Jo Squillo: voce ribelle del rock italiano anni '80
Negli anni Ottanta, mentre l'Italia scopriva nuove sonorità tra synthpop e rock alternativo, emergeva dalla scena milanese una voce femminile diversa da tutte le altre: Giovanna Coletti, in arte Jo Squillo. Con i capelli cotonati, il trucco vistoso e un atteggiamento punk-rock tutto italiano, Jo ...
Negli anni Ottanta, mentre l'Italia scopriva nuove sonorità tra synthpop e rock alternativo, emergeva dalla scena milanese una voce femminile diversa da tutte le altre: Giovanna Coletti, in arte Jo Squillo. Con i capelli cotonati, il trucco vistoso e un atteggiamento punk-rock tutto italiano, Jo portò nelle radio del Bel Paese un sound aggressivo e testi provocatori che rompevano gli schemi della musica leggera tradizionale.
Il suo debutto discografico arrivò nel 1981 con "Violentami sul vibraton", un brano che fece scandalo per il titolo provocatorio e le sonorità elettroniche aggressive. Era l'Italia dei primi anni '80, ancora legata ai canoni della musica melodica, e Jo Squillo rappresentava una ventata di ribellione sonora che arrivava direttamente dai club underground milanesi.
Jo non era solo una cantante, ma un'icona di stile totale. I suoi look erano studiati nei minimi dettagli: giacche di pelle, minigonne attillate, stivali alti, trucco pesante e soprattutto quei capelli voluminosi che sfidavano la gravità.
Era l'estetica punk filtrata attraverso la sensibilità italiana, meno aggressiva di quella inglese ma ugualmente d'impatto. La sua carriera si sviluppò tra alti e bassi, alternando momenti di grande visibilità mediatica a periodi di minor successo commerciale.
Brani come "Siamo donne" del 1985 la consacrarono come voce femminile alternativa nel panorama musicale italiano, mentre la sua partecipazione a programmi televisivi la rese nota anche al grande pubblico. Jo Squillo rappresentava una generazione di donne italiane che volevano rivendicare la propria indipendenza attraverso la musica e lo stile.
Non era la classica cantante italiana dal timbro melodioso, ma una performer che urlava la sua ribellione con voce graffiata e atteggiamento provocatorio. Era femminismo fatto musica, molto prima che il termine diventasse di moda.
La Milano degli anni '80 era il palcoscenico perfetto per il suo personaggio artistico. La città viveva la sua epoca d'oro economica e culturale, i locali notturni erano laboratori di creatività e sperimentazione, e Jo Squillo incarnava perfettamente lo spirito trasgressivo di quegli anni.
Era la colonna sonora della movida meneghina, quando la notte milanese sapeva ancora di libertà e provocazione. I suoi testi non erano mai banali.
Affrontava temi come l'emancipazione femminile, la sessualità, la ribellione generazionale, sempre con un linguaggio diretto e senza compromessi. In un'epoca in cui la musica italiana era ancora prevalentemente maschile, Jo riuscì a ritagliarsi uno spazio autonomo e riconoscibile.
Il suo rapporto con i media fu sempre controverso. Da una parte la sua immagine provocatoria attirava l'attenzione di giornali e televisioni, dall'altra la sua musica faticava a trovare spazio nelle radio più commerciali.
Era troppo alternativa per il mainstream, ma troppo italiana per il pubblico underground più purista. La sua influenza andò oltre la musica.
Jo Squillo anticipò molti trend estetici che sarebbero diventati comuni negli anni '90, dal trucco pesante ai look aggressivi, dalla provocazione studiata all'atteggiamento punk-rock declinato al femminile. Era una trendsetter inconsapevole, che trasformava ogni sua apparizione pubblica in un manifesto di stile.
Quello che non tutti sanno
Jo Squillo, pseudonimo di Giovanna Coletti, iniziò la carriera come modella prima di dedicarsi alla musica. Il suo nome d'arte deriva da "Joe Squillo", ispirato al telefono (squillo) e al suono americano del nome Joe.
Fu una delle prime artiste italiane a utilizzare massicciamente i sintetizzatori nei suoi brani, anticipando sonorità che sarebbero diventate comuni negli anni '90. La sua canzone "Violentami sul vibraton" fu censurata da molte radio per il titolo considerato troppo provocatorio, ma divenne un cult nei locali milanesi.
Jo Squillo ha continuato la sua carriera fino ai giorni nostri, partecipando anche a reality show televisivi come "L'Isola dei Famosi". Durante gli anni '80 collaborò spesso con produttori della scena dance milanese, contribuendo a definire il sound elettronico italiano di quel decennio.