Il Corvo: l'ultimo ciak di Brandon Lee divenne leggenda
Il 22 settembre 1994, nei cinema italiani arrivava "Il Corvo", un film destinato a segnare per sempre l'immaginario gotico degli anni '90. Ma dietro questa pellicola cult si nascondeva una tragedia che aveva scosso Hollywood l'anno precedente. Il 31 marzo 1993, a Wilmington nella Carolina del Nor...
Il 22 settembre 1994, nei cinema italiani arrivava "Il Corvo", un film destinato a segnare per sempre l'immaginario gotico degli anni '90. Ma dietro questa pellicola cult si nascondeva una tragedia che aveva scosso Hollywood l'anno precedente.
Il 31 marzo 1993, a Wilmington nella Carolina del Nord, mancavano solo tre giorni alla fine delle riprese. Brandon Lee, figlio della leggenda Bruce Lee, stava interpretando l'ultima scena cruciale del film: il momento in cui il suo personaggio, Eric Draven, viene ucciso dalla banda di criminali.
Durante la ripresa, una pistola di scena che doveva essere caricata a salve esplose un proiettile vero, colpendo mortalmente l'attore di 28 anni all'addome. La tragedia fu causata da una negligenza: per una precedente ripresa erano stati usati proiettili veri privati della polvere da sparo, ma un frammento era rimasto bloccato nella canna.
Quando successivamente furono usate le cartucce a salve, il frammento venne sparato con forza letale. Brandon Lee morì dopo sei ore di intervento chirurgico, all'una di notte del 31 marzo.
Il film, diretto da Alex Proyas e basato sul fumetto di James O'Barr, racconta la storia di Eric Draven, un musicista rock che torna dall'aldilà per vendicare l'omicidio suo e della fidanzata Shelly. La produzione decise coraggiosamente di completare la pellicola utilizzando controfigure, effetti digitali pionieristici e riscrivendo alcune scene.
Il costo aggiuntivo fu di 8 milioni di dollari, portando il budget totale a 23 milioni. Negli Stati Uniti "Il Corvo" uscì l'11 maggio 1994, debuttando al primo posto del box office con quasi 12 milioni di dollari nel primo weekend.
Incassò oltre 50 milioni negli USA e 170 milioni nel mondo. In Italia divenne l'ottavo film per incassi della stagione 1994-95, con 7,2 milioni di euro.
La colonna sonora contribuì enormemente al successo: brani di The Cure, Nine Inch Nails, Rage Against the Machine e Pantera crearono l'atmosfera dark perfetta. Il look di Eric Draven - volto dipinto di bianco con lacrime nere, lunghi capelli e abito di pelle scuro - divenne un'icona della cultura gotica degli anni '90.
Quello che non tutti sanno
Dopo la tragedia, l'industria cinematografica americana stabilì che nelle sparatorie le armi non dovessero più essere puntate direttamente verso gli attori, ma con un'angolazione di 30°. Brandon Lee doveva sposare la fidanzata Eliza Hutton il 17 aprile 1993 in Messico, proprio come il suo personaggio Eric doveva sposare Shelly.
Il film è dedicato a entrambi. Michael Massee, l'attore che sparò il colpo fatale, rimase traumatizzato e si ritirò dalle scene per un anno.
Prima della sua morte nel 2016, non parlò mai pubblicamente di quell'episodio. James O'Barr creò il fumetto originale per elaborare il dolore per la morte della sua fidanzata, uccisa da un guidatore ubriaco.
Il regista Alex Proyas voleva girare tutto il film in bianco e nero, ma la Paramount glielo impedì, così creò la palette desaturata che divenne iconica. Chad Stahelski, stuntman e amico di Brandon Lee, completò molte scene al suo posto e più tardi divenne il regista della saga "John Wick".