Lavagne con la sabbia magnetica: la magia silenziosa per disegnare e cancellare
Negli anni ’80 e ’90, quando i tablet non esistevano e la creatività infantile aveva bisogno di strumenti semplici ma affascinanti, spopolavano le lavagne con la sabbia magnetica. Quei rettangoli di plastica colorata, con lo schermo grigio e una penna rossa appesa con un filo, erano un portale ve...
Negli anni ’80 e ’90, quando i tablet non esistevano e la creatività infantile aveva bisogno di strumenti semplici ma affascinanti, spopolavano le lavagne con la sabbia magnetica. Quei rettangoli di plastica colorata, con lo schermo grigio e una penna rossa appesa con un filo, erano un portale verso l’immaginazione.
Bastava appoggiare la punta sullo schermo e... come per magia, compariva un tratto nero nitido, come se si stesse disegnando sulla sabbia. Nessun inchiostro, nessuna batteria, solo un suono leggero e ipnotico che accompagnava ogni disegno.
Funzionavano grazie a particelle ferrose immerse in una miscela gelatinosa: la penna conteneva una piccola calamita che attirava le particelle in superficie, creando linee e forme. E poi, la parte più bella: con un semplice gesto, si poteva cancellare tutto.
Bastava far scorrere la levetta posta alla base della lavagnetta da sinistra a destra, e l’intero disegno spariva in un colpo solo. Un piccolo rito che ci faceva sentire artisti pronti a ricominciare.
Le lavagne magnetiche erano un passatempo silenzioso e perfetto per ogni situazione: a casa, durante i lunghi viaggi in auto, in attesa dal medico, persino in classe (di nascosto). I modelli più semplici avevano solo la penna, ma le versioni più elaborate offrivano stampini magnetici a forma di cerchio, cuore, quadrato e stella, da “premere” per decorare i propri capolavori.
Alcuni modelli avevano anche una griglia visibile sullo sfondo, utile per disegnare lettere o numeri. A un certo punto erano ovunque: nelle edicole, nei cataloghi dei premi con i punti delle merendine, nei pacchi di Natale da parte dei nonni.
E c’erano sempre quei due-tre bambini a scuola che riuscivano a disegnare facce, animali e persino paesaggi interi con una precisione da piccoli geni dell’arte. Con l’arrivo dei videogiochi portatili e degli schermi digitali, queste lavagnette sembrarono sparire, ma per chi le ha vissute, rappresentano ancora oggi un simbolo puro dell’infanzia: un gioco silenzioso, ripetitivo eppure mai noioso, che ci insegnava che ogni disegno poteva essere cancellato… per fare spazio a uno nuovo.
Quello che non tutti sanno
La lavagna magnetica con sabbia ferrosa fu inventata negli anni ’70 da André Cassagnes, lo stesso ingegnere francese che ideò l’Etch A Sketch (conosciuta in Italia come "Telecranio"). La versione “sabbia magnetica” fu un’evoluzione economica e portatile del progetto originale.
In Giappone divenne subito popolare tra i bambini delle scuole elementari come strumento educativo. In Italia, il primo boom commerciale avvenne nel 1984, grazie alla distribuzione su larga scala nei supermercati e nei circuiti promozionali delle riviste per bambini.
Alcuni modelli rari da collezione, soprattutto quelli con licenze di cartoni animati (come Hello Kitty o Mazinga), oggi sono ricercati dai nostalgici e raggiungono quotazioni altissime nei mercatini vintage online.