Giochi senza frontiere: il sogno europeo del divertimento in prima serata

C’erano una volta le sere d’estate in cui famiglie intere si riunivano davanti al televisore per guardare “Giochi senza frontiere”, quel programma che sembrava una versione europea e più pazza della settimana enigmistica animata. Andato in onda in Italia per la prima volta il 26 maggio 1965, il p...

Giochi senza frontiere: il sogno europeo del divertimento in prima serata

C’erano una volta le sere d’estate in cui famiglie intere si riunivano davanti al televisore per guardare “Giochi senza frontiere”, quel programma che sembrava una versione europea e più pazza della settimana enigmistica animata. Andato in onda in Italia per la prima volta il 26 maggio 1965, il programma divenne un appuntamento fisso fino al 1999 (con una lunga pausa tra il 1982 e il 1988), conquistando milioni di spettatori con la sua formula semplice e travolgente: squadre di diversi paesi europei si sfidavano in giochi fisici, spesso ridicoli e in costume, tra sapone, gonfiabili, ponti traballanti e piscine.

Ogni puntata era una gara internazionale che si svolgeva in una città diversa dell’Europa, con tanto di telecronaca tradotta simultaneamente per ogni nazione. Per l’Italia, indimenticabili furono le voci di Giulio Marchetti e poi Ettore Andenna, che con entusiasmo e ironia accompagnavano il pubblico attraverso le imprese più assurde di concorrenti italiani travestiti da conigli, matrioske, o alberi di Natale. “Giochi senza frontiere” non era solo uno spettacolo.

Era una finestra sull’Europa, quando ancora l’Unione Europea non esisteva come la conosciamo oggi. Era l’idea romantica di un’Europa unita dalla leggerezza, dalla risata, dalla competizione leale.

Gli italiani tifavano per squadre come Cervia, Aosta, Gradisca d’Isonzo o Faenza, ma allo stesso tempo scoprivano paesini francesi, città tedesche, borghi portoghesi. Andava in onda solitamente in prima serata su Rai 1 (allora Programma Nazionale), nei mesi estivi, spesso il martedì o il mercoledì.

E in quel momento il divano diventava tribuna d’onore e le risate di mamma e papà si mescolavano ai sogni dei bambini, che sognavano di poter un giorno correre con una ruota di formaggio o saltare su tappeti elastici giganti per rappresentare l’Italia.

Quello che non tutti sanno

Il programma nacque da un’idea di Charles de Gaulle, che voleva rafforzare i rapporti tra i giovani europei nel dopoguerra. Inizialmente ispirato a una trasmissione francese, il format venne poi sviluppato da diverse emittenti pubbliche europee sotto la supervisione dell’EBU (European Broadcasting Union).

L’Italia è stata la nazione che ha partecipato al maggior numero di edizioni, ben 28. Inoltre, nel 1994, l’Italia vinse l’edizione grazie alla città di Faenza, che conquistò il pubblico con una squadra particolarmente agile e coreografica.

Negli anni, vennero usati veri e propri effetti speciali artigianali, come piste scivolose fatte con detersivo e vasche di fango create con sabbia e acqua di mare. I costumi venivano cuciti a mano da sartorie locali e spesso si rompevano durante le prove generali, costringendo le squadre a rimediare all’ultimo minuto.