GOLDRAKE: IL ROBOT CHE HA CONQUISTATO IL NOSTRO CUORE

Goldrake, Ufo Robot, Alabarda Spaziale: l'anime degli anni 80 che ha fatto sognare milioni di bambini italiani. Nostalgia pura!

GOLDRAKE: IL ROBOT CHE HA CONQUISTATO IL NOSTRO CUORE

Chi di noi non ricorda quella sigla epica che iniziava con "Ufo Robot, Ufo Robot"? Goldrake non era solo un cartone animato, era un fenomeno culturale che ha segnato per sempre l'immaginario collettivo degli anni '80.

Quando Duke Fleed saliva a bordo del suo potentissimo robot, ogni bambino italiano sognava di pilotare quella meraviglia tecnologica e di difendere la Terra dagli invasori di Vega. Il robot dorato rappresentava tutto ciò che desideravamo: potenza, giustizia e una tecnologia così avanzata da sembrare magica.

Le trasformazioni di Goldrake erano momenti di pura adrenalina: dai Drill Missile agli Spacer, ogni arma aveva un nome che risuonava nelle nostre menti come un mantra. E chi non ha mai urlato "Alabarda Spaziale!" almeno una volta nella vita?

Ma Goldrake era molto più di un semplice robot. Era la storia di un principe esiliato che trovava una nuova casa sulla Terra, una metafora potente di integrazione e appartenenza che parlava direttamente ai nostri cuori di bambini.

Duke Fleed non era solo un eroe, era uno di noi: aveva dovuto lasciare tutto per ricominciare da capo, ma aveva trovato la forza di proteggere chi lo aveva accolto. La serie ha creato un linguaggio comune tra i bambini degli anni '80: tutti conoscevamo i nomi delle astronavi nemiche, tutti imitavamo le mosse di combattimento, tutti sognavamo di avere un robot personale.

Goldrake ha trasformato il pomeriggio televisivo in un appuntamento imperdibile, creando la prima vera generazione di appassionati di anime in Italia.

Quello che non tutti sanno

Goldrake fu il primo anime mecha a essere trasmesso in Italia, ma la sua storia originale giapponese era molto più complessa e drammatica. Nel 1978, quando arrivò sulle reti Mediaset, venne pesantemente censurato: eliminate le scene più violente, cambiati i nomi dei personaggi e soprattutto tagliato l'episodio finale originale, considerato troppo tragico per il pubblico italiano.

Inoltre, il nome "Goldrake" è un'invenzione italiana: in Giappone si chiamava "UFO Robo Grendizer" e Duke Fleed era Daisuke Umon. La sigla italiana, diventata leggendaria, fu composta da Vince Tempera e non aveva nulla a che vedere con quella giapponese, ma divenne così iconica da essere considerata superiore all'originale dagli stessi produttori nipponici.