Jem: la popstar dai capelli rosa che ci ha insegnato a brillare senza paura
Jem e le Holograms, la rockstar anni 80 dai capelli rosa: musica, magia e stile nel cartone che ispirò le bambine italiane a sognare.
Prima che le Spice Girls portassero sul palco il girl power, prima che Lady Gaga trasformasse il pop in un’arte visiva, c’era Jem. Con i suoi capelli rosa fluo, il trucco esagerato, i look stravaganti e la voce potente, Jem era molto più di un personaggio dei cartoni: era un’icona anni ’80, una figura capace di mescolare musica, moda, mistero e messaggi positivi in un unico, indimenticabile show.
La serie animata “Jem and the Holograms” debuttò negli Stati Uniti nel 1985 e arrivò in Italia nel 1987 con il titolo semplicemente “Jem”, trasmessa inizialmente su Italia 1, ogni pomeriggio verso le 17, all’interno del contenitore Ciao Ciao. In totale furono prodotte 65 puntate divise in 3 stagioni, andate in onda fino al 1988, diventando un appuntamento cult soprattutto per il pubblico femminile.
Jem in realtà era Jerrica Benton, una giovane donna che eredita una casa discografica e un misterioso computer olografico chiamato Synergy. Grazie a un paio di orecchini speciali, Jerrica si trasforma in Jem, la leader carismatica di una band chiamata The Holograms.
Ma attenzione: nessuno conosce la sua doppia identità, nemmeno il fidanzato Rio, e questo crea una continua tensione tra realtà e apparenza, tra ciò che si è e ciò che si mostra. Ogni episodio era un mix esplosivo di musica, concerti, rivalità e messaggi morali.
Jem e le Holograms si scontravano con le Misfits, una band rivale più aggressiva e scatenata, creando dinamiche alla “Buoni contro Cattivi” ma sempre in un contesto creativo e femminile. E in ogni puntata c’erano 2 o 3 videoclip musicali animati, con canzoni originali, coreografie, costumi e ambientazioni spettacolari: un vero videoclip show ante-litteram.
Lo stile era inconfondibile: spalline, paillettes, capelli cotonati, tute glitterate, chitarre elettriche. Jem era ovunque: su zaini, astucci, album di figurine, bambole da collezione.
Eppure, dietro la superficie pop, parlava anche di identità, responsabilità, indipendenza, sorellanza. Jem non era solo glamour.
Era una guida per crescere, per credere nei propri sogni anche quando il mondo cerca di spegnerli. “La moda passa, Jem resta”: così dicevano molte fan, e ancora oggi chi ha vissuto quel periodo sente un brivido ogni volta che risuona la sigla: "Jem è fantastica, Jem è magicaaa!"
Quello che non tutti sanno
Jem nacque da un’idea della Hasbro per lanciare una linea di bambole in risposta al successo delle Barbie Rock Star. La serie animata fu sviluppata da Christy Marx, una delle prime autrici donne a lavorare nell’animazione americana, che volle dare al cartone una forte componente femminile e indipendente.
Le canzoni erano scritte appositamente per la serie, e alcune furono registrate in più lingue, tra cui l’italiano, anche se non tutte furono trasmesse. La doppiatrice italiana di Jem era Marisa Della Pasqua, mentre la sigla italiana – amatissima – fu cantata da Cristina D’Avena.
Le bambole Jem furono distribuite anche in Italia, ma in quantità limitate, rendendole oggi oggetti da collezione ambitissimi: una Jem prima edizione in scatola può valere fino a 800 euro. Inoltre, nel 2015 fu realizzato un film live-action ispirato al cartone, ma fu un flop totale perché travisava completamente lo spirito originale della serie, deludendo i fan storici.