Jalisse: la vittoria dimenticata che ha segnato un’epoca
Era il 22 febbraio 1997 quando una coppia, all'apparenza fuori dalle mode e dai giri giusti, conquistava il palco del Festival di Sanremo con una ballata intensa, potente, malinconica e perfetta nei suoi silenzi. Fiumi di parole, cantata dai Jalisse, vinceva a sorpresa la 47ª edizione del festiva...
Era il 22 febbraio 1997 quando una coppia, all'apparenza fuori dalle mode e dai giri giusti, conquistava il palco del Festival di Sanremo con una ballata intensa, potente, malinconica e perfetta nei suoi silenzi. Fiumi di parole, cantata dai Jalisse, vinceva a sorpresa la 47ª edizione del festival, lasciando l’Italia spiazzata.
Alessandra Drusian e Fabio Ricci, marito e moglie anche nella vita, salirono alla ribalta come un fulmine a ciel sereno, con uno stile che sembrava provenire da un’altra epoca, quasi straniero, ma magnetico. Il duo si era formato ufficialmente nel 1994, dopo esperienze diverse nel mondo della musica.
Alessandra aveva partecipato a Gran Premio con Pippo Baudo e aveva una voce potente e pulita, capace di toccare con grazia anche le note più alte. Fabio era più schivo, ma visionario: autore, arrangiatore, compositore.
Insieme crearono un progetto intimo e autentico. A Sanremo ci arrivarono quasi per caso, dopo aver vinto Sanremo Giovani nel 1996 con Liberami, brano raffinato ma poco commerciale.
Fiumi di parole era un’anomalia: non era pop, non era rock, non era tipicamente italiana. Eppure colpì nel profondo.
Il testo raccontava l’incomunicabilità tra due amanti, e lo faceva con una semplicità poetica disarmante. “Fiumi di parole tra noi, prima o poi ci portano via…”: un verso che divenne immediatamente tormentone, anche grazie a un arrangiamento curato nei minimi dettagli. Il brano vendette oltre 300.000 copie e dominò le classifiche per settimane.
Dopo la vittoria, arrivò però l’ombra del mistero: l’Italia decise di non sostenere i Jalisse all’Eurovision Song Contest, dove si classificarono comunque quarti. Da quel momento, per motivi mai del tutto chiariti, il mondo discografico chiuse le porte al duo.
Nessun secondo album promosso dalle major, pochissime apparizioni in TV, e un silenzio mediatico quasi surreale. I Jalisse sparirono, ingiustamente etichettati come “quelli di una sola canzone”.
Ma non si arresero. Negli anni hanno continuato a scrivere, a produrre, a suonare nelle piazze, a lavorare per i bambini, le scuole, i progetti sociali.
Alessandra è tornata in TV nel 2014, partecipando a The Voice of Italy senza rivelare la propria identità: una scelta simbolica, per far emergere la voce prima del pregiudizio. E quando si scoprì che era “lei, dei Jalisse”, l’Italia si commosse.
Oggi continuano il loro percorso da artisti indipendenti, con la stessa passione di allora.
Quello che non tutti sanno
Il brano Fiumi di parole fu inizialmente scartato da diverse etichette perché considerato “troppo melodico per il mercato del momento”. Inoltre, all’Eurovision del 1997, tenutosi a Dublino, i Jalisse ottennero un ottimo piazzamento (4° posto), ma l’Italia, da quell’anno, si ritirò dalla competizione per oltre un decennio.
Molti sostengono che quella decisione fosse legata a questioni politiche e interne alla Rai, che mal digerì l’inaspettata vittoria del duo. I Jalisse, pur esclusi per vent’anni da Sanremo, hanno presentato ben 26 brani inediti alla selezione del Festival, senza mai essere riammessi.