La rivoluzione della scienza in televisione: quando Quark conquistò l'Italia degli anni '80

Era il mercoledì sera del 18 marzo 1981 quando Piero Angela rivoluzionò per sempre la televisione italiana. Alle 22:30, dopo Dallas, andava in onda su Rai 1 la prima puntata di "Quark - Viaggi nel mondo della scienza", presentata dall'annunciatrice Maria Giovanna Elmi. Nessuno poteva immaginare c...

La rivoluzione della scienza in televisione: quando Quark conquistò l'Italia degli anni '80

Era il mercoledì sera del 18 marzo 1981 quando Piero Angela rivoluzionò per sempre la televisione italiana. Alle 22:30, dopo Dallas, andava in onda su Rai 1 la prima puntata di "Quark - Viaggi nel mondo della scienza", presentata dall'annunciatrice Maria Giovanna Elmi.

Nessuno poteva immaginare che quello spettacolo di 45 minuti avrebbe catturato l'attenzione di oltre 9 milioni di italiani, segnando l'inizio di una nuova era per la divulgazione scientifica. Il programma nacque con un obiettivo ambizioso: "spiegare le cose più complesse nel modo più semplice", come dichiarò lo stesso Angela.

La formula era rivoluzionaria per l'epoca: documentari della BBC di David Attenborough, interviste con esperti nel linguaggio più chiaro possibile, spiegazioni in studio e, soprattutto, i cartoni animati di Bruno Bozzetto che rendevano comprensibili anche i concetti più ostici. La scelta del nome non fu casuale: "Quark" derivava dalle particelle subatomiche, i mattoni fondamentali della materia. "È un po' un andare dentro le cose", spiegò Angela, dichiarando così l'intenzione di scavare nell'essenza dei fenomeni naturali.

La sigla divenne iconica: l'Aria sulla Quarta Corda di Bach nell'arrangiamento degli Swingle Singers, accompagnata da onde in computer grafica realizzate dal pioniere americano Melvin Lewis Prueitt. Il successo fu immediato e travolgente.

Nonostante l'orario di seconda serata, la prima edizione registrò una media di 7,5 milioni di spettatori per 18 puntate, trasmesse ogni mercoledì fino al 5 agosto 1981. Dal 1985, il programma venne promosso in prima serata, confermando il suo appeal presso il grande pubblico.

Negli anni '80 nacque una vera famiglia di programmi. Dal 27 febbraio 1984 debuttò "Il mondo di Quark", contenitore quotidiano alle ore 14:00 con documentari antropologici e naturalistici.

Dal 15 ottobre 1986 arrivarono "Quark Economia" (14 puntate) e "Quark Europa" (9 puntate), sempre arricchiti dai cartoni di Bozzetto per spiegare concetti economici e politici. Ma la vera innovazione arrivò il 26 gennaio 1988 con "Quark in pillole": 200 spot educativi di soli 30 secondi su argomenti tecnici, scientifici, educativi, sociali e medici.

Questi mini-episodi furono trasmessi oltre 5.000 volte nella programmazione di Rai 1, trasformandosi in un vero servizio pubblico che spaziava dall'educazione civica alla prevenzione sanitaria. La collaborazione tra Piero Angela e Bruno Bozzetto fu straordinaria: in dieci anni produssero circa 100 cortometraggi animati.

Per Quark furono realizzati 45 cartoni di 7-8 minuti che spiegavano relatività, meccanica quantistica, entropia, DNA ed embriologia. Bozzetto girava tutto su pellicola 35mm di alta qualità, colorando a mano ogni singolo fotogramma.

La fine di questa era magica arrivò con l'avvento della computer grafica. I costi per realizzare manualmente le animazioni divennero insostenibili, segnando la conclusione di un sodalizio che aveva dimostrato come la scienza potesse diventare spettacolo senza perdere rigore.

Quello che non tutti sanno

Il titolo "Quark" fu scelto tra 50 proposte diverse, in un periodo in cui si iniziava a ipotizzare l'esistenza delle particelle subatomiche come mattoni fondamentali della materia. Bruno Bozzetto ricevette la prima proposta di collaborazione da Angela per realizzare un film ispirato al libro "L'uomo e la marionetta", ma il divulgatore ebbe l'intuizione di utilizzare l'animazione per Quark.

La loro sintonia era talmente perfetta che Bozzetto spesso non guardava i suggerimenti visivi di Angela per non farsi influenzare, scoprendo poi che nell'80% dei casi le sue animazioni coincidevano con le idee del conduttore. Le "Pillole di Quark" costavano una fortuna: ogni secondo di animazione richiedeva 25 fotogrammi colorati a mano, con un processo che poteva durare settimane per pochi minuti di prodotto finale.

Nel 1985, quando Quark fu promosso in prima serata, furono introdotte delle candid camera per realizzare test ed esperimenti con la gente comune, anticipando di decenni il genere dei reality scientifici.