Jesus to a Child: il singolo più personale di George Michael
29 gennaio 1996: George Michael torna in vetta alle classifiche dopo quattro anni di assenza con "Jesus to a Child", il singolo più intenso e personale della sua carriera. La canzone debutta direttamente al primo posto della UK Singles Chart, diventando la prima numero uno da solista di George Mi...
29 gennaio 1996: George Michael torna in vetta alle classifiche dopo quattro anni di assenza con "Jesus to a Child", il singolo più intenso e personale della sua carriera. La canzone debutta direttamente al primo posto della UK Singles Chart, diventando la prima numero uno da solista di George Michael e il suo primo singolo estratto da un album in studio a raggiungere tale posizione.
Negli Stati Uniti entra alla settima posizione della Billboard Hot 100, rappresentando il debutto più alto per un artista britannico negli ultimi 25 anni. Con i suoi quasi sette minuti di durata, "Jesus to a Child" diventa anche il singolo più lungo di George Michael a entrare nella Top 40 britannica.
La canzone rimane al primo posto per una settimana, dal 14 al 21 gennaio 1996, conquistando poi la vetta delle classifiche in altri nove paesi del mondo. Il brano anticipa l'uscita dell'album "Older", terzo lavoro da solista dell'artista e testimonianza di un periodo di profonda sofferenza personale.
La genesi della canzone risale al novembre 1994, quando George Michael, dopo un lungo periodo di isolamento, riapparve sulla scena pubblica durante i primi MTV Europe Music Awards tenutosi a Berlino. Il 24 novembre 1994, davanti alla Porta di Brandeburgo con l'accompagnamento di un'orchestra completa, George presentò per la prima volta "Jesus to a Child", due anni prima della sua pubblicazione ufficiale come singolo.
Il brano è un malinconico tributo ad Anselmo Feleppa, stilista brasiliano che George aveva conosciuto durante il concerto Rock in Rio del 25 gennaio 1991. I due si erano incontrati nella hall dell'hotel dopo l'esibizione di George, che aveva notato Anselmo tra le 160.000 persone del pubblico durante la sua performance di "Careless Whisper". "Nel momento in cui l'ho guardato ho avuto la sensazione che sarebbe entrato a far parte della mia vita", raccontò in seguito George.
La loro storia d'amore fu intensa ma tragicamente breve. Dopo soli sei mesi di relazione, Anselmo scoprì di essere HIV-positivo.
George ricordò quel momento come il più buio della sua vita: "Guardai il cielo e dissi: non osare farmi questo!". Anselmo morì il 26 marzo 1993, all'età di 33 anni, per un'emorragia cerebrale causata dalle complicazioni dell'AIDS, poco dopo essere tornato in Brasile per una trasfusione di sangue.
La morte di Anselmo gettò George in una profonda depressione durata diciotto mesi, durante i quali non riuscì a scrivere una sola nota. Fu solo nel 1994 che trovò la forza di elaborare il suo dolore attraverso la musica. "Jesus to a Child" fu scritta in meno di un'ora, come un flusso di coscienza che George non riusciva più a trattenere.
Il titolo fa riferimento al modo in cui Anselmo lo guardava e gli sorrideva durante i momenti più difficili, "come Gesù a un bambino". Il videoclip, diretto da Howard Greenhalgh, è un'opera d'arte visiva che rappresenta la perdita attraverso immagini surreali: corpi di ballerini, mucchi di polvere che crollano, un pendolo che oscilla, simboli del tempo che passa e della mortalità.
All'inizio e alla fine del video, due ragazzi a torso nudo si tengono per mano attraverso cornici di legno separate, svanendo come fantasmi quando George canta "sarai sempre il mio amore". La critica acclamò unanimemente il brano.
The Guardian e Music Week lo nominarono "singolo della settimana", Billboard lo descrisse come una "splendida ballata pop", mentre il Daily Mirror lo definì "la migliore canzone di sempre di George". La rivista The Advocate scrisse che nella canzone "George Michael paragona l'emozione di un amante ormai defunto a quella di Cristo".
Il successo commerciale fu straordinario: "Jesus to a Child" raggiunse la prima posizione nelle classifiche di dieci diversi paesi. Per George Michael rappresentò la sesta volta al numero uno nel Regno Unito e la terza da solista.
L'album "Older", di cui questo era il primo singolo, produsse poi un record di sei singoli nella Top 3 britannica nell'arco di due anni.
Quello che non tutti sanno
George Michael donò segretamente tutti i diritti d'autore di "Jesus to a Child" alla charity britannica ChildLine, l'organizzazione che si occupa di bambini in difficoltà. La rivelazione venne resa pubblica solo dopo la morte dell'artista nel 2016, quando Dame Esther Rantzen, fondatrice dell'organizzazione, rivelò che George aveva contattato direttamente la charity senza cercare pubblicità o riconoscimenti. "George ci ha aiutato a raggiungere centinaia di migliaia di bambini attraverso la sua generosità", disse la Rantzen. "Era un dono intensamente personale, non voleva che si sapesse o che facesse parte della sua immagine".
Ironicamente, quella che era nata come la canzone più privata e dolorosa di George Michael divenne anche uno dei suoi gesti più generosi, trasformando il dolore personale in aiuto concreto per migliaia di bambini bisognosi.