La pista Polistil: "droga" elettrica per grandi e piccini

Quante ore abbiamo passato in ginocchio sul pavimento del soggiorno, controllori in mano, a far sfrecciare le nostre macchinine su quei magici circuiti rossi e neri? La Polistil, nata nel 1960 come Politoys APS a Milano per opera di Eugenio Agrati e Ennio Sala, è diventata il simbolo delle corse ...

La pista Polistil: "droga" elettrica per grandi e piccini

Quante ore abbiamo passato in ginocchio sul pavimento del soggiorno, controllori in mano, a far sfrecciare le nostre macchinine su quei magici circuiti rossi e neri? La Polistil, nata nel 1960 come Politoys APS a Milano per opera di Eugenio Agrati e Ennio Sala, è diventata il simbolo delle corse casalinghe per milioni di bambini italiani.

Non era solo un giocattolo: era un mondo parallelo dove le leggi della fisica si piegavano alla nostra fantasia. Il vero momento di gloria arrivò nel 1978 con la linea Champion 175, che prese il nome dalla larghezza in millimetri del singolo elemento di pista.

Quei modelli di Formula 1 in scala 1/32 erano incredibilmente dettagliati per l'epoca, con carrozzerie che riproducevano fedelmente le monoposto di Lauda, Andretti e Villeneuve. Improvvisamente, ogni bambino poteva diventare Niki Lauda nella propria cameretta.

Il marchio Policar, che fino al 1974 aveva contraddistinto la linea slot, venne assimilato a Polistil proprio mentre l'azienda stava vivendo il suo periodo d'oro. La domenica pomeriggio, mentre papà guardava la Formula 1 in televisione, noi ricrelavamo le stesse sfide sui nostri circuiti domestici, con tanto di sopraelevate che sfidavano la gravità e curve che mandavano le macchinine a volare per tutta la stanza.

La Champion 175 non si limitava alle Formula 1: c'erano anche la mitica Fiat 131 Alitalia, la BMW 320 Black Carling, la BMW M1 Procar e la Ferrari 208 GTB. Ogni modello aveva la sua personalità, il suo sound caratteristico quando sfrecciava sulla pista, e soprattutto la sua velocità massima che dipendeva dalla nostra abilità nel dosare la pressione sul grilletto del controllore.

Gli anni '80 furono l'epoca d'oro delle piste elettriche in Italia. Verso la fine del decennio, Polistil aveva prodotto più di 500 differenti veicoli di tutte le dimensioni, dai camion militari alle moto della serie MS.

Era un universo in miniatura che si espandeva continuamente, alimentato dalla nostra insaziabile voglia di collezionare e correre. A metà degli anni '90 la produzione delle piste e dei modelli Polistil venne realizzata presso Tecnogiocattoli Sebino di Cologne, vicino a Brescia, ma ormai l'era digitale stava cambiando i giochi per sempre.

Nel 1993 Tonka chiuse le fabbriche italiane e il marchio Polistil sparì dal mercato, portando con sé un pezzo della nostra infanzia.

Quello che non tutti sanno

Il più grande impianto fisso Polistil in scala 1/32 ancora esistente si trova a Soragna, in provincia di Parma, presso la sede dell'Ayrton Senna Slot Club: misura 86 metri di lunghezza per complessive sei corsie. La serie Champion 80, lanciata nei primi anni '80 in scala HO, condivideva con la Champion 175 accessori sofisticati come rettilinei di start, cronometri e contagiri, testimoniando l'ambizione di Polistil di creare un'esperienza di gioco professionale.

Inoltre, esisteva una versione spagnola della linea prodotta con il marchio "Poly" che includeva modelli unici mai realizzati in Italia, come la De Tomaso Mangusta in scala 1/32. Oggi il marchio Polistil è di proprietà del gruppo cinese May Cheong Group, che possiede anche Maisto e Bburago, mentre il marchio Policar è rinato grazie alla Slot.it, continuando a far sognare nuove generazioni di appassionati di slot car.