Go West - Pet Shop Boys (1992)
Era il 1979 quando i Village People lanciarono "Go West", ma fu nel 1993 che questa canzone esplose davvero nell'immaginario collettivo europeo. I Pet Shop Boys presero quella melodia disco e la trasformarono in qualcosa di completamente diverso: un inno generazionale che parlava di libertà, di c...
Era il 1979 quando i Village People lanciarono "Go West", ma fu nel 1993 che questa canzone esplose davvero nell'immaginario collettivo europeo. I Pet Shop Boys presero quella melodia disco e la trasformarono in qualcosa di completamente diverso: un inno generazionale che parlava di libertà, di confini da superare, di un mondo in rapido cambiamento.
Neil Tennant e Chris Lowe riuscirono nell'impresa di rendere contemporaneo un brano che sembrava appartenere a un'altra era. La storia della cover nacque quasi per caso nel 1992, quando Chris Lowe scelse di suonare "Go West" durante un benefit per l'AIDS organizzato all'Hacienda di Manchester dal regista Derek Jarman.
Neil non ricordava completamente il testo originale, e da questo inconveniente nacque l'idea di creare una versione completamente nuova. Era come se il destino avesse guidato quella dimenticanza, trasformandola in un'opportunità creativa straordinaria.
Il brano dei Pet Shop Boys uscì nel settembre 1993 e divenne immediatamente un fenomeno mondiale. Raggiunse il secondo posto nella classifica britannica e il primo in Germania, diventando il maggior successo degli anni Novanta per il duo di Londra.
Ma i numeri raccontano solo una parte della storia: "Go West" diventò qualcosa di più grande, un simbolo culturale che andava oltre la musica. Il videoclip, diretto da Howard Greenhalgh, era una piccola opera d'arte che catturava perfettamente lo spirito dell'epoca.
Immagini sovietiche, truppe che marciavano, la Statua della Libertà rossa: tutto parlava della caduta del comunismo e del movimento verso l'Occidente. Era il 1993, il muro di Berlino era caduto da quattro anni, l'Europa stava cambiando volto.
La canzone dei Pet Shop Boys arrivò nel momento perfetto per raccontare questa trasformazione epocale. La melodia si basava sulla progressione musicale del Canone di Pachelbel, la stessa base armonica che aveva ispirato innumerevoli successi.
Ma i Pet Shop Boys ci aggiunsero qualcosa di unico: un coro maschile potente, arrangiamenti elettronici sofisticati, una produzione che mescolava tradizione e innovazione. Il risultato era un sound che parlava contemporaneamente di passato e futuro. "Go West" diventò rapidamente l'inno degli stadi di mezzo mondo.
Le curve calcistiche se ne appropriarono, trasformandola in un canto collettivo che univa migliaia di voci. Era la dimostrazione che alcune melodie riescono a trascendere il loro contesto originale per diventare patrimonio emotivo universale.
Da disco song dei Village People a manifesto post-guerra fredda, fino a inno sportivo: tre vite diverse per la stessa canzone. Il successo fu tale che ancora oggi, trent'anni dopo, "Go West" viene regolarmente eseguita nei concerti dei Pet Shop Boys, spesso come brano di chiusura.
È diventata la loro canzone più riconoscibile, quella che definisce la loro identità artistica. Un pezzo che parla di movimento, di ricerca di libertà, di sogni che si dirigono sempre verso un orizzonte migliore.
Quello che non tutti sanno
La frase "Go West, young man" da cui deriva il titolo fu coniata nel 1865 dal politico americano Horace Greeley, uno dei fondatori del Partito Repubblicano, per incoraggiare l'espansione verso l'ovest americano. I Village People scrissero la canzone originale pensando al movimento gay californiano, ma i Pet Shop Boys la reinterpretarono come metafora dell'migrazione dall'Europa dell'Est dopo la caduta del comunismo.
Il brano è stato oggetto di centinaia di cover in tutto il mondo: dalla versione metal dei JBO tedeschi nel 1997, alla parodia bulgara "Back to Nature" della Zamunda Banana Band. La versione dei Pet Shop Boys utilizzò il Broadway choir per i cori, ispirandosi al musical "South Pacific".
Il singolo era inizialmente previsto per il 1992, ma la band decise di rinviarlo di un anno per includerlo nell'album "Very", scelta che si rivelò vincente dal punto di vista commerciale.