Litfiba: rabbia, poesia e rock italiano dalle cantine alla leggenda

Nati nel cuore ribelle di Firenze nel 1980, i Litfiba rappresentano una delle realtà più longeve e influenti del rock italiano. Il loro nome – acronimo di LItalia, Firenze, Via de' Bardi (la strada dove si trovava la loro prima sala prove) – è già una dichiarazione d’identità: un gruppo profondam...

Litfiba: rabbia, poesia e rock italiano dalle cantine alla leggenda

Nati nel cuore ribelle di Firenze nel 1980, i Litfiba rappresentano una delle realtà più longeve e influenti del rock italiano. Il loro nome – acronimo di LItalia, Firenze, Via de' Bardi (la strada dove si trovava la loro prima sala prove) – è già una dichiarazione d’identità: un gruppo profondamente radicato nel proprio territorio, ma con lo sguardo rivolto al mondo.

La formazione storica vede Pelù alla voce e Ghigo Renzulli alla chitarra come colonne portanti, con un’intesa che ha attraversato fasi esplosive e rotture clamorose. Inizialmente influenzati dalla new wave britannica e dal punk, i Litfiba esplodono nella Firenze post-sessantottina, tra locali underground e fermenti creativi che daranno vita a una scena musicale potente e originale.

Il primo vero successo arriva con Desaparecido (1985), un album ispirato ai desaparecidos sudamericani, che unisce denuncia sociale e ritmi tribali, chitarre taglienti e testi profondi. È l’inizio della “trilogia del potere”, proseguita con 17 Re (1986) e Litfiba 3 (1988), che consacra il gruppo come voce alternativa e consapevole nel panorama musicale italiano.

Negli anni ’90, la band evolve verso un suono più rock, più diretto e muscolare. Con album come El Diablo (1990), Terremoto (1993) e Spirito (1994), i Litfiba conquistano il grande pubblico senza mai perdere la loro identità.

I concerti diventano vere e proprie esperienze collettive: Piero Pelù, con il suo carisma animalesco, capelli selvaggi e voce graffiante, incarna l’anima istintiva e teatrale della band, mentre Ghigo Renzulli plasma riff diventati immortali. Canzoni come Tex, Regina di cuori, Fata Morgana, Cangaceiro, Lacio drom, Proibito o Spirito entrano nella colonna sonora di una generazione che ha sete di libertà, di ribellione e di identità.

La loro musica sa essere dura, politica, ma anche lirica e spirituale. Ogni disco è un manifesto, un grido, una dichiarazione d’intenti.

Dopo la separazione del 1999, con Pelù che intraprende la carriera da solista, i Litfiba proseguono con nuove formazioni, ma è nel 2010, con la clamorosa reunion, che il pubblico ritrova il nucleo originario. Gli anni successivi sono un trionfo: tour sold out, nuovi dischi, e infine il lungo saluto con il tour "L’ultimo girone" nel 2022.

Quello che non tutti sanno

Il primissimo concerto dei Litfiba fu nel dicembre del 1980 in una palestra fiorentina: suonarono davanti a poche decine di persone, ma con la stessa energia che li avrebbe poi resi leggendari. Il nome 17 Re deriva da un sogno fatto da Pelù, in cui apparivano 17 re decaduti, simboli del potere corrotto e inutile.

E ancora: durante la lavorazione di Terremoto, la band volle registrare in presa diretta per catturare tutta la potenza dei live, arrivando a provare i pezzi per mesi senza mai spezzare il flusso. Infine, la parola “Litfiba” è stata registrata come marchio ufficiale già nel 1982, segno che, fin dall’inizio, sapevano di essere destinati a durare.