Il ballo del qua qua: quando le paperelle conquistarono le piste da ballo

Impossibile aver vissuto gli anni ’80 senza aver battuto almeno una volta le mani imitando l’inconfondibile becco del Ballo del qua qua. Una canzoncina semplice, allegra, quasi infantile… ma capace di scatenare intere sale da ballo, feste di compleanno, villaggi turistici e addirittura matrimoni....

Il ballo del qua qua: quando le paperelle conquistarono le piste da ballo

Impossibile aver vissuto gli anni ’80 senza aver battuto almeno una volta le mani imitando l’inconfondibile becco del Ballo del qua qua. Una canzoncina semplice, allegra, quasi infantile… ma capace di scatenare intere sale da ballo, feste di compleanno, villaggi turistici e addirittura matrimoni.

Il Ballo del qua qua non è solo una canzone, è un fenomeno culturale che ha segnato un’intera generazione, portando allegria con la sua formula magica fatta di ritmo, gesti e ironia. In Italia arrivò nel 1981 grazie alla voce inconfondibile di Romina Power, che la interpretò durante il Festival di Sanremo di quell’anno come brano fuori concorso.

Il successo fu immediato: milioni di bambini e adulti si ritrovarono a cantare "Il ballo del qua qua / è un gioco di società" accompagnando la melodia con movimenti di mani, braccia e sederino, come una coreografia collettiva che faceva sorridere tutti, senza distinzione di età. Ma la storia di questa canzone è molto più lunga e internazionale.

Nata originariamente come Der Ententanz (“La danza dell’anatra”) in Germania alla fine degli anni ’50, divenne famosa in Svizzera, poi in Olanda, e infine in tutto il mondo con diversi titoli: The Chicken Dance, El Baile de los Pajaritos, La danse des canards. Fu il produttore tedesco Werner Thomas a comporre la melodia originale per fisarmonica, ispirato, pare, proprio dal passo buffo delle anatre.

L’arrangiamento italiano fu curato da Al Bano e Romina Power, che ne fecero una versione musicale più morbida e orecchiabile, con testo adattato per il pubblico più giovane. Il brano fu incluso anche nell’album Felicità e divenne uno dei momenti più richiesti nei loro concerti.

In un’Italia che si stava aprendo al consumismo e alla leggerezza degli anni ’80, il Ballo del qua qua rappresentò una perfetta sintesi tra innocenza, partecipazione e intrattenimento. Nessuna festa era completa senza quella canzone, e anche chi fingeva di odiarla finiva per cedere al suo ritmo irresistibile.

Quello che non tutti sanno

Il Ballo del qua qua è uno dei pochi brani a essere entrato contemporaneamente nelle classifiche musicali e in quelle delle canzoni per bambini, vendendo oltre 1 milione di copie in Italia in meno di un anno. Ma la sua influenza fu ancora più vasta: venne tradotto in oltre 40 lingue e utilizzato persino nei videogiochi e in serie animate.

In Giappone è considerato un brano da “fitness infantile” e viene insegnato nelle scuole materne per coordinazione motoria. Romina Power, inizialmente perplessa sul brano, rivelò anni dopo di averlo registrato “per gioco”, senza aspettarsi minimamente l’enorme impatto culturale che avrebbe avuto.

E c’è di più: secondo una stima della SIAE, il Ballo del qua qua è tuttora uno dei brani italiani più suonati all’estero durante eventi collettivi come matrimoni, carnevali e spettacoli per bambini.