I telegiornali di Emilio Fede: show tra notizie ed esclusive
Per chi è cresciuto negli anni ’80 e ’90, accendere il televisore alle 18:55 su Rete 4 significava spesso una sola cosa: Studio Aperto? No, Emilio Fede. Il suo TG4 è stato per anni un appuntamento fisso, riconoscibile come una voce di famiglia, anche per chi lo guardava solo distrattamente tra un...
Per chi è cresciuto negli anni ’80 e ’90, accendere il televisore alle 18:55 su Rete 4 significava spesso una sola cosa: Studio Aperto? No, Emilio Fede.
Il suo TG4 è stato per anni un appuntamento fisso, riconoscibile come una voce di famiglia, anche per chi lo guardava solo distrattamente tra una cena e l’altra. Con uno stile inconfondibile, tra serietà istituzionale e impennate teatrali, Emilio Fede ha rappresentato per oltre vent’anni uno dei volti più discussi e iconici dell’informazione italiana.
Il suo arrivo al TG4 avvenne nel 1992, ma il legame tra Fede e la televisione affonda le radici nei decenni precedenti. Già inviato del TG1 RAI e direttore del TG2, aveva alle spalle una solida carriera giornalistica, ma fu con Fininvest (poi Mediaset) che trovò la sua vera “casa”.
Dal 1992 al 2012, fu il direttore e il conduttore del telegiornale serale di Rete 4, trasmesso tutti i giorni alle 19, divenendo un simbolo controverso e potentissimo di un’epoca televisiva in cui l’informazione cominciava a fondersi con l’intrattenimento. Il suo stile era diretto, appassionato, spesso sopra le righe.
Non mancavano editoriali improvvisati, sguardi indignati in camera, pause teatrali e famigerati "fuori onda" poi diventati virali negli anni successivi. Il tutto condito da una devozione dichiarata a Silvio Berlusconi, che non mancava mai di elogiare con frasi memorabili.
Fede non era solo un direttore: era protagonista, opinionista, “voce narrante” del telegiornale. Indimenticabile anche il modo in cui annunciava le notizie di cronaca nera o internazionale: “Una notizia agghiacciante…” – con tono grave e sguardo penetrante.
Oppure le sue improvvise uscite di scena con frasi come: “Io vi ho dato una notizia, adesso riflettete”, spegnendo la luce in studio o chiudendo il collegamento con un’aria drammatica. In un panorama televisivo che si stava evolvendo verso format più moderni e internazionali, il TG4 di Emilio Fede rimase per anni un esempio di televisione fortemente personalistica, legata alla figura del conduttore.
Il suo telegiornale era un vero e proprio “spettacolo del quotidiano”: con interviste, polemiche, collegamenti incalzanti e una sigla d'apertura diventata familiare quanto la voce del suo direttore.
Quello che non tutti sanno
Emilio Fede fu l’unico direttore di telegiornale italiano ad andare in onda in diretta dallo studio nel giorno del crollo delle Torri Gemelle, l’11 settembre 2001, iniziando una lunghissima maratona informativa durata oltre 10 ore. Durante quell’evento, il TG4 fu seguito da milioni di italiani, superando eccezionalmente gli ascolti del TG1 e del TG5.
Un altro aneddoto curioso: Fede leggeva sempre i titoli di apertura in stampatello su un foglio bianco, per evitare errori dovuti alla sua presbiopia. Inoltre, nel suo ufficio personale teneva un televisore sempre acceso su Rete 4 con l’audio disattivato, così da controllare in tempo reale come appariva il telegiornale anche dal punto di vista scenico.