Gimme Five: il ritmo esplosivo che ha acceso la miccia degli anni ’90
Era il 1989 quando nelle radio italiane iniziava a risuonare un grido semplice, diretto, contagioso: “Gimme Five!”. Dietro a quel titolo c’era Jovanotti, ancora giovanissimo, col cappellino girato, gli occhiali da sole e un’energia da far tremare i palchi. Il brano non fu solo una canzone: fu un ...
Era il 1989 quando nelle radio italiane iniziava a risuonare un grido semplice, diretto, contagioso: “Gimme Five!”. Dietro a quel titolo c’era Jovanotti, ancora giovanissimo, col cappellino girato, gli occhiali da sole e un’energia da far tremare i palchi.
Il brano non fu solo una canzone: fu un manifesto generazionale, il biglietto da visita di un artista che avrebbe segnato tutta la musica pop italiana degli anni ’90. "Gimme Five" uscì come singolo dell’album La mia moto, e divenne in pochissimo tempo un successo clamoroso. Ritmo serrato, base hip hop-funk con contaminazioni electro, testo fresco, diretto, parlato-rap – una novità assoluta per il pubblico italiano.
Jovanotti, all’anagrafe Lorenzo Cherubini, era agli inizi ma già sapeva come parlare ai giovani con un linguaggio nuovo, fuori dagli schemi, fatto di slang, gesti e un’ironia irresistibile. Il brano è un’esplosione di entusiasmo, un invito alla condivisione e all’unità tra ragazzi, all’amicizia vera e senza troppe parole: “Gimme five!
Cinque dita con un colpo, dammi il cinque e poi ti mollo”. Era impossibile non battere la mano al proprio amico mentre si ascoltava.
Era una canzone che si viveva, non solo si cantava. Nel 1990, Jovanotti pubblicò “Gimme Five (Rasta Five Version)”, una versione estiva remixata in chiave reggae e dancehall, perfetta per le spiagge, i villaggi turistici, le feste all’aperto.
Quella variante rilanciò la hit e contribuì a trasformarla in colonna sonora delle estati italiane. Il ritmo più lento ma ugualmente ballabile, le sonorità caraibiche e l’arrangiamento più rilassato fecero sì che anche chi non amava il rap originale si lasciasse conquistare. “Gimme Five” rappresentò una svolta anche per la musica italiana: fu tra le prime canzoni rap-pop a ottenere un successo mainstream, aprendo la strada a tutto quel filone che poi avrebbe unito hip hop, dance e melodia.
Era l’Italia che cambiava, che usciva dagli anni ’80 patinati per entrare in un decennio più spontaneo, diretto, urban. E Jovanotti era lì, a guidare quel passaggio con le sue rime e la sua spensierata profondità.
Quello che non tutti sanno
La versione estiva “Gimme Five (Rasta Five Version)” fu realizzata con l’aiuto del produttore e dj Michele Centonze, e venne trasmessa spesso anche nei juke-box da spiaggia, in versione estesa. Il videoclip ufficiale di “Gimme Five”, girato in stile street e con scene in skatepark, fu uno dei primi clip italiani a essere trasmesso su emittenti internazionali come MTV Europe.
Inoltre, il brano fu talmente popolare che nel 1990 venne scelto come sigla di apertura per una trasmissione giovanile su Italia 1, creando un’associazione ancora più forte tra il brano e l’estate. Il singolo superò le 100.000 copie vendute solo nel primo mese di uscita, diventando disco d’oro in poche settimane.