Il gioco delle coppie: l’amore in TV prima di Tinder

Chi non ricorda Il gioco delle coppie, l'antesignano di tutti i dating show, che portava l'amore in prima serata quando i social non esistevano e le lettere profumate erano più usate dei messaggi vocali? Andato in onda su Canale 5 dal 1985 al 1990, con la storica conduzione di Marco Predolin (dal...

Il gioco delle coppie: l’amore in TV prima di Tinder

Chi non ricorda Il gioco delle coppie, l'antesignano di tutti i dating show, che portava l'amore in prima serata quando i social non esistevano e le lettere profumate erano più usate dei messaggi vocali? Andato in onda su Canale 5 dal 1985 al 1990, con la storica conduzione di Marco Predolin (dal 1985 al 1988) e successivamente di Corrado Tedeschi, il programma ha segnato un’epoca e ci ha fatto sognare, ridere e anche un po’ riflettere sull’amore… da casa.

Il meccanismo era semplice quanto geniale: un concorrente, senza vedere i volti, faceva domande a tre pretendenti nascosti da una parete. Basandosi solo sulle risposte – spesso ironiche, seducenti o totalmente fuori luogo – sceglieva chi conoscere meglio in un weekend romantico.

Il tutto senza effetti speciali, solo con la magia della voce, dell’immaginazione e del desiderio di trovare l’anima gemella in TV. Le domande erano il vero cuore dello show: dal classico “Come mi conquisteresti?” a richieste surreali che rivelavano molto del carattere dei partecipanti.

Il pubblico a casa si divertiva a fare il tifo per uno o per l’altro, spesso commentando in famiglia scelte giudicate azzardate o del tutto insensate. Ma era proprio questo il bello: il gioco metteva in scena le relazioni come non si erano mai viste prima in TV.

Tutto era filtrato dalla spensieratezza degli anni '80, con scenografie colorate, jingle memorabili e un’estetica diventata iconica. Ogni settimana, la curiosità cresceva: i due prescelti si sarebbero piaciuti davvero durante il viaggio-premio a Palma di Maiorca o a Sharm el-Sheikh?

Oppure il colpo di fulmine si sarebbe spento già all’aeroporto? In alcune puntate, i partecipanti venivano richiamati per raccontare com’era andata, alimentando sogni e disillusioni nel pubblico.

A rendere il tutto ancora più irresistibile era la voce narrante dello speaker Claudio Lippi (in alcune edizioni), e l’atmosfera a metà tra il romantico e il comico. Il programma fu ispirato al format americano The Dating Game, ma divenne molto più di un semplice adattamento: un simbolo dell’Italia che stava cambiando, in bilico tra tradizione e modernità.

Quello che non tutti sanno

Il gioco delle coppie fu uno dei primi programmi italiani a usare il voice matching come espediente narrativo: i concorrenti giudicavano senza vedere, basandosi solo sulle risposte e sul tono di voce. Inoltre, fu anche una delle prime produzioni televisive a sperimentare la “vacanza premio” per una coppia appena formata, idea poi ripresa da molti reality futuri.

Le mete erano scelte anche in base agli accordi commerciali con tour operator dell’epoca, rendendo il programma un precursore del product placement moderno. Curiosamente, una delle coppie che si formò durante lo show si sposò davvero… e divorziò pochi mesi dopo.

L’amore in TV, anche negli anni ’80, era meravigliosamente imprevedibile.