I ragazzi del muretto: quando i ragazzi romani diventarono icone di un'intera generazione
Era il 28 marzo 1991 quando su Rai 2 andò in onda la prima puntata di quella che sarebbe diventata una delle serie televisive più amate e iconiche degli anni Novanta. Mentre in America trionfava Beverly Hills 90210 con i suoi ragazzi patinati della California, l'Italia rispondeva con i suoi giova...
Era il 28 marzo 1991 quando su Rai 2 andò in onda la prima puntata di quella che sarebbe diventata una delle serie televisive più amate e iconiche degli anni Novanta. Mentre in America trionfava Beverly Hills 90210 con i suoi ragazzi patinati della California, l'Italia rispondeva con i suoi giovani della capitale, meno ricchi ma altrettanto autentici.
Tre stagioni, 52 episodi totali trasmessi fino al 2 luglio 1996, ambientati nel quartiere Flaminio di Roma. Il punto di ritrovo era quello che dava il nome alla serie: il muretto di Piazza Mancini, dove ogni pomeriggio un gruppo di liceali della media borghesia si ritrovava per condividere gioie, dolori e riflessioni della propria adolescenza.
La serie nasceva con l'ambizione di raccontare la realtà giovanile italiana, quella vera, senza i filtri dorati delle produzioni americane. I protagonisti affrontavano i classici temi dell'adolescenza - primi amori, conflitti con i genitori, problemi scolastici - ma anche questioni sociali più profonde e drammatiche come il razzismo, l'AIDS, la droga, l'omosessualità, l'aborto e la violenza negli stadi.
I personaggi principali avevano nomi che rispecchiavano perfettamente l'epoca: Stefania, interpretata da Francesca Antonelli, era la leader del gruppo; Mitzi (Alberto Rossi nelle prime due stagioni, Ettore Bassi nella terza) era il più maturo, l'unico che non frequentava più il liceo; Cristian (Vincenzo Diglio) era l'eterno fidanzato di Stefania, sempre spensierato e con la sua immancabile moto; Johnny (Claudio Lorimer) girava sempre sui pattini a rotelle; Elena (Michela Rocco di Torrepadula), ex Miss Italia, portava eleganza al gruppo. La produzione coinvolse quattro registi per la prima stagione - Tomaso Sherman, Paolo Poeti, Rodolfo Roberti e Ninì Salerno - e ben nove sceneggiatori.
Ogni episodio costava circa 600 milioni di lire, una cifra considerevole per l'epoca. La terza stagione vide invece un aumento dei costi a 400 milioni di lire per episodio, con alcune scene girate addirittura in Bulgaria.
La colonna sonora fu affidata agli Stadio, con Gaetano Curreri e Fabio Liberatori che composero brani indimenticabili come "Generazione di fenomeni", "Un disperato bisogno d'amore", "Le cose che contano" e "Ballando al buio". La sigla iniziale era una cover di "Night and Day" di Cole Porter, interpretata dalla stessa band.
Questi brani non solo accompagnarono le vicende dei personaggi, ma diventarono l'inno di un'intera generazione. La terza stagione subì un drastico recasting a causa dei ritardi di produzione: molti attori principali abbandonarono la serie per altri impegni, costringendo la produzione a sostituire i personaggi di Franz, Debora, Sara, Mitzi, Andrea e Giuliana.
Questo cambiamento, insieme a storie considerate più banali e ripetitive, segnò un calo qualitativo che i fan della serie non mancarono di notare. Nonostante questo, "I ragazzi del muretto" rimane una serie che ha saputo catturare lo spirito di un'epoca, rappresentando quella gioventù italiana degli anni Novanta che cercava la propria identità in un mondo in rapida trasformazione.
Il muretto di Piazza Mancini è diventato un simbolo, un luogo dell'anima dove intere generazioni si sono riconosciute.
Quello che non tutti sanno
La partita di calcio mostrata nell'episodio "Una giornata nera" della prima stagione è reale: si tratta di Roma-Cesena 4-1 dell'11 novembre 1990, valida per la settima giornata di Serie A. Le immagini utilizzate nella serie mostrano una punizione della Roma spacciata per gol, e il cameraman con la pettorina numero 15 visibile nell'inquadratura è lo stesso che effettuò le riprese per la Rai durante la partita vera.
Inoltre, la serie fu concepita come risposta italiana diretta a Beverly Hills 90210, ma gli autori erano gli stessi della coeva serie "Amico mio", specializzati nel coniugare l'intrattenimento televisivo con tematiche sociali impegnate. La media degli ascolti fu di 4.108 milioni di spettatori, e oggi tutti gli episodi sono disponibili gratuitamente su RaiPlay.