I Pronipoti: quando il futuro parlava anni ’60 e ci faceva sognare negli anni ’80

I Pronipoti, la famiglia futuristica anni 80: George Jetson, Rosie il robot e le città volanti nel cartone del futuro con ironia.

I Pronipoti: quando il futuro parlava anni ’60 e ci faceva sognare negli anni ’80

Arrivarono sugli schermi italiani nel 1982, ma erano già leggenda. I Pronipoti (titolo originale: The Jetsons), serie animata creata da William Hanna e Joseph Barbera nel 1962, fu la risposta futuristica agli amatissimi Antenati.

Mentre Fred e Wilma vivevano nella preistoria con dinosauri-elettrodomestici, George Jetson e famiglia abitavano nel 2062, tra case sospese in aria, robot colf e auto volanti. Per i bambini italiani degli anni ’80, era una finestra aperta sul domani: un futuro pulito, brillante, dove tutto si risolveva con un bottone.

La prima serie de I Pronipoti fu trasmessa in America solo per una stagione (24 episodi), tra il 1962 e il 1963, a colori, quando la maggior parte delle case aveva ancora TV in bianco e nero. Ma il vero boom arrivò con il revival degli anni ’80, quando Hanna-Barbera produsse 51 nuovi episodi tra il 1985 e il 1987.

E proprio questi episodi approdarono con grande successo anche in Italia, mandati in onda su Canale 5 e Italia 1 a partire dal 1982, nella fascia mattutina o del primo pomeriggio, accanto a classici come Candy Candy o Hello Spank!. George Jetson era l’uomo medio del futuro: impiegato presso la Spacely Space Sprockets, padre di famiglia stressato ma simpatico.

Jane era la moglie elegante e un po’ spendacciona, Judy l’adolescente bionda e modaiola, Elroy il figlio genio della scuola spaziale. Completavano il quadro la domestica robot Rosie, l’amato cane Astro e il burbero capo Mr.

Spacely. Tutti abitavano nella città Orbit City, dove le case si muovevano su pilastri telescopici, e ogni faccenda era automatizzata.

La comicità derivava dalla tensione tra le invenzioni futuristiche (come le docce automatiche o i computer psicologi) e i piccoli drammi quotidiani: la paghetta, i compiti, il lavoro. Un futuro perfetto… dove però la tecnologia falliva spesso, generando gag irresistibili.

Gli episodi duravano 20 minuti e riuscivano a farci riflettere sul presente, pur ambientati in un domani surreale. Nei primi anni ’90 arrivò anche il film I Pronipoti – Il film (1990), distribuito anche nei cinema italiani, che segnò l’ultima apparizione ufficiale del cast originale.

Ma già negli anni ’80 I Pronipoti erano diventati un’icona: tra giocattoli, fumetti e pubblicità, il loro stile rétro-futurista conquistava tutti.

Quello che non tutti sanno

Molti credono che I Pronipoti siano nati negli anni ’80, ma in realtà risalgono al 1962 ed erano un riflesso ottimista del sogno americano del dopoguerra. Erano la prima serie a colori della Hanna-Barbera, anche se pochissimi poterono vederla così all’epoca.

Un fatto curioso è che i creatori immaginarono con sorprendente accuratezza molte tecnologie oggi comuni: videochiamate, smartwatch, tapis roulant, lettori vocali e case domotiche. Inoltre, la voce originale di Rosie la robot, Jean Vander Pyl, era la stessa che doppiava Wilma negli Antenati.

E ancora: George Jetson, secondo la cronologia della serie, è “nato” il 31 luglio 2022, rendendolo tecnicamente già tra noi!