Karaoke: quando l’Italia cantava nelle piazze con il microfono giallo di Fiorello

Era l’epoca delle magliette a righe, delle felpe oversize e delle estati passate a registrare cassette con le canzoni del Festivalbar. Ma a rendere davvero indimenticabile l'inizio degli anni '90 ci pensò Karaoke, il programma che trasformò le piazze italiane in un palcoscenico collettivo e impro...

Karaoke: quando l’Italia cantava nelle piazze con il microfono giallo di Fiorello

Era l’epoca delle magliette a righe, delle felpe oversize e delle estati passate a registrare cassette con le canzoni del Festivalbar. Ma a rendere davvero indimenticabile l'inizio degli anni '90 ci pensò Karaoke, il programma che trasformò le piazze italiane in un palcoscenico collettivo e improvvisato.

La prima puntata andò in onda il 6 settembre 1992 su Italia 1 alle 20:00, e da quel momento nulla fu più come prima. A condurre c’era un giovane e sconosciuto Rosario Fiorello, che in poco tempo diventò un’icona: carismatico, solare, ironico, con quel famoso codino e il microfono giallo che divenne simbolo del programma.

Fiorello girava l’Italia a bordo di un furgoncino con lo staff di Italia 1, montando un palco al centro della città e invitando la gente comune a cantare davanti a un pubblico vero. Niente playback, niente talent show: solo basi musicali, testi proiettati sullo schermo e tanto entusiasmo.

Il format era semplice ma rivoluzionario: chiunque poteva salire sul palco e cantare la sua canzone preferita. Le esibizioni erano introdotte con leggerezza, tra battute e momenti genuinamente spontanei.

C’erano anziani che intonavano “Romagna mia”, studenti che si lanciavano su “I Will Survive”, bambini stonati ma adorabili. E la magia era proprio lì: nell’imperfezione autentica e nella voglia di divertirsi senza giudizi.

Il programma durava circa mezz’ora e andava in onda dal lunedì al venerdì in access prime time. Il successo fu immediato: nel 1993 vinse addirittura il Telegatto.

Fiorello divenne in poco tempo il volto più amato della televisione, grazie anche al suo talento naturale per l’improvvisazione. Il Karaoke si spense nel 1995, ma in soli tre anni lasciò un segno indelebile.

Karaoke non era solo un programma TV: era un fenomeno di costume, un rito popolare, un’occasione per sentirsi protagonisti anche solo per pochi minuti, nel proprio paese. In un’epoca senza social, era la televisione a far sentire la gente “vista”.

Quello che non tutti sanno

Il microfono giallo, oggi simbolo di Fiorello, era stato scelto per rendere il conduttore facilmente riconoscibile nelle riprese tra la folla. Inoltre, la primissima sigla del programma, “Karaoke di Fiorello”, fu scritta in fretta e furia su un treno da Giampiero Artegiani, autore anche di successi di Michele Zarrillo.

Durante una puntata a Milano, salirono sul palco Eros Ramazzotti e Laura Pausini per una sorpresa improvvisata, ma la Rai non mandò mai in onda quel duetto per questioni contrattuali. Alcuni filmati completi delle puntate, ad oggi, sono conservati negli archivi privati Mediaset e non sono mai stati trasmessi in replica integrale, alimentando un alone di leggenda attorno a questo programma cult.