Mamma ho perso l'aereo: il Natale che non finisce mai
Era il 16 novembre 1990 quando nelle sale americane debuttava un film destinato a diventare il classico natalizio per eccellenza. "Home Alone", tradotto in Italia come "Mamma ho perso l'aereo", non era solo una commedia per famiglie: era l'inizio di un fenomeno culturale che avrebbe accompagnato ...
Era il 16 novembre 1990 quando nelle sale americane debuttava un film destinato a diventare il classico natalizio per eccellenza. "Home Alone", tradotto in Italia come "Mamma ho perso l'aereo", non era solo una commedia per famiglie: era l'inizio di un fenomeno culturale che avrebbe accompagnato le festività natalizie di milioni di persone per i decenni a venire. La storia nasceva dalla penna di John Hughes, maestro indiscusso della commedia americana degli anni '80 e '90, che aveva già firmato capolavori come "Breakfast Club" e "La donna esplosiva".
Hughes aveva immaginato la vicenda del piccolo Kevin McCallister mentre era in vacanza con la famiglia: cosa sarebbe successo se un bambino fosse rimasto davvero solo a casa durante le vacanze di Natale? Da questa semplice domanda nasceva una sceneggiatura che avrebbe fatto storia.
Il regista Chris Columbus, reduce dal successo di "Adventures in Babysitting", si trovava davanti a un compito tutt'altro che semplice: trovare il bambino giusto per interpretare Kevin. Duecento audizioni, duecento bambini visionati, ma nessuno convinceva fino in fondo.
Finché Hughes non suggerì Macaulay Culkin, che aveva già diretto nel film "Io e zio Buck". Il piccolo Macaulay, nato il 26 agosto 1980 a New York, aveva solo dieci anni ma possedeva già quella miscela perfetta di innocenza e malizia che rendeva Kevin McCallister così irresistibile.
La trama era tanto semplice quanto geniale. La famiglia McCallister, composta da genitori, zii, cugini e fratelli vari, si preparava per una vacanza natalizia a Parigi.
Nella fretta e nella confusione del mattino della partenza, nessuno si accorgeva che Kevin, mandato in punizione in soffitta la sera prima dopo una rissa con il fratello maggiore Buzz, non era sull'aereo. Solo a volo decollato la madre Kate, interpretata da una perfetta Catherine O'Hara, si rendeva conto della dimenticanza.
Kevin, inizialmente euforico per la libertà conquistata, doveva ben presto confrontarsi con una minaccia reale: due ladri, Harry "Il Dente d'Oro" e Marv "Il Ragno Bagnato", interpretati magistralmente da Joe Pesci e Daniel Stern. I due malviventi, soprannominati "i Banditi Bagnati" per la loro abitudine di lasciare i rubinetti aperti nelle case svaligiare, avevano messo gli occhi sulla villa dei McCallister, convinti che fosse vuota.
La genialità del film stava nel trasformare Kevin da vittima in protagonista assoluto. Il bambino, anziché nascondersi o chiamare aiuto, decideva di difendere la sua casa con un arsenale di trappole degne di un fumetto.
Chiodi sui gradini, corda tesa, secchi di vernice dall'alto, ferro da stiro che cadeva dalle scale, e la celeberrima fiamma ossidrica applicata alla porta: ogni trappola era un piccolo capolavoro di comicità fisica che strappava risate e applausi al pubblico. La villa dei McCallister, situata al 671 di Lincoln Avenue a Winnetka, nell'Illinois, diventava co-protagonista del film.
La casa, costruita nel 1921, con i suoi ampi spazi, le scale perfette per gli inseguimenti e le finestre ideali per gli agguati, era il set perfetto per le gag di Kevin. Quella stessa casa oggi vale oltre 5 milioni di dollari ed è diventata una meta di pellegrinaggio per i fan del film.
Ma "Mamma ho perso l'aereo" non era solo slapstick comedy. Hughes aveva inserito nella sceneggiatura momenti di vera emozione: l'incontro di Kevin con il misterioso vicino "Old Man" Marley nella chiesa di Natale, la nostalgia della famiglia che Kevin provava guardando i vecchi filmini, il ricongiungimento finale con la madre.
La colonna sonora di John Williams completava la magia, regalando al film quelle note natalizie che ancora oggi ci fanno sentire a casa. Il successo fu straordinario e immediato.
Con un budget di soli 18 milioni di dollari, il film ne incassò 476 milioni in tutto il mondo, diventando la commedia di maggior successo di tutti i tempi fino a quel momento. In Italia arrivò nel gennaio 1991, classificandosi al quarto posto del box office e conquistando immediatamente il cuore del pubblico.
Macaulay Culkin diventava istantaneamente la star bambina più famosa del mondo. Per il primo film aveva guadagnato 100.000 dollari, cifra che salì a 4,5 milioni per il sequel "Mamma ho riperso l'aereo: Mi sono smarrito a New York" del 1992.
Ma il successo aveva un prezzo: la pressione dei media, i problemi familiari, la gestione difficile della fama in età così giovane avrebbero segnato profondamente la vita dell'attore. Il film diventava un rito natalizio irrinunciabile.
Ogni anno, puntualmente, le televisioni di tutto il mondo lo riproponevano durante le feste, creando una tradizione che coinvolgeva intere generazioni. Per molte famiglie italiane, non era Natale senza aver visto almeno una volta Kevin che urla guardandosi allo specchio dopo aver messo il dopobarba, o che ordina una pizza tutta per sé. "Mamma ho perso l'aereo" riusciva nel miracolo di parlare contemporaneamente a bambini e adulti.
I piccoli si identificavano con Kevin e i suoi desideri di indipendenza, gli adulti sorridevano delle situazioni e si commuovevano per i valori familiari che il film, sotto la superficie comica, celebrava. Era la rappresentazione perfetta del sogno americano: la famiglia borghese, la bella casa, il Natale da cartolina, ma anche la dimostrazione che l'amore familiare va oltre gli errori e le dimenticanze.
La pellicola aveva anche il merito di mostrare un bambino tutt'altro che angelico. Kevin non era la classica vittima indifesa: era furbo, malizioso, capace di mentire e manipolare quando serviva.
Era un bambino vero, con difetti e qualità, che cresceva durante l'avventura e imparava il valore della famiglia proprio nel momento in cui la perdeva. Il successo del film generò immediatamente un sequel, ma anche una serie infinita di imitazioni e riferimenti nella cultura popolare.
La scena del grido allo specchio è diventata un meme ante litteram, riproposta in pubblicità, parodie e riferimenti cinematografici. Joe Pesci e Daniel Stern sono entrati nell'olimpo delle coppie comiche del cinema, mentre la loro dinamica da "Stanlio e Ollio moderni" continua a far ridere dopo tre decenni.
Quello che non tutti sanno
Il film "Angels with Filthy Souls" che Kevin guarda per spaventare il fattorino della pizza e i ladri non è un film reale: fu girato appositamente per "Mamma ho perso l'aereo" come omaggio ai gangster movie degli anni '30. Joe Pesci, per rendere più credibile la sua minaccia nei confronti di Kevin, arrivò a mordergli veramente un dito durante una scena, facendogli uscire il sangue.
La tarantola che cammina sul volto di Daniel Stern era vera: l'attore dovette mimare l'espressione di terrore rimanendo in silenzio per non spaventare il ragno, e l'urlo fu aggiunto in post-produzione. John Mulaney, futuro scrittore del Saturday Night Live, aveva quasi ottenuto il ruolo di Kevin ma i suoi genitori gli impedirono di fare il provino.
La scena iconica in cui Kevin si mette il dopobarba e urla guardandosi allo specchio fu in realtà un "errore" di Macaulay Culkin che improvvisò quella reazione, e Columbus decise di tenerla. La casa dei McCallister fu venduta nel 2012 per 1,585 milioni di dollari, molto meno dei 2,4 milioni richiesti inizialmente.
Macaulay Culkin ha recentemente rivelato di aver pensato di comprare la casa quando è stata rimessa in vendita nel 2024 per trasformarla in un'attrazione per i fan. Il film detiene ancora oggi il record di commedia di maggior successo nella storia del cinema, considerando l'inflazione.
In alcune scene si possono notare prodotti e marchi dell'epoca perfettamente conservati, rendendo il film un vero e proprio spaccato della cultura americana dei primi anni '90.