I Goonies: una lezione di coraggio travestita da commedia d'avventura

C’è un film che, più di tanti altri, ha definito cosa significasse essere bambini negli anni ’80. Un film che odorava di estate, di biciclette arrugginite, di mappe del tesoro e amicizie vere. I Goonies, uscito nelle sale americane il 7 giugno 1985 (e in Italia il 5 dicembre dello stesso anno), è...

I Goonies: una lezione di coraggio travestita da commedia d'avventura

C’è un film che, più di tanti altri, ha definito cosa significasse essere bambini negli anni ’80. Un film che odorava di estate, di biciclette arrugginite, di mappe del tesoro e amicizie vere.

I Goonies, uscito nelle sale americane il 7 giugno 1985 (e in Italia il 5 dicembre dello stesso anno), è molto più di un classico: è un rito di passaggio, una lezione di coraggio travestita da commedia d’avventura. Prodotto da Steven Spielberg, diretto da Richard Donner e scritto da Chris Columbus, The Goonies racconta l’ultima estate di un gruppo di ragazzi del quartiere di Goon Docks, destinato a essere demolito per lasciare spazio a un campo da golf.

Mikey, Brand, Chunk, Data, Mouth e Andy decidono di tentare l’impossibile: trovare il leggendario tesoro del pirata Willy l’Orbo, seguendo una mappa trovata in soffitta. Inizia così una delle avventure cinematografiche più iconiche di tutti i tempi.

Tra passaggi segreti, trabocchetti, caverne sotterranee, pianoforti d’ossa e galeoni nascosti, i Goonies non solo cercano l’oro, ma combattono per restare uniti, per salvare le loro famiglie, per non dire addio all’infanzia. A ostacolarli ci sono i Fratelli Fratelli, una banda di criminali grotteschi e pericolosi, ma anche le loro paure, i loro limiti e le tensioni tipiche dell’adolescenza.

Il successo fu immediato anche in Italia: nelle videoteche spopolava la VHS distribuita dalla Warner, mentre la programmazione TV negli anni ’90, spesso su Italia 1, trasformò il film in un appuntamento imperdibile per ogni generazione. Ogni personaggio è rimasto nel cuore degli spettatori: Mikey (Sean Astin), il leader sognatore; Data (Ke Huy Quan), genio degli aggeggi improbabili; Chunk, il buffone adorabile; e ovviamente Sloth, il gigante dal cuore tenero che con un “Ehi tu, brutto ceffo!” ha fatto piangere e sorridere intere platee.

I Goonies erano veri, credibili, sporchi di fango e pieni di cuore. Nessun superpotere, nessun effetto speciale digitale: solo una storia avvincente, personaggi con cui identificarsi e un messaggio semplice ma eterno: “Goonies never say die!” – “I Goonies non dicono mai la parola morte!”

Quello che non tutti sanno

Gran parte delle scene nei cunicoli sotterranei furono girate davvero in set costruiti a grandezza naturale: gli attori non conoscevano la scenografia in anticipo, così da reagire in modo autentico alle sorprese. La famosa scena del galeone fu girata solo una volta, perché la produzione voleva cogliere le reazioni genuine dei ragazzi.

Il galeone stesso, la Inferno, era lungo oltre 30 metri e ispirato a una vera nave del XVII secolo. Dopo le riprese, invece di conservarlo, venne smantellato.

Inoltre, nel film originale esiste una scena con una piovra gigante, poi tagliata in fase di montaggio: ma la frase di Data nel finale (“E poi c’era una piovra!”) è rimasta, creando uno dei più grandi misteri del film per anni.