Il pranzo è servito: oltre 2500 volte a tavola con Corrado
C’era una volta un’Italia che a mezzogiorno si fermava. Il sugo sobbolliva sul fuoco, le tovaglie a quadretti si stendevano sulle tavole, e alle 13:00 in punto la TV annunciava con voce squillante: Il pranzo... è servito! Era il 13 settembre 1982, e su Canale 5 faceva il suo debutto un quiz che s...
C’era una volta un’Italia che a mezzogiorno si fermava. Il sugo sobbolliva sul fuoco, le tovaglie a quadretti si stendevano sulle tavole, e alle 13:00 in punto la TV annunciava con voce squillante: Il pranzo... è servito!
Era il 13 settembre 1982, e su Canale 5 faceva il suo debutto un quiz che sarebbe entrato nell’immaginario collettivo come un appuntamento quotidiano con la leggerezza e la compagnia. Alla conduzione c’era Corrado Mantoni, signore della televisione garbata, colto ma mai ostentato, ironico ma mai offensivo.
Con lui, la valletta Linda Lorenzi e un meccanismo tanto semplice quanto geniale: completare un menu – primo, secondo, contorno, formaggio e frutta – rispondendo a domande di cultura generale e affidandosi alla celebre ruota con le portate. Il gioco si svolgeva in diretta, e i concorrenti erano gente comune, sorridente, spesso emozionata.
Non c’erano cifre milionarie da vincere, ma premi realistici, quasi simbolici, che premiavano più la partecipazione che la vittoria. Era un quiz pensato per tutti, compresi gli anziani e i bambini, da seguire seduti in cucina, tra il pane da tagliare e l’acqua da far bollire.
La sigla, allegra e inconfondibile, faceva danzare forchette e coltelli su uno spartito di positività. Ma il cuore dello show era Corrado: la sua capacità di mettere a proprio agio chiunque, di leggere il non detto nei volti dei concorrenti, di scherzare con garbo e umanità.
Anche quando commettevano errori buffi, li aiutava a sorridere di sé stessi. Nessuna umiliazione, solo intrattenimento autentico.
Il programma restò in onda per oltre 10 anni, con oltre 2500 puntate. Dopo Corrado, che lasciò nel 1986, la conduzione passò a Claudio Lippi, che seppe raccogliere l’eredità con rispetto e vivacità, aggiornando leggermente lo stile ma mantenendo intatto lo spirito.
Negli anni successivi si alternarono alla guida anche Davide Mengacci, Luca Barbareschi e Enrico Papi, ma fu l’era Corrado–Lippi a rimanere nel cuore del pubblico. Il pranzo è servito non era solo un gioco: era un pezzo di vita italiana.
Entrava nelle case con discrezione, diventava una voce amica, una pausa familiare nel trambusto della giornata. Oggi, riguardare una puntata su YouTube o vedere una clip sui social è come tornare a casa della nonna, con la TV accesa in sottofondo e il rumore delle stoviglie.
Quello che non tutti sanno
Il programma fu ideato da Corrado stesso, che volle un quiz “gentile”, adatto a tutte le età. La ruota dei piatti – diventata iconica – fu costruita artigianalmente e pesava oltre 30 kg.
Durante la primissima settimana di trasmissione, gli ascolti furono così alti che Canale 5 decise di replicare lo stesso format in versione serale, ma il fascino del mezzogiorno restò insuperabile. L’espressione “Il pranzo è servito” entrò nel linguaggio quotidiano, usata dalle mamme, nei bar e persino nelle pubblicità.
Dopo la morte di Corrado, nel 1999, Mediaset trasmise una puntata speciale in suo onore. Nel 2021 il programma è stato brevemente riproposto da Rai 1, con Flavio Insinna alla conduzione, ma per molti il vero Pranzo resta quello con la voce calda e il sorriso silenzioso di Corrado.