Mango: voce mediterranea negli anni '80 che anticipò il futuro
Negli anni Ottanta, mentre il panorama musicale italiano oscillava tra melodia tradizionale e nuove sonorità elettroniche, Giuseppe Mango, nato a Lagonegro il 6 novembre 1954, emergeva come un autentico innovatore della musica leggera italiana. Con la sua particolare tecnica vocale definita "semi...
Negli anni Ottanta, mentre il panorama musicale italiano oscillava tra melodia tradizionale e nuove sonorità elettroniche, Giuseppe Mango, nato a Lagonegro il 6 novembre 1954, emergeva come un autentico innovatore della musica leggera italiana. Con la sua particolare tecnica vocale definita "semi-falsetto" e uno stile che fonde pop e rock con sonorità folk e world music, Mango creò quello che venne definito "pop mediterraneo", anticipando di decenni tendenze che sarebbero diventate globali.
Il suo percorso verso il successo fu tutt'altro che lineare. Dopo un esordio nel 1976 con l'album "La mia ragazza è un gran caldo" per la RCA, seguirono anni difficili con scarsi risultati commerciali.
I primi tre dischi, a detta dello stesso Mango, furono venduti complessivamente in sole trecento copie, spingendo l'artista lucano a considerare seriamente l'abbandono della musica per tornare agli studi universitari. La svolta arrivò nel 1984 grazie a un incontro fortuito che cambiò per sempre la storia della musica italiana.
Mogol, giunto negli studi della Fonit per sistemare gli archivi, scoprì per caso un provino di Mango contenente un brano intitolato "Mama Voodoo", scritto dal fratello Armando. Il famoso paroliere decise di riscrivere completamente il testo, trasformandolo in "Oro", il brano che sarebbe diventato il simbolo dell'artista. "Oro" rappresentò una rivoluzione nel panorama musicale degli anni '80.
Il singolo, pubblicato nel 1984, ottenne un grande successo e divenne il brano più iconico del cantautore lucano. La canzone incarnava perfettamente lo spirito dell'epoca: un arrangiamento elettropop sofisticato che mescolava sonorità mediterranee con le nuove tecnologie musicali, creando un suono unico e riconoscibile.
Il successo di "Oro" aprì le porte a Sanremo, dove Mango si presentò nel 1985 con "Il viaggio" nella categoria Nuove Proposte, vincendo il premio della critica pur non passando alla finale. L'anno successivo tornò tra i Big con "Lei verrà", che nonostante si classificasse al 14° posto, divenne una delle canzoni più rappresentative della sua discografia.
Il 1987 segnò l'apice del successo di Mango negli anni '80 con "Bella d'estate", scritta in collaborazione con Lucio Dalla. Il brano conquistò le classifiche e divenne la sua canzone più famosa, ottenendo anche un discreto successo internazionale.
L'album "Adesso" vendette 350.000 copie e in 5 mesi conquistò 3 dischi d'oro, venendo pubblicato in tutta Europa con notevoli successi soprattutto in Spagna. Mango non era solo un interprete, ma anche un raffinato compositore.
Scrisse brani per artisti come Mietta, Loredana Bertè, Patty Pravo, Loretta Goggi, Scialpi e Andrea Bocelli, molti in collaborazione con il fratello Armando. La sua capacità di creare melodie che altri artisti trasformavano in successi dimostrava la sua versatilità e il suo talento compositivo.
Il suo stile musicale negli anni '80 anticipava tendenze che sarebbero diventate comuni decenni dopo. Le sue composizioni erano caratterizzate da una fusione di diverse sonorità tra cui pop, rock, soul e world music, unite a un uso strumentale della voce e strutture compositive basate su incastri raffinati.
Era un sperimentatore che non aveva paura di mescolare generi apparentemente incompatibili. Il rapporto con Mogol si rivelò fondamentale per la sua carriera.
Il sodalizio tra i due si dimostrò proficuo, dando vita a capolavori come "Mediterraneo" (1992), che lo stesso Mogol definì "una delle più belle della mia vita" e "forse la più grande che abbiamo scritto insieme". La personalità artistica di Mango era caratterizzata da una ricerca costante dell'innovazione.
Non si accontentava mai delle formule di successo, ma continuava a sperimentare e a evolversi. La sua voce particolare, definita da alcuni "semi-falsetto", diventò un marchio di fabbrica riconoscibile tra mille, mentre i suoi arrangiamenti sofisticati elevavano ogni canzone a piccola opera d'arte.
La tragedia colpì Mango nel momento di maggiore maturità artistica. Il 7 dicembre 2014, durante un concerto al Palasport di Policoro, fu colpito da un malore fatale proprio mentre eseguiva "Oro".
Dopo essersi scusato con il pubblico per il malore, si accasciò dietro le quinte e morì per infarto prima dell'arrivo in ospedale, all'età di 60 anni.
Quello che non tutti sanno
Il primo incontro tra Mango e la sua futura moglie Laura Valente avvenne nel novembre 1983 proprio in sala di incisione mentre stava registrando "Oro", poiché condividevano lo stesso produttore discografico Alberto Salerno. Nell'arco della sua attività vendette 6 milioni di dischi, ma inizialmente i suoi gusti musicali erano completamente diversi: da bambino ascoltava hard rock e soul, con Led Zeppelin, Deep Purple e Aretha Franklin tra i suoi artisti preferiti.
Mara Maionchi, che all'epoca era direttrice artistica della Fonit, dovette recarsi personalmente a Lagonegro per convincere Mango a tornare alla musica dopo che aveva deciso di smettere. Nel 2004 pubblicò anche un libro di poesie intitolato "Nel malamente mondo non ti trovo", dimostrando la sua sensibilità artistica anche nella scrittura.
La sua morte è avvenuta in modo quasi simbolico: il malore lo colpì proprio mentre cantava "Oro", la canzone che aveva segnato la sua rinascita artistica trent'anni prima.