Il cellulare Ericsson rese gli squilli colorati
Era il 1994 quando nelle vetrine dei negozi di elettronica iniziò a comparire un nome che avrebbe segnato la storia della telefonia mobile italiana: Ericsson. Mentre Nokia dominava già il mercato e Motorola faceva sognare con i suoi DynaTAC, l'azienda svedese arrivò con una filosofia diversa, pun...
Era il 1994 quando nelle vetrine dei negozi di elettronica iniziò a comparire un nome che avrebbe segnato la storia della telefonia mobile italiana: Ericsson. Mentre Nokia dominava già il mercato e Motorola faceva sognare con i suoi DynaTAC, l'azienda svedese arrivò con una filosofia diversa, puntando su design innovativo, colori vivaci e una robustezza che diventò leggenda.
Il primo modello a fare breccia nel cuore degli italiani fu l'Ericsson GH388, lanciato nel 1994. Con le sue dimensioni di 130 x 49 x 23 mm e un peso di 170 grammi, non era certo il più leggero sul mercato, ma compensava con una qualità costruttiva che lo rendeva praticamente indistruttibile.
La batteria da 500mAh garantiva 33 ore in standby o 110 minuti di conversazione, performance notevoli per l'epoca. L'antenna elicoidale sporgeva fieramente dalla sommità, simbolo di un'era in cui il cellulare era ancora un oggetto da esibire con orgoglio.
Ma fu con l'Ericsson T10, lanciato sul mercato italiano nel 1996, che l'azienda svedese raggiunse l'apice della popolarità. Fu il primo modello commerciale ad avere lo sportellino, una vera rivoluzione che proteggeva la tastiera e dava al telefono un aspetto futuristico.
I giovani di fine anni '90 se ne innamorarono perdutamente. Chi non ricorda la soddisfazione di aprire quel piccolo sportellino con un gesto elegante prima di comporre un numero?
Il T10 disponeva di un display con risoluzione di 12 x 3 caratteri e una batteria Ni-MH da 750 mAh che garantiva un'autonomia eccezionale. Ricordiamo il lancio della Wind che permetteva, per un'estate intera, di mandare SMS gratuiti, e proprio il T10 divenne il compagno ideale per questa nuova forma di comunicazione che stava rivoluzionando i rapporti sociali tra i giovani.
L'Ericsson T10 arrivava in una gamma di colori che faceva invidia alla concorrenza: dal classico nero al vivace giallo, passando per il blu elettrico e il grigio metallico. Ogni colore rappresentava una personalità, un modo di essere.
Era impossibile confonderlo con altri cellulari: il design inconfondibile e lo sportellino lo rendevano unico e riconoscibile anche da lontano. Nel 1999 arrivò poi l'Ericsson T28, introdotto come uno dei telefoni cellulari più sottili e leggeri dell'epoca.
Si apriva frontalmente e compariva il tastierino numerico, con display a fondo verde e caratteri in tonalità di nero. È stato rivoluzionario per aver usato per la prima volta la batteria agli ioni di litio e si è aggiudicato per tre anni di seguito il primato di telefono cellulare più leggero sul mercato.
Gli anni '90 furono magici per Ericsson. Non c'erano smartphone, non esistevano le app, internet mobile era fantascienza.
Ma c'era quella sensazione unica di libertà che solo un cellulare poteva dare. La possibilità di essere raggiunti ovunque, di mandare il primo SMS della vita, di sentirsi parte di una rivoluzione tecnologica che stava cambiando il mondo.
E l'Ericsson, con i suoi colori sgargianti e il design inconfondibile, era il compagno perfetto per vivere tutto questo.
Quello che non tutti sanno
L'Ericsson T10 del 1998, in buone condizioni e funzionante, può valere oggi fino a circa 2000 euro, rendendolo il cellulare anni '90 con il valore più alto tra tutti i modelli vintage. Ericsson è l'inventore della tecnologia Bluetooth, sviluppata negli anni '90 e presentata per la prima volta al pubblico nel 1999.
L'azienda svedese fu fondata nel 1876 nel centro di Stoccolma come negozio di riparazione di telegrafi da Lars Magnus Ericsson, molto prima che la telefonia mobile diventasse realtà. Il T28 pesava soli 81 grammi ed è stato il primo cellulare dotato di batterie con tecnologia a polimeri di litio, aprendo la strada alla miniaturizzazione che avrebbe caratterizzato i decenni successivi.
Molti modelli Ericsson degli anni '90 vengono ancora oggi ricercati dai collezionisti non solo per il valore economico, ma anche per la qualità costruttiva che li rende funzionanti dopo oltre 25 anni.