Heaven 17: sintetizzatori di Sheffield e "Temptation" irresistibile

Sheffield, inizio anni Ottanta. Mentre l'Inghilterra attraversava una profonda crisi economica, dalla città dell'acciaio emergeva un sound rivoluzionario. I Heaven 17 nascevano dalle ceneri degli Human League, portando con sé Martyn Ware e Ian Craig Marsh, due visionari della musica elettronica c...

Heaven 17: sintetizzatori di Sheffield e "Temptation" irresistibile

Sheffield, inizio anni Ottanta. Mentre l'Inghilterra attraversava una profonda crisi economica, dalla città dell'acciaio emergeva un sound rivoluzionario.

I Heaven 17 nascevano dalle ceneri degli Human League, portando con sé Martyn Ware e Ian Craig Marsh, due visionari della musica elettronica che avevano già contribuito a definire il synth-pop britannico. Il nome della band derivava dal romanzo "Arancia Meccanica" di Anthony Burgess, dove Heaven 17 era il gruppo musicale preferito dal protagonista Alex.

Questa scelta non era casuale: rifletteva perfettamente l'estetica futuristica e distopica del trio, composto da Ware, Marsh e Glenn Gregory, quest'ultimo reclutato come voce principale dopo aver lasciato il posto di fotografo. La vera esplosione arrivò nel 1983 con "Temptation", un capolavoro di seduzione sonora costruito attorno a una base elettronica ipnotica e alla voce calda di Gregory.

Il brano rappresentava l'evoluzione perfetta del synth-pop: sofisticato ma accessibile, cerebrale ma ballabile. La produzione, curata dai membri stessi della band nel loro studio casalingo, mostrava una qualità professionale che molti studi milionari invidiavano. "The Luxury Gap", l'album del 1983, divenne il manifesto di una nuova eleganza musicale.

Brani come "Let Me Go" e "Come Live with Me" mostravano la capacità del gruppo di alternare momenti romantici a riflessioni sociali, il tutto avvolto in arrangiamenti elettronici raffinatissimi. La voce di Gregory, profonda e sensuale, sapeva passare dalla tenerezza alla provocazione senza mai perdere classe.

I Heaven 17 non erano solo musicisti: erano anche imprenditori illuminati. Fondarono la British Electric Foundation, un collettivo artistico che produsse altri artisti e sperimentò con nuove tecnologie musicali.

Il loro approccio alla musica era totale: curavano ogni dettaglio, dalla composizione alla produzione, dal packaging alla strategia promozionale. L'estetica del gruppo rifletteva perfettamente lo spirito dell'epoca: abiti eleganti, acconciature curate, video musicali sofisticati.

Rappresentavano l'evoluzione dell'artista anni Ottanta: non più il rocker trasandato, ma il professionista della musica, conscio del proprio ruolo di intrattenitore e comunicatore. In Italia, i Heaven 17 conquistarono subito le radio e le discoteche più sofisticate.

La loro musica parlava a un pubblico colto ed esigente, quello che frequentava i locali alla moda di Milano e Roma, sempre alla ricerca del suono più nuovo e raffinato. Il successo commerciale non compromise mai l'integrità artistica del trio.

Anche nei momenti di maggiore popolarità, continuarono a sperimentare e a evolversi, influenzando profondamente la scena musicale elettronica europea degli anni Ottanta.

Quello che non tutti sanno

I Heaven 17 furono pionieri nell'utilizzo del campionamento digitale: "Temptation" conteneva uno dei primi uso creativi del Fairlight CMI, un sintetizzatore-campionatore che costava quanto una casa. Martyn Ware aveva imparato a utilizzarlo studiando i manuali tecnici giapponesi, essendo uno dei pochi strumenti disponibili in Europa.

La batteria elettronica che caratterizza i loro brani più famosi era in realtà programmata su una drum machine Linn Drum, la stessa utilizzata da Prince e Michael Jackson. Glenn Gregory, prima di unirsi alla band, lavorava come fotografo di moda e molti dei concept visivi dei video dei Heaven 17 nascevano dalle sue esperienze nel mondo della fotografia pubblicitaria.

Il loro studio di registrazione, situato in una ex fabbrica di Sheffield, era stato costruito completamente da loro utilizzando materiali di recupero dell'industria siderurgica locale, creando un'acustica unica che contribuì al loro sound distintivo.