Madonna: l'icona globale in evoluzione continua
All’inizio degli anni ’80, mentre il mondo si riempiva di sintetizzatori, videoclips e nuove mode, una ragazza di Detroit cominciava a riscrivere tutte le regole. Non solo della musica, ma del modo stesso in cui una donna poteva stare su un palco. Madonna Louise Veronica Ciccone, semplicemente Ma...
All’inizio degli anni ’80, mentre il mondo si riempiva di sintetizzatori, videoclips e nuove mode, una ragazza di Detroit cominciava a riscrivere tutte le regole. Non solo della musica, ma del modo stesso in cui una donna poteva stare su un palco.
Madonna Louise Veronica Ciccone, semplicemente Madonna, è stata l’artista più rivoluzionaria di quel decennio. Con la sua voce tagliente, il corpo come linguaggio, e una mente imprenditoriale incredibilmente lucida, ha trasformato il pop in uno spazio di libertà, provocazione ed espressione.
Debuttò nel 1983 con l’album omonimo “Madonna”, ma fu il secondo disco, “Like a Virgin” (1984), a consacrarla a icona globale. L’immagine della cantante vestita di bianco, rotolata su un pavimento durante i MTV Video Music Awards mentre canta “Like a Virgin”, è una delle scene più indelebili della cultura anni ’80.
Il brano scalò le classifiche, accompagnato da singoli come “Material Girl” e “Angel”, che portarono l’estetica di Madonna ovunque: dalle vetrine dei negozi alle imitazioni delle ragazzine. Madonna era un’esplosione di energia, ma anche una stratega perfetta.
Ogni videoclip diventava un piccolo evento, ogni scelta stilistica un manifesto. Non si trattava solo di musica, ma di un messaggio preciso: una donna poteva essere libera, sfacciata, creativa, indipendente e… padrona di sé.
Nei club gay, nelle radio, nei corridoi dei licei, Madonna era ovunque. E dietro l’apparenza da provocatrice c’era un’etica del lavoro inflessibile.
Nel 1986, con “True Blue”, Madonna mostrò una nuova maturità. “Papa Don’t Preach” affrontava il tema della maternità adolescenziale, “Live to Tell” mostrava una vulnerabilità inattesa. Ogni disco, ogni singolo, ogni immagine – dai pizzi neri alle croci, dai guanti in rete ai capelli biondo platino – raccontava l’evoluzione di una donna che non aveva paura di cambiare.
A fine decennio, con l’album “Like a Prayer” (1989), Madonna alzò ancora il tiro: mescolò religione e sensualità, scrisse testi personali, e lottò contro le ipocrisie della società americana. Il video del brano omonimo, con croci in fiamme e baci interrazziali, fu censurato in molti paesi e interruppe la collaborazione con la Pepsi.
Ma lei, ancora una volta, aveva vinto: nessuno poteva ignorarla.
Quello che non tutti sanno
Madonna scrisse “Express Yourself” ispirandosi al saggio femminista di Shere Hite e alla frase di Simone de Beauvoir “non si nasce donna, lo si diventa”. Il suo vero nome completo è Madonna Louise Veronica Ciccone, ed è figlia di immigrati italiani originari di Pacentro, in Abruzzo.
Nel 1985, fu la prima artista donna della storia a vendere più di 5 milioni di copie di un album negli Stati Uniti con “Like a Virgin”. Inoltre, già nel 1986 fondò la sua etichetta discografica personale, la Maverick Records, dimostrando un controllo rarissimo nel mondo maschile dell’industria musicale.