Maurizio Costanzo Show: il salotto che ha cambiato la televisione italiana
Era il 14 settembre 1982 quando sul piccolo schermo di Rete 4 (ancora non parte di Mediaset) andava in onda la prima puntata del Maurizio Costanzo Show. Nessuno allora poteva immaginare che quel talk-show avrebbe rivoluzionato per sempre la televisione italiana. Dopo due anni, nel 1985, il progra...
Era il 14 settembre 1982 quando sul piccolo schermo di Rete 4 (ancora non parte di Mediaset) andava in onda la prima puntata del Maurizio Costanzo Show. Nessuno allora poteva immaginare che quel talk-show avrebbe rivoluzionato per sempre la televisione italiana.
Dopo due anni, nel 1985, il programma si spostò su Canale 5, dove sarebbe rimasto per oltre vent’anni, andando in onda in seconda serata – solitamente dal lunedì al venerdì – diventando un appuntamento fisso per milioni di italiani. A cambiare tutto fu il format: una poltrona per Maurizio e un lungo divano per gli ospiti.
Non più il conduttore in cattedra e l’ospite intervistato uno a uno, ma una chiacchierata collettiva, vivace, sincera, imprevedibile. Lì si mescolavano intellettuali, politici, cantanti, attori, comici emergenti, gente comune, opinionisti eccentrici.
Si parlava di tutto: dal divorzio al soprannaturale, dalla mafia alla chirurgia estetica, dalla musica alla cronaca nera. Costanzo, con il suo tono pacato ma fermo, fu un direttore d’orchestra attento, ironico e spesso spiazzante.
La sua bravura stava nel lasciare spazio agli altri, ma sapendo sempre dove voleva andare a parare. In quello studio nacquero tormentoni, scoppiarono liti, si formarono carriere.
Da quel palco passarono tutti: da Enzo Biagi a Cicciolina, da Silvio Berlusconi a Pier Paolo Pasolini (citato e discusso), da Beppe Grillo a Giorgio Faletti, da Fiorello a Sgarbi. E fu proprio lì che un giovane comico pugliese, Rosario Fiorello, cominciò la sua scalata verso la notorietà.
Negli anni '90, lo show affrontò anche la cronaca più drammatica. Dopo l’attentato di Via Fauro del 1993 – un’autobomba della mafia esplosa proprio mentre Maurizio rientrava a casa con Maria De Filippi – il programma diventò anche un simbolo di resistenza culturale alla criminalità organizzata.
Il Maurizio Costanzo Show non fu solo intrattenimento: fu specchio e al tempo stesso motore del costume italiano. Con 4.400 puntate e oltre 30 anni di programmazione, resta il talk-show più longevo della televisione italiana.
Dopo un’interruzione nel 2009, tornò più volte in varie formule, fino all’ultima stagione nel 2022, pochi mesi prima della scomparsa di Costanzo nel febbraio 2023.
Quello che non tutti sanno
Le prime puntate del Maurizio Costanzo Show furono registrate all’interno di un teatro di posa improvvisato presso gli studi Voxson, a Roma. Solo successivamente il programma trovò casa nel Teatro Parioli, divenuto leggendario grazie proprio a quel salotto.
Il programma detiene il primato per aver lanciato il maggior numero di personaggi comici in Italia: da Teo Teocoli ad Antonio Albanese, da Gabriele Cirilli a Massimo Lopez. Inoltre, la celebre sigla del programma – Se penso a te – fu scritta e composta dallo stesso Maurizio Costanzo, in collaborazione con Franco Bracardi, e interpretata anche da Mina in una rara versione da collezione.