Hello Spank: il cagnolino che conquistò l'Italia con la sua buffa parlata

Hello Spank, il cagnolino dei cartoni anni 80: la buffa parlata, le avventure con Aiko e le risate che ne fecero un classico italiano.

Hello Spank: il cagnolino che conquistò l'Italia con la sua buffa parlata

Era il 1982 quando sui teleschermi di Italia 1 arrivò un cagnolino bianco particolare che avrebbe conquistato il cuore di milioni di bambini italiani. Hello!

Spank debuttò in Giappone il 7 marzo 1981 su TV Asahi, prodotto dalla Tokyo Movie Shinsha per un totale di 63 episodi da 24 minuti ciascuno, trasmessi ogni domenica mattina fino al marzo del 1982. La serie, tratta dall'omonimo manga shojo di Shun'ichi Yukimuro e Shizue Takanashi pubblicato su Nakayoshi dal 1978 al 1982, raccontava la storia di Aika Morimura (Aiko nell'originale), una quattordicenne che si trasferisce in una tranquilla cittadina balneare presso lo zio mentre la madre, stilista di moda, lavora a Parigi.

Il padre è dato per disperso in mare durante una tempesta. Quando la sua cagnolina Papy muore investita da un furgone, la ragazza trova conforto in Spank, un buffo cagnolino bianco orfano che diventerà il suo inseparabile compagno.

L'adattamento italiano fu rivoluzionario per l'epoca. Mentre in originale Spank e tutti gli animali della serie comunicavano solo con versi naturali (abbai e miagolii), i doppiatori italiani decisero di farli parlare.

Fu Liù Bosisio, storica voce di Pina Fantozzi e Marge Simpson, a dare vita al protagonista inventando le sue caratteristiche espressioni: "che botta!", "stanco io", "fame io" e i teneri soprannomi per Aika come "bimba" e "Iaia". Un altro colpo di genio fu l'adattamento del personaggio di Torakiki (Torakichi in originale), il gatto dalla cravatta rossa amico-rivale di Spank.

Il doppiatore italiano gli diede un forte accento tedesco, facendogli pronunciare parole come "danke", "aiuten", "cattiven" e persino "mein gott", creando momenti di pura comicità che sono rimasti nella memoria collettiva. La serie conquistò rapidamente il pubblico italiano, soprattutto quello femminile, e divenne un fenomeno culturale.

Nel 1994, con le nuove repliche, il titolo fu cambiato in "Spank, tenero rubacuori" accompagnato da una nuova sigla cantata da Cristina D'Avena che sostituì quella storica di Albertelli/Tempera. Questa seconda sigla introduceva una particolarità: Cristina D'Avena pronunciava il nome del protagonista come "Spanc", seguendo la pronuncia giapponese originale.

L'anime si distingueva per la sua capacità di mescolare momenti di pura comicità con tematiche più profonde come la perdita, l'amicizia e la crescita. Le gag fisiche e nonsense create dal trio formato da Spank, Torakiki e Barone (il cagnolino di Seiya) rappresentavano il cuore comico della serie, mentre la quotidianità di Aika tra scuola, primi amori e vacanze estive offriva spunti di riflessione per i giovani spettatori.

La serie ha attraversato diverse epoche televisive italiane: dalle prime trasmissioni degli anni '80 alle repliche su Rete 4 nel Game Boat, dalle riproposte Mediaset degli anni 2000 fino al recente ritorno in alta definizione su Italia 1 nell'aprile 2023. Nel 1982 fu prodotto anche un lungometraggio di 95 minuti intitolato "Le pene d'amore di Spank", che dal 13 al 16 febbraio 2025 sarà proiettato per la prima volta nelle sale cinematografiche italiane.

Quello che non tutti sanno

Il particolare aspetto di Spank non è casuale: il cagnolino fu progettato per non appartenere a nessuna razza specifica, camminare su due zampe e compiere gesti tipicamente umani per renderlo più universale e identificabile. Il nome "Spank" in inglese significa "sculacciata", ma i creatori giapponesi scelsero questa parola per il suono allegro che produceva, ignari del significato.

Liù Bosisio, la prima doppiatrice italiana, ridusse drasticamente i dialoghi originali più articolati del personaggio, creando il suo caratteristico modo di parlare frammentario che divenne iconico. Infine, il personaggio di Torakiki deve il suo nome al significato giapponese "tigre benevola", che rispecchia perfettamente la sua natura: aggressivo in apparenza ma dal cuore buono.

La sigla italiana fu così apprezzata che in Germania e Francia utilizzarono la stessa base musicale della canzone "Siamo quelli di Beverly Hills" per il loro adattamento di Spank.