella Roma anni ’80
Nel 1980, quando la televisione italiana stava cominciando a lasciarsi contaminare da nuovi linguaggi più leggeri e fantasiosi, arrivò nelle sale cinematografiche un film che univa magia, romanticismo e umorismo all’italiana: Mia moglie è una strega, diretto da Castellano e Pipolo, con due protag...
Nel 1980, quando la televisione italiana stava cominciando a lasciarsi contaminare da nuovi linguaggi più leggeri e fantasiosi, arrivò nelle sale cinematografiche un film che univa magia, romanticismo e umorismo all’italiana: Mia moglie è una strega, diretto da Castellano e Pipolo, con due protagonisti d’eccezione — Eleonora Giorgi e Renato Pozzetto. Una commedia originale, che mescolava elementi fiabeschi e surreali con l’irresistibile comicità milanese di Pozzetto, regalando al pubblico una storia fuori dagli schemi eppure perfettamente inserita nell’immaginario dell’epoca.
La trama parte nel XVII secolo: la giovane strega Finnicella viene condannata al rogo dall’Inquisizione. Ma prima di morire, lancia una maledizione sui discendenti del giudice che l’ha condannata.
Secoli dopo, nel pieno della Roma moderna e caotica degli anni ’80, la strega si reincarna e ritorna sulla Terra con l’obiettivo di vendicarsi... proprio seducendo il giovane Giandomenico Marchetti, discendente del giudice. Ma l’amore, si sa, è il vero incantesimo: Finnicella, tra gag, equivoci e momenti surreali, finisce col perdere la testa per lui.
Il film uscì il 28 dicembre 1980, in pieno periodo natalizio, e conquistò subito il pubblico, diventando un classico delle repliche televisive degli anni ’80 e ’90. Le scene comiche con Pozzetto, alle prese con una moglie “magica” che fa sparire automobili o trasforma stanze in un attimo, fecero ridere intere famiglie davanti alla TV, specialmente durante i pomeriggi festivi su Rai 1 o Canale 5.
Ma Mia moglie è una strega era molto più che una semplice commedia: rappresentava il desiderio di evasione di un’Italia che, nel bel mezzo delle trasformazioni sociali e culturali, aveva bisogno di sogni. Il film giocava sul contrasto tra mondo razionale e mondo magico, tra la vita ordinaria del ragioniere medio e le follie dell’imprevedibile.
Il tutto condito da una colonna sonora dolce e malinconica firmata da Detto Mariano. Eleonora Giorgi, con il suo volto incantato e lo sguardo sognante, fu perfetta nel ruolo della strega-bambina, mentre Renato Pozzetto, con il suo tipico umorismo surreale e asciutto, regalò uno dei suoi ruoli più amati.
Quello che non tutti sanno
Il personaggio di Finnicella è ispirato a una vera leggenda medievale fiorentina su una strega bruciata viva, il cui nome compare in alcuni documenti storici dell’Inquisizione. Il set romano fu ricreato in parte negli studi Titanus, ma molte delle scene urbane furono girate realmente a Trastevere e al Gianicolo, dove venne girata anche la scena in cui Finnicella fa “volare” il marito.
Inoltre, la pellicola ebbe un remake spirituale nel 1988 con il film Stregata dalla luna, interpretato da Cher, che però ne riprende solo l’idea di fondo, confermando quanto il tema della “donna magica” continuasse a esercitare fascino anche a distanza di anni.