Lupin: il ladro gentiluomo che ha rubato i nostri pomeriggi

Lupin III, il ladro degli anni 80 e 90: avventure, Fujiko, Zenigata e la sigla che accompagnò i pomeriggi televisivi italiani.

Lupin: il ladro gentiluomo che ha rubato i nostri pomeriggi

``` Era il 1979 quando sulle reti italiane apparve per la prima volta un personaggio destinato a diventare una vera icona per chi è cresciuto negli anni ’80 e ’90: Lupin III. Ispirato ai romanzi di Maurice Leblanc, il protagonista della serie è il nipote del celebre Arsenio Lupin, ma il suo fascino scanzonato, il cappotto sgargiante (verde, rosso o rosa a seconda delle serie), e quella risata inconfondibile lo hanno reso un'icona a sé stante.

In Italia, Lupin fece il suo debutto televisivo il 3 febbraio 1979 su Telemontecarlo, ma fu con la trasmissione su Italia 1, nei pomeriggi dal lunedì al venerdì a partire dal 1987, che divenne un vero fenomeno cult per intere generazioni. La prima serie contava 23 episodi, seguita dalla seconda, più nota (quella con il Lupin dalla giacca rossa), con 155 episodi andati in onda dal 1977 in Giappone, ma replicati più volte in Italia fino agli anni 2000.

Lupin non era solo: a renderlo indimenticabile c’era la sua squadra. Il glaciale e fedelissimo Jigen, maestro di pistola e cappello calcato sugli occhi; il samurai d’altri tempi Goemon, capace di tagliare qualsiasi cosa con la sua katana; e la conturbante e doppiogiochista Fujiko, musa e ossessione per Lupin.

A inseguirli, l’instancabile ispettore Zenigata, simbolo dell’ordine ma anche della lealtà, sempre più vicino a una figura paterna che a un vero antagonista. Le sigle italiane, soprattutto quelle cantate da Douglas Meakin e i Rocking Horse, sono diventate un tormentone.

Chi può dimenticare “Lupin, Lupin, sempre Lupin…”? Bastava l’inizio di quella musica per catapultarci in un mondo fatto di inseguimenti rocamboleschi, furti impossibili e travestimenti geniali.

Lupin ha accompagnato le merende del doposcuola, i pomeriggi d’estate davanti alla TV con le tapparelle abbassate e il volume a palla. Era un cartone animato sì, ma con dialoghi da grandi, colpi di scena degni di un film e un tocco di malinconia che faceva riflettere, anche se eravamo solo bambini.

Quello che non tutti sanno

La versione italiana di Lupin ha subito numerose censure e adattamenti nei dialoghi per renderla più adatta a un pubblico giovane. Tuttavia, molte puntate conservavano comunque un tono maturo.

Inoltre, in Giappone Lupin è considerato uno dei personaggi più longevi: la prima serie (con la giacca verde) fu diretta da Hayao Miyazaki, il futuro fondatore dello Studio Ghibli. Alcuni episodi sono infatti firmati da lui e Isao Takahata.

E ancora: il celebre film “Il castello di Cagliostro” del 1979 è la prima regia cinematografica di Miyazaki e rappresenta per molti il capolavoro assoluto dedicato al ladro gentiluomo. Un’ultima chicca: il nome originale di Lupin in Giappone è "Rupan Sansei", ma per motivi di copyright il nome è stato modificato o nascosto in diversi paesi, tranne che in Italia, dove ha conservato la sua vera identità.