L'album dei calciatori: quando gli anni '80 profumavano di figurine
C’erano pomeriggi in cui bastava una bustina per cambiare l’umore. Bastava sentire il fruscio dell’incarto della Panini per scatenare l’emozione: era uscito l’album dei calciatori. Negli anni '80, collezionare le figurine non era solo un passatempo, ma un vero e proprio rito collettivo che univa ...
C’erano pomeriggi in cui bastava una bustina per cambiare l’umore. Bastava sentire il fruscio dell’incarto della Panini per scatenare l’emozione: era uscito l’album dei calciatori.
Negli anni '80, collezionare le figurine non era solo un passatempo, ma un vero e proprio rito collettivo che univa bambini, adolescenti e – in segreto – anche qualche adulto. Ogni gennaio, puntualmente, le edicole si riempivano di album nuovi di zecca con in copertina campioni sognati e da scoprire.
La Panini, nata a Modena nel 1961, dominava il panorama: ogni annata diventava un’ossessione. L’album 1982-83, ad esempio, è considerato un piccolo gioiello della nostalgia.
Non solo perché raccontava una Serie A piena di fuoriclasse come Zico, Platini e Falcão, ma anche perché arrivava all’indomani del trionfo azzurro ai Mondiali di Spagna 1982. Paolo Rossi, il volto della vittoria, era la figurina più ambita, quella che si incollava con mani tremanti e occhi sognanti.
Le figurine erano di carta sottile, profumate d’inchiostro, con bordi delicati che si rovinavano facilmente: per questo si maneggiavano con cura, come fossero reliquie. Ogni bustina conteneva 5 figurine e costava tra le 50 e le 100 lire.
C’erano le classiche "teste" dei calciatori, le formazioni complete, i loghi delle squadre e le mitiche figurine argentate con lo scudetto. Trovarne una era come pescare l’oro.
E poi c’erano loro: le “introvabili”. Quelle figurine che sembravano non esistere e che ti costringevano a scambiare il doppione di Maradona per un difensore del Como, solo perché l’altro aveva quella maledetta “mancante” che tu inseguivi da settimane.
Le piazze, i cortili e gli intervalli scolastici si trasformavano in mercatini improvvisati: “Ce l’ho, ce l’ho, mi manca” era il mantra di una generazione. Negli anni '80, completare l’album era una missione.
Ma la vera impresa era arrivare a compilare la schedina della spedizione Panini: un modulo da richiedere direttamente all’azienda per ordinare, a pagamento, le figurine mancanti. Chi riusciva a completare l’album senza ricorrere a quel “aiutino” era considerato un eroe.
Quello che non tutti sanno
L'album Panini 1980-81 fu il primo ad adottare la suddivisione in Serie A, B e C1/C2, rendendo la collezione molto più lunga e impegnativa. Ma un vero mistero avvolge la figurina di Pietro Vierchowod del 1982: nonostante giocasse nella Sampdoria, per un errore editoriale fu messo con la maglia della Roma (dove aveva militato l’anno prima), creando una delle varianti più curiose della storia Panini.
Inoltre, la Panini produsse anche album dedicati ai Mondiali e agli Europei, ma gli album delle stagioni di campionato restano quelli più iconici: specchi fedeli del calcio italiano, ma anche di un’Italia che stava crescendo con il mito del pallone tra le mani e le figurine nel diario.