Hulk: il dramma umano dietro il mostro verde che ci ha tenuti incollati allo schermo

Chi era bambino negli anni ’80 non può dimenticare la struggente colonna sonora finale di L’incredibile Hulk, il telefilm che trasformava il dolore in potenza e la solitudine in leggenda. La serie, basata sul fumetto Marvel, arrivò in Italia nel 1980 su Canale 5 (dopo una prima apparizione su Rai...

Hulk: il dramma umano dietro il mostro verde che ci ha tenuti incollati allo schermo

Chi era bambino negli anni ’80 non può dimenticare la struggente colonna sonora finale di L’incredibile Hulk, il telefilm che trasformava il dolore in potenza e la solitudine in leggenda. La serie, basata sul fumetto Marvel, arrivò in Italia nel 1980 su Canale 5 (dopo una prima apparizione su Rai 2), portando con sé una nuova visione dell’eroe: non invincibile, ma profondamente umano.

Prodotta dalla CBS tra il 1978 e il 1982, The Incredible Hulk contava 5 stagioni per un totale di 82 episodi. Protagonista assoluto era Bill Bixby nel ruolo del Dr.

David Banner (il nome fu cambiato rispetto al fumetto, dove era Bruce Banner), uno scienziato tormentato che, a seguito di un esperimento mal riuscito sui raggi gamma, si trasformava in una creatura verde e furiosa ogni volta che si arrabbiava. A interpretare il mostro era l’iconico culturista Lou Ferrigno, il cui fisico imponente e lo sguardo dolente conquistarono generazioni.

La serie non era solo azione e trasformazioni spettacolari: era una riflessione sulla solitudine, sull’accettazione di sé e sull’impossibilità di farsi capire dagli altri. Ogni episodio era un piccolo viaggio del Dr.

Banner, sempre in fuga, sempre a caccia di una cura, sempre pronto ad aiutare qualcuno lungo la strada — pur sapendo che, alla fine, avrebbe dovuto andarsene da solo. La sigla finale, The Lonely Man Theme, accompagnava il protagonista mentre si allontanava a piedi, con una piccola valigia e lo sguardo perso: un momento straziante che chiudeva ogni episodio lasciando il pubblico in un misto di commozione e attesa per il prossimo.

Nel corso degli anni, la serie divenne un vero e proprio cult anche grazie alle repliche trasmesse in loop fino agli anni ’90, in particolare su Italia 1, dove Hulk divenne una presenza fissa del pomeriggio o del sabato sera per ragazzi.

Quello che non tutti sanno

Il ruggito di Hulk nella serie TV non era la voce di Lou Ferrigno, bensì un mix audio modificato ricavato da registrazioni di animali, tra cui tigri e leoni. Inoltre, Bill Bixby, che interpretava David Banner, era molto coinvolto nel progetto e rifiutò l’uso massiccio di effetti speciali: per lui, il focus doveva restare sull’emozione e sulla sofferenza umana.

Infine, Lou Ferrigno era sordo da bambino a causa di un'infezione non curata, e il suo percorso verso il successo è una storia di resilienza che ha ispirato milioni di fan.