I ragazzi della terza C: una generazione cresciuta sui banchi del Leopardi

Il 13 gennaio 1987, alle 20:30, su Italia 1 debuttava una delle serie più amate della televisione italiana. "I ragazzi della 3ª C" entrò nelle case degli italiani raccontando le vicende di una classe dell'immaginario liceo classico "Giacomo Leopardi" di Roma, diventando immediatamente un fenomeno...

I ragazzi della terza C: una generazione cresciuta sui banchi del Leopardi

Il 13 gennaio 1987, alle 20:30, su Italia 1 debuttava una delle serie più amate della televisione italiana. "I ragazzi della 3ª C" entrò nelle case degli italiani raccontando le vicende di una classe dell'immaginario liceo classico "Giacomo Leopardi" di Roma, diventando immediatamente un fenomeno di costume che avrebbe segnato un'intera generazione. La serie, scritta da Francesco Moccia e Diego Cugia e diretta da Claudio Risi, andò in onda per tre stagioni consecutive fino al 23 maggio 1989, per un totale di 33 episodi che oscillavano tra i 45 e i 55 minuti.

La prima stagione contava 11 episodi, seguita da una seconda stagione di altri 11 episodi e una terza conclusiva sempre di 11 puntate. I protagonisti erano un gruppo di liceali romani stereotipati ma indimenticabili: Bruno Sacchi (Fabrizio Bracconeri), il timido e pasciuto studente sempre in difficoltà; Enrico "Chicco" Lazzaretti (Fabio Ferrari), l'eterno ripetente simpatico ma allergico allo studio; Sharon Zampetti (Sharon Gusberti), la bella e ricca figlia del commendatore; Massimo Conti (Renato Cestiè), lo sportivo della situazione; Daniele Rutelli (Giacomo Rosselli) e Rossella Schnell (Claudia Vegliante), la coppia di fidanzatini; Benedetta Valentini (Nicoletta Elmi), l'intellettuale dark; e le secchione Elias (Stefania Dadda) e Tisini (Francesca Ventura).

Oltre agli studenti, la serie era animata da personaggi di contorno indimenticabili: il severo professore di italiano (Massimo Giuliani) che terrorizzava Bruno con i suoi "Sacchi... 3!"; il commendator Camillo Zampetti (Guido Nicheli) con le sue battute taglienti e il suo "Taaac!"; Spartaco Sacchi (Ennio Antonelli), il padre burino di Bruno; e Totip (Enzo De Toma), il barista dove i ragazzi si ritrovavano dopo le lezioni.

La prima stagione si concentrava sulle rivalità scolastiche, in particolare quella con la terza F, le elezioni del rappresentante di classe vinte da Bruno, e le prime avventure adolescenziali. La seconda stagione introduceva le vacanze di Natale in montagna, gli esami di maturità con la sorprendente promozione di Chicco e l'inaspettata bocciatura di Tisini.

La terza stagione seguiva i ragazzi dopo la maturità: prima in vacanza a Tropea, poi nel tentativo di vivere insieme da universitari a Roma. La serie divenne rapidamente un cult grazie alla sua rappresentazione autentica della gioventù degli anni '80, al cast affiatato e alle battute entrate nel linguaggio comune.

Il successo fu tale da generare un merchandising vastissimo e da influenzare profondamente l'immaginario televisivo italiano degli anni successivi. Non tutti sanno che La serie conteneva un product placement sfacciato e pionieristico, possibile all'epoca per l'assenza di normative specifiche.

Non si trattava di semplici loghi posizionati strategicamente, ma di veri spot inseriti nei dialoghi: dalle Opel Corsa con "alzacristalli elettrici e chiusura centralizzata" ai Cornetti Algida definiti "il miglior alimento per un giovane". Durante le tre stagioni apparvero oltre 50 marchi, da Vespa a Bitter Sanpellegrino, da Lotto a Clear shampoo.

La sigla di chiusura della prima stagione, "Un giro nel cuore", era cantata dal personaggio di Elias come dichiarazione d'amore verso Bruno, elemento mai sviluppato nella trama. Alcuni personaggi secondari cambiavano nome tra un episodio e l'altro, sintomo della produzione artigianale ma genuina.

La terza stagione introdusse elementi metanarrativi: nell'episodio finale Bruno si sintonizzava sulla TV guardando se stesso nel telefilm, conversando con il "Bruno televisivo" in una delle prime rotture della quarta parete della fiction italiana.