I Muppets: pupazzi ribelli che hanno rivoluzionato la nostra TV

C’erano una rana, un orso, un maiale, un cane pianista e un comico fallito con i baffi. Ma non erano cartoni, né attori veri. Erano i Muppets, pupazzi animati capaci di portare sullo schermo uno humour intelligente, surreale e irresistibile. Nati negli Stati Uniti negli anni ’50, esplosero in Ita...

I Muppets: pupazzi ribelli che hanno rivoluzionato la nostra TV

C’erano una rana, un orso, un maiale, un cane pianista e un comico fallito con i baffi. Ma non erano cartoni, né attori veri.

Erano i Muppets, pupazzi animati capaci di portare sullo schermo uno humour intelligente, surreale e irresistibile. Nati negli Stati Uniti negli anni ’50, esplosero in Italia tra la fine dei ’70 e soprattutto negli anni ’80, diventando uno degli spettacoli più amati dalle famiglie davanti alla TV.

Il creatore del Muppet Show fu Jim Henson, artista visionario che rivoluzionò il modo di intendere la televisione per ragazzi (e non solo). La serie The Muppet Show andò in onda per la prima volta nel 1976, ma fu tra il 1979 e il 1983, con le repliche italiane su Rai 1 e poi su Canale 5, che i Muppets conquistarono il pubblico nostrano.

La loro particolarità? Non si rivolgeva solo ai bambini.

Anzi. Sketch ironici, parodie musicali, ospiti famosi e un ritmo da show televisivo classico rendevano ogni episodio una piccola opera teatrale.

Al centro dello show c’era Kermit la Rana, direttore di scena stressato e sempre in cerca di ordine tra le follie del suo gruppo. Accanto a lui, l’eterna innamorata Miss Piggy, diva esuberante e innamorata non ricambiata (almeno in pubblico).

C’erano poi Fozzie l’orso comico, Animal alla batteria, il sarcastico Rowlf al pianoforte, Gonzo lo strampalato acrobata e i mitici vecchietti Statler e Waldorf, critici spietati dal palco. Ogni puntata seguiva la formula del varietà: siparietti comici, canzoni live, sketch improvvisati e caos dietro le quinte.

Ma ciò che rendeva i Muppets unici era il tono. La comicità era intelligente, spesso meta-televisiva, e non mancavano momenti malinconici, riflessivi, poetici.

Tutto questo, con dei pupazzi. E funzionava benissimo.

In Italia, il doppiaggio contribuì in modo fondamentale al successo. Le voci scelte, i giochi di parole, le battute adattate al nostro contesto culturale resero i Muppets un vero cult.

E non mancavano i prodotti collaterali: album musicali, speciali natalizi, giocattoli, figurine, gadget nei supermercati. Chi era bambino in quel periodo difficilmente non ha imitato almeno una volta la voce di Kermit o fatto la mossa di Animal con le bacchette invisibili in mano.

Il successo continuò anche al cinema: Ecco il film dei Muppet (1979), I Muppet alla conquista di Broadway (1984), Muppet Christmas Carol (1992) e tanti altri film fino agli anni 2000. Ogni pellicola era una celebrazione dell’amicizia, della creatività e del coraggio di essere se stessi, anche se si è... pupazzi.

Oggi i Muppets sono considerati leggenda. Anche se hanno avuto revival recenti, è negli anni ’80 e ’90 che hanno lasciato il segno più profondo nel cuore dei nostalgici: uno show “per bambini grandi” che sapeva intrattenere, educare e far ridere senza mai prendersi sul serio.

Quello che non tutti sanno

Il termine “Muppet” fu inventato da Jim Henson unendo le parole “marionette” e “puppet”, anche se lui stesso disse che “suonava semplicemente bene”. Ogni pupazzo era manovrato da almeno due persone: una per la testa e una per le mani, rendendo ogni scena un piccolo capolavoro di coordinazione.

Nella versione italiana, la voce di Kermit fu affidata a Roberto Del Giudice, lo stesso doppiatore di Lupin. Inoltre, nel 1981, The Muppet Show fu il primo programma straniero a vincere un Telegatto in Italia, nella categoria spettacolo per famiglie.

Infine, tra gli ospiti internazionali della versione originale, comparvero anche Elton John, Diana Ross, Mark Hamill, Alice Cooper e Steve Martin: tutti accettarono di partecipare… per il puro divertimento di essere presi in giro da una rana parlante.