He-Man: il barbaro muscolare che conquistò i pomeriggi italiani

He-Man e i dominatori dell'universo, il cartone anni 80: Grayskull e i giocattoli che ne fecero un fenomeno culturale mondiale.

He-Man: il barbaro muscolare che conquistò i pomeriggi italiani

Nel 1984, su Rete 4, faceva il suo debutto italiano uno dei cartoni animati più iconici degli anni '80: He-Man e i dominatori dell'universo. Prodotta dalla Filmation nel 1983 negli Stati Uniti, la serie arrivò nel nostro paese con 130 episodi divisi in due stagioni da 65 puntate ciascuna, portando nelle case italiane le avventure fantasy del "più forte dell'universo" in un'epoca in cui i robottoni giapponesi dominavano ancora i palinsesti.

La serie nacque come supporto promozionale alla linea di action figure "Masters of the Universe" della Mattel, ma riuscì a trasformare quello che avrebbe potuto essere un semplice spot pubblicitario in un fenomeno culturale duraturo. Ambientata sul pianeta Eternia, un mondo dove magia e tecnologia coesistevano in equilibrio precario, seguiva le avventure del principe Adam, figlio di re Randor e della regina Marlena, che nascondeva la sua vera identità dietro una facciata di giovane pigro e spensierato.

Il segreto di Adam era racchiuso nella formula magica più famosa degli anni '80: "Per la forza di Grayskull... Io ho la forza!" (nell'originale "By the power of Grayskull...

I have the power!"). Sollevando la Spada del Potere verso il cielo, il principe si trasformava in He-Man, acquisendo una forza sovrumana e diventando il guardiano dei segreti del Castello di Grayskull, fortezza misteriosa da cui traeva i suoi poteri.

Al suo fianco combattevano alleati memorabili: Teela, capitana delle guardie e figlia adottiva di Duncan (Man-At-Arms), l'uomo d'armi del regno; Battle Cat, la trasformazione di Cringer, la tigre fifona di Adam che diventava una fiera possente; Orko, il magico jolly della situazione con i suoi incantesimi sempre sbagliati; e la Maga (Sorceress), guardiana di Grayskull che vegliava sui segreti del castello trasformandosi in un falco. Il nemico principale era Skeletor, stregone dal teschio per volto e dal ghigno inquietante, accompagnato da una galleria di cattivi che sembravano usciti da un catalogo di giocattoli: Beast Man l'uomo bestia, Evil-Lyn la maga malvagia, Trap Jaw con la sua mascella meccanica, e molti altri.

Ogni episodio seguiva una struttura precisa: Skeletor tramava per conquistare Grayskull, He-Man e i suoi alleati lo fermavano, e tutto si concludeva con una morale educativa dove He-Man stesso spiegava ai bambini importanti lezioni di vita. Caratteristica unica della Filmation era l'attenzione ai messaggi educativi: ogni puntata terminava con una breve sequenza pedagogica in cui He-Man o altri personaggi spiegavano concetti come l'amicizia, il coraggio, l'onestà o l'importanza di non parlare con gli sconosciuti.

Queste "morali" furono doppiate solo nella prima stagione italiana, mentre nella seconda si passava direttamente alla sigla finale.

Quello che non tutti sanno

He-Man utilizzava una tecnica di animazione chiamata "rotoscopio" per alcune sequenze, filmando attori reali e poi ridisegnandoli sopra per ottenere movimenti più fluidi e realistici, tecnica costosa che la Filmation impiegava raramente. Il personaggio di Adam/He-Man fu doppiato in italiano da Fabrizio Mazzotta, mentre Skeletor ebbe la voce di Mario Milita.

La trasformazione di Cringer in Battle Cat veniva spesso riutilizzata tagliando e ricolorando le stesse sequenze animate per risparmiare sui costi di produzione, pratica comune alla Filmation. Il Castello di Grayskull fu ispirato dall'architettura del castello medievale di Kalmar in Svezia, ma anche da elementi gotici e pre-colombiani.

La sigla italiana manteneva la traduzione letterale di "fabulous secret powers" con "favolosi segreti poteri", conservando l'epica del testo originale. Ogni action figure della Mattel aveva un mini-fumetto allegato che spesso raccontava storie diverse e più mature rispetto al cartone animato, creando una continuity parallela che venne ripresa nei successivi fumetti degli anni 2000.

La serie originale non ebbe mai un vero finale: l'ultimo episodio, "The Cold Zone", scritto da J. Michael Straczynski (futuro creatore di Babylon 5), non forniva alcuna conclusione alla saga, lasciando infinite possibilità narrative aperte.