Kiss Me Licia: quando Cristina D’Avena trasformò un cartone giapponese in sogno italiano

Nell’autunno del 1985, accadde qualcosa di straordinario. Per la prima volta, un cartone animato giapponese diventava realtà. Letteralmente. “Kiss Me Licia”, nato come anime in Giappone con il titolo Ai Shite Night e trasmesso in Italia a partire dal 1983, fu talmente amato da spingere Fininvest ...

Kiss Me Licia: quando Cristina D’Avena trasformò un cartone giapponese in sogno italiano

Nell’autunno del 1985, accadde qualcosa di straordinario. Per la prima volta, un cartone animato giapponese diventava realtà.

Letteralmente. “Kiss Me Licia”, nato come anime in Giappone con il titolo Ai Shite Night e trasmesso in Italia a partire dal 1983, fu talmente amato da spingere Fininvest (oggi Mediaset) a trasformarlo in un telefilm in carne e ossa, affidando il ruolo della protagonista a Cristina D’Avena, allora già regina indiscussa delle sigle dei cartoni animati. La serie andò in onda su Italia 1 a partire dal 7 ottobre 1985, nel tardo pomeriggio, e fu un successo travolgente.

Licia, Mirko, Satomi, Marrabbio e Andrea, dopo essere stati disegnati per anni, prendevano vita tra scenografie pop, acconciature cotonate, giubbotti in pelle e dialoghi teneramente surreali. Il gruppo dei Bee Hive, con le loro canzoni pop-rock italiane, divenne un vero fenomeno musicale, con dischi venduti, concerti e fan adoranti.

La trama seguiva, come nel cartone, le vicende sentimentali tra Licia, una ragazza dolce e timida che lavora nel ristorante del padre, e Mirko, il frontman carismatico della band. A fare da contorno, il fratellino Andrea, il burbero e affettuoso Marrabbio, e un cast di comprimari irresistibili, tra cui la gelosa Hildegard e l’amico Satomi.

La prima serie fu seguita da Love Me Licia (1986), Licia dolce Licia (1987) e infine Teneramente Licia (1988), per un totale di 132 episodi. Un fenomeno unico in Italia: mai prima, e mai più dopo, un cartone animato giapponese è stato trasformato in un live-action italiano con tale successo.

Ogni episodio durava circa 25 minuti ed era costruito attorno a scene di vita quotidiana, romanticismi adolescenziali e momenti musicali. I Bee Hive, interpretati da attori-cantanti come Pasquale Finicelli (Mirko), Shiru (Satomi) e Marco Bellavia (Steve), pubblicarono anche album veri, con brani rimasti nel cuore: Freeway, Baby I Love You, Don’t Say Goodbye.

Lo stile visivo era coloratissimo, a metà tra videoclip e sitcom. Tutto era semplice, perfino ingenuo, ma c’era un’energia autentica che teneva incollati milioni di giovani telespettatori.

E Cristina, con la sua voce dolce e il suo viso da “ragazza della porta accanto”, diventò la Licia perfetta: nessuno avrebbe potuto sostituirla.

Quello che non tutti sanno

Le canzoni dei Bee Hive non erano semplici musiche di scena: furono scritte e arrangiate da professionisti come Giordano Bruno Martelli e Carmelo Carucci, già autori per big della musica italiana. Cristina D’Avena, pur essendo protagonista, non cantava le canzoni della band (cantava solo le sigle), mentre la voce di Mirko nei brani era di Enzo Draghi, compositore e cantante che lavorava dietro le quinte.

Inoltre, la produzione delle quattro serie fu curata dalla stessa Fininvest sotto la supervisione di Alessandra Valeri Manera, mente creativa dietro il boom dei programmi per ragazzi di quegli anni. E ancora oggi, Love Me Licia è l’unico live-action italiano ufficiale tratto da un anime giapponese approvato dagli autori originali della Toei Animation.