Lamù: l'aliena dal bikini tigrato che arrivò senza censure

Lamù, l'aliena dal bikini tigrato anni 80: l'anime di Takahashi arrivato senza censure che aprì la strada al manga romantico.

Lamù: l'aliena dal bikini tigrato che arrivò senza censure

Nel 1983, mentre l'Italia si stava ancora abituando all'invasione dei robottoni giapponesi, arrivò sui nostri schermi un fenomeno completamente diverso: Lamù, la ragazza dello spazio. Nata dalla geniale mente di Rumiko Takahashi, la stessa creatrice di Ranma ½ e Inuyasha, questa serie rivoluzionò il panorama dei cartoni animati italiani, introducendo per la prima volta elementi di commedia romantica e situazioni decisamente più "spinte" rispetto agli standard dell'epoca.

La serie originale, intitolata "Urusei Yatsura", fu pubblicata come manga dal 1978 al 1987 sulla rivista Weekly Shonen Sunday, diventando rapidamente uno dei fumetti più popolari del Giappone. L'adattamento anime, prodotto dallo Studio Pierrot, andò in onda su Fuji Television dal 14 ottobre 1981 al 19 marzo 1986, per un totale di 195 episodi divisi in nove stagioni.

I primi 23 episodi avevano la particolarità di contenere due storie distinte da circa dieci minuti ciascuna, mentre dal ventiquattresimo episodio in poi ogni storia si sviluppava nell'intera durata dell'episodio. L'arrivo in Italia avvenne nel 1983 tramite la Television Broadcasting System (T.B.S.), che distribui la serie inizialmente su Telecapri e Retecapri.

Il successo fu immediato e travolgente, tanto che quando Telecapri entrò nel circuito Euro TV nel gennaio 1984, Lamù iniziò ad essere trasmessa a livello nazionale. La programmazione proseguì attraverso vari circuiti: dopo la chiusura di Euro TV nel settembre 1987, Telecapri aderì alla syndication Odeon TV, che dal gennaio 1988 mandò in onda altri 43 episodi con il titolo "Superlamù".

La trama ruota intorno ad Ataru Moroboshi, un liceale diciassettenne di Tokyo che rappresenta l'incarnazione perfetta della sfortuna. Donnaiolo impenitente e eternamente perseguitato dalle disgrazie, la sua vita prende una piega ancora più complicata quando gli alieni del pianeta Uru, creature simili ai demoni della mitologia giapponese (oni) con piccole corna e poteri magici, decidono di invadere la Terra.

Il loro capo offre un'ultima possibilità di salvezza ai terrestri: se Ataru riuscirà a toccare le corna di sua figlia Lamù entro dieci giorni, gli alieni rinunceranno all'invasione. L'impresa appare impossibile: Lamù è una bellissima ragazza aliena dai capelli verde-blu, vestita unicamente di un bikini tigrato e stivali alti, che può volare e scagliare potenti scariche elettriche.

Tuttavia, Ataru riesce nell'impresa grazie a uno stratagemma: le sottrae il reggiseno, costringendola a fermarsi per riprenderlo. Nel momento della vittoria, euforico, il ragazzo grida alla sua fidanzata terrestre Shinobu: "Adesso ci sposiamo!", ma Lamù equivoca tutto e crede che la promesa di matrimonio sia rivolta a lei.

Da questo malinteso iniziale nasce la situazione comica che alimenterà tutta la serie: Lamù decide di rimanere sulla Terra per sposare il suo "darling" Ataru, stabilendosi addirittura nella sua camera da letto. Il povero protagonista si ritrova così con un'aliena tremendamente gelosa che non sopporta le sue continue scappatelle amorose e lo punisce regolarmente con scariche elettriche.

Shinobu, comprensibilmente, lo lascia, dando inizio a un triangolo amoroso che si complicherà ulteriormente con l'arrivo di altri personaggi. La situazione si arricchisce quando vecchie conoscenze di Lamù decidono di visitarla sulla Terra.

Primo fra tutti Rei, l'ex fidanzato della protagonista, un bellissimo giovane alieno che ha la particolare caratteristica di trasformarsi in una terribile tigre quando si emoziona o si arrabbia. Poi arriva Ran, l'amica d'infanzia di Lamù che in realtà nutre verso di lei un profondo risentimento per averle "rubato" Rei, e che cerca vendetta tentando di sedurre Ataru.

Infine si presenta Ten, il cuginetto di Lamù, che sembra un tenero cherubino ma è in realtà un piccolo diavolo che aiuta la cugina a punire le infedeltà di Ataru con le sue scariche elettriche. Il cast si arricchisce anche di personaggi terrestri memorabili: la bellissima Sakura, esorcista e infermiera scolastica di cui inevitabilmente si invaghisce Ataru, e suo zio Sakurambo, un monaco buddista completamente pazzo.

C'è poi Mendo, il ricco e affascinante compagno di classe che diventa rivale di Ataru sia a scuola che in amore, e Shinobu, che dopo aver lasciato Ataru si innamora proprio di Mendo. Quello che rese Lamù unico nel panorama dell'animazione italiana fu la sua capacità di mescolare commedia slapstick, situazioni romantiche e riferimenti culturali sia giapponesi che occidentali.

La serie era ricca di parodie e citazioni, dalle leggende tradizionali giapponesi al cinema occidentale, creando un prodotto sofisticato che funzionava su più livelli di lettura. Particolarmente sorprendente fu il fatto che, nonostante le situazioni ammiccanti, le scene di nudo parziale e i riferimenti sessuali espliciti, la serie non subì praticamente alcuna censura nell'adattamento italiano.

In un'epoca in cui molte produzioni giapponesi venivano pesantemente tagliate e modificate, Lamù arrivò nelle case italiane pressoché integra, cosa che contribuì enormemente al suo successo. Il doppiaggio italiano della prima parte (episodi 1-86) fu curato a Roma dallo studio Ricmon Sound, con Rosalinda Galli che prestò la voce a Lamù.

Per la seconda parte ("Superlamù", episodi 87-129) si utilizzò un cast completamente diverso presso Video Recording, sempre a Roma. Gli ultimi 65 episodi rimasero inediti fino al 2006, quando Yamato Video li fece doppiare nuovamente a Roma per l'edizione DVD.

Ma il vero mistero che avvolse Lamù per decenni fu quello della sua sigla italiana. Il brano, diventato cult tra i fan degli anime, rimase per anni senza un autore conosciuto e senza un'edizione ufficiale.

Solo in tempi recenti si è scoperto che l'interprete era Noam Kaniel, cantante franco-israeliano che aveva già interpretato altre sigle di cartoni animati per il gruppo di Haim Saban e Shuki Levy. Tuttavia, Mirko Fabbreschi della band Raggi Fotonici ha depositato il pezzo a suo nome in SIAE, dichiarando di essere pronto a cedere tutti i diritti ai veri autori qualora si facessero avanti.

La popolarità di Lamù in Italia superò addirittura quella ottenuta in Giappone, dove la serie ebbe un successo più contenuto. Il personaggio divenne un'icona dell'immaginario erotico maschile degli anni '80, ispirando countless cosplay e merchandising.

La sua immagine di ragazza aliena in bikini tigrato entrò nell'iconografia pop italiana, influenzando il modo in cui venivano percepiti i cartoni giapponesi. Dal manga furono tratti anche sei lungometraggi cinematografici (1983-1991), alcuni dei quali diretti dal celebre Mamoru Oshii, e dodici episodi OAV che adattavano capitoli non inclusi nella serie TV.

I film esploravano aspetti più maturi e sperimentali della storia, confermando la versatilità dell'universo creato dalla Takahashi. La serie ebbe un impatto culturale profondo, introducendo in Italia il concetto di "commedia romantica anime" e aprendo la strada a produzioni successive come "Ranma ½" e "Maison Ikkoku".

Il suo successo dimostrò che il pubblico italiano era pronto per contenuti più sofisticati e "adulti" provenienti dal Giappone, preparando il terreno per l'esplosione dell'anime che sarebbe avvenuta negli anni '90.

Quello che non tutti sanno

Il nome "Lum" è un omaggio ad Agnes Lum, una famosa gravure idol (modella fotografica) molto popolare in Giappone tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, alla quale Rumiko Takahashi si ispirò per creare il personaggio. "Lum" è anche una variante del soprannome dell'autrice stessa (Rum), dato che in giapponese i suoni "R" e "L" sono intercambiabili. Inizialmente, Lamù doveva essere solo un personaggio secondario: il vero protagonista era Ataru, ma il successo immediato del personaggio femminile tra i lettori convinse la Takahashi a renderla coprotagonista.

Inoltre, la caratteristica linguistica di Lamù di terminare le frasi con "~daccha" era tipica delle adolescenti giapponesi dell'epoca e serviva a enfatizzare i connotati kawaii del personaggio. Infine, il 4 aprile 1982, Lamù e altri personaggi della serie apparvero in spot pubblicitari ufficiali per la Kansai Electric Power Company, dimostrando quanto fosse diventata popolare in Giappone, tanto da essere utilizzata per campagne di pubblica utilità.