La Corrida: dilettanti allo sbaraglio, ma con il cuore in prima fila

Negli anni in cui la TV del sabato sera era un vero rito di famiglia, "La Corrida" di Corrado Mantoni rappresentava un momento unico, dove il talento, la gaffe e la genuinità si fondevano in un format irresistibile. Era un teatro aperto a tutti: casalinghe, imbianchini, pensionati, ragazzini con ...

La Corrida: dilettanti allo sbaraglio, ma con il cuore in prima fila

Negli anni in cui la TV del sabato sera era un vero rito di famiglia, "La Corrida" di Corrado Mantoni rappresentava un momento unico, dove il talento, la gaffe e la genuinità si fondevano in un format irresistibile. Era un teatro aperto a tutti: casalinghe, imbianchini, pensionati, ragazzini con l'ugola d'oro o il coraggio di salire su un palco senza alcuna preparazione.

Tutti potevano provarci, perché alla Corrida non serviva essere perfetti: bastava avere voglia di mettersi in gioco. La trasmissione nacque inizialmente in radio, su Radio Rai, nel 1968, ma fu nel passaggio alla televisione nel 1986 su Canale 5 che esplose come fenomeno nazionale.

La prima puntata andò in onda il 14 giugno 1986, e subito conquistò il pubblico per la sua formula semplice ma potentissima: gente comune sul palco, una piccola orchestra dal vivo, Corrado in giacca e cravatta con il suo aplomb garbato, e soprattutto... il pubblico rumoroso armato di campanacci, fischietti e pentole! Era questo il segreto: il pubblico era giudice, e lo faceva senza peli sulla lingua.

Se un’esibizione era riuscita, si sentivano applausi, fischietti di gioia e qualche grido di approvazione. Ma se il "dilettante allo sbaraglio" steccava... si scatenava il boato: fischi, sirene, stonature a confronto, in un clima di gioco collettivo che però non diventava mai (o quasi mai) cattiveria.

Corrado, con la sua eleganza, riusciva sempre a riportare equilibrio e rispetto, anche nelle situazioni più esilaranti. Le scenografie erano minimaliste, ma bastava la presenza di Corrado e la voglia di divertirsi per riempire lo schermo.

Il programma restò in onda fino al 1997, quando Corrado decise di ritirarsi dalle scene. Negli anni successivi vennero diverse edizioni con altri conduttori (da Gerry Scotti a Carlo Conti), ma per i veri nostalgici, La Corrida è e resta quella di Corrado: ironica, umana, mai volgare.

Chi è cresciuto in quegli anni ricorda con affetto le risate in famiglia, i personaggi improbabili (ma veri), e quel senso di festa popolare che oggi sembra lontano. Era una TV che non cercava il sensazionalismo, ma il contatto umano.

Quello che non tutti sanno

Corrado ideò “La Corrida” insieme al fratello Riccardo Mantoni, e per anni ne fu non solo conduttore, ma anche autore e direttore artistico. Il programma era registrato in uno studio televisivo con 500 persone di pubblico, ognuna munita di strumenti rumorosi che venivano distribuiti prima della puntata.

La giuria era solo... il pubblico! Nessun televoto, nessuna giuria tecnica.

Inoltre, tutti i concorrenti erano veri dilettanti: per regolamento, nessun professionista poteva partecipare. Corrado stesso selezionava personalmente molti dei partecipanti e, in alcuni casi, li incontrava prima della puntata per mettere a proprio agio chi era troppo emozionato. “La Corrida” fu anche uno dei pochi programmi dell’epoca a registrare picchi di ascolto oltre i 10 milioni di spettatori, diventando uno degli show di intrattenimento più longevi e amati della televisione italiana.