Il 12.54: quel numero che tutti conoscevano a memoria
Prima degli smartphone che mostrano l'ora al millisecondo, prima degli orologi digitali in ogni angolo della casa, c'era un numero che tutti i bambini e ragazzi degli anni '90 conoscevano a memoria: il 12.54. Era il numero magico che ti diceva l'ora esatta, precisa al secondo, in qualsiasi moment...
Prima degli smartphone che mostrano l'ora al millisecondo, prima degli orologi digitali in ogni angolo della casa, c'era un numero che tutti i bambini e ragazzi degli anni '90 conoscevano a memoria: il 12.54. Era il numero magico che ti diceva l'ora esatta, precisa al secondo, in qualsiasi momento della giornata.
Nel 1990, con l'impiego delle nuove centrali a tecnologia numerica, vennero attivati il servizio di avviso di chiamata, il trasferimento di chiamata, la conversazione a tre, la telelettura del contatore. Ma già da anni esistevano servizi telefonici speciali che rendevano la vita più semplice.
Bastava alzare la cornetta del telefono fisso, comporre quelle quattro cifre, e una voce metallica e precisa ti annunciava: "Ore... quattordici... minuti... ventitre... secondi... dieci". Era un servizio che costava come una normale telefonata urbana, ma che risolveva immediatamente ogni dubbio temporale.
Uniti a quelli canonici come l'Ora esatta (161), la Sveglia (114) e le Chiamate urgenti (197), quest'ultimo per comunicare tramite messaggio vocale all'utente al telefono con un altro, di liberare la linea al più presto. Ogni numero aveva la sua funzione specifica, e i ragazzi più smanettoni li conoscevano tutti.
Il 12.54 diventava fondamentale in momenti cruciali: quando dovevi essere preciso per un appuntamento, quando litigavi con i tuoi amici su che ore fossero realmente, quando l'orologio di casa si era fermato, o semplicemente quando la curiosità di sapere l'ora esatta era più forte della pigrizia di alzarsi dal divano per guardare l'orologio da parete. L'Ora Esatta per esempio viene consultata moltissimo nel periodo di passaggio dall'ora solare all'ora legale e viceversa.
Era proprio durante il cambio dell'ora che il servizio registrava il picco di chiamate: tutti volevano essere sicuri del momento esatto per regolare i propri orologi. La voce che pronunciava l'orario era sempre la stessa, robotica ma rassicurante.
Diventava quasi un amico invisibile, sempre disponibile, che non ti tradiva mai. Alcuni chiamavano il 12.54 per sentire quella voce familiare, altri per regolare l'orologio con precisione maniacale.
Con l'arrivo dei cellulari e poi di internet, quei numeri speciali hanno perso la loro magia. Ma per chi li ha usati, rappresentano un pezzo importante della memoria tecnologica italiana.
Quello che non tutti sanno
Dal dicembre 1991, lo IEN (ora INRIM) genera di un codice di data (CTD), distribuito mediante modem su rete telefonica commutata, che può essere utilizzato per sincronizzare orologi di calcolatori. Il segnale orario non era solo un servizio per i cittadini, ma aveva anche una funzione tecnica fondamentale: sincronizzare gli orologi dei computer e delle apparecchiature elettroniche.
Inoltre, esisteva anche il numero 161 per lo stesso servizio, e alcuni ricorderanno che il costo variava in base all'operatore telefonico della propria zona.