Gazebo e l'indimenticabile "I like Chopin"

Nelle discoteche di mezza Europa, nell'estate del 1983, risuonava un piano classico mescolato a sintetizzatori e una voce che cantava "I like Chopin, Chopin like to love". Era l'inno di una generazione che ballava sulle note dell'italo disco, il genere che trasformò l'Italia in una potenza musica...

Gazebo e l'indimenticabile "I like Chopin"

Nelle discoteche di mezza Europa, nell'estate del 1983, risuonava un piano classico mescolato a sintetizzatori e una voce che cantava "I like Chopin, Chopin like to love". Era l'inno di una generazione che ballava sulle note dell'italo disco, il genere che trasformò l'Italia in una potenza musicale europea.

Paul Mazzolini, questo il vero nome di Gazebo, aveva 23 anni e stava per cambiare per sempre la sua vita e quella della musica dance italiana. Nato a Beirut il 18 febbraio 1960, figlio di un diplomatico friulano e di una cantante americana, Paul visse un'infanzia cosmopolita tra Giordania, Danimarca e Francia, prima di stabilirsi definitivamente a Roma.

Questa apertura culturale si rivelerà fondamentale per la sua musica: bilingue perfetto e laureato in letteratura francese alla Sapienza nel 1983, Gazebo aveva tutti gli strumenti per parlare al mondo. L'incontro con il produttore Pierluigi Giombini nel 1982 segnò l'inizio dell'avventura.

Il primo singolo "Masterpiece" divenne immediatamente un successo nelle discoteche europee e asiatiche, raggiungendo la seconda posizione nelle classifiche italiane. Ma fu l'anno successivo che tutto cambiò. "I Like Chopin" uscì nell'estate del 1983 per la Baby Records e rimase in testa alle classifiche europee per settimane intere.

Il brano conquistò il primo posto in Germania, Francia, Italia, Svizzera, Austria, Danimarca, Finlandia, Spagna, Belgio, Canada, Giappone, Portogallo, Hong Kong, Corea, Singapore e Turchia. Otto milioni di copie vendute in tutto il mondo, un record straordinario per l'epoca.

Il videoclip, girato in Inghilterra perché in Italia non c'era ancora tradizione in materia, costò una fortuna ma si rivelò fondamentale per il successo planetario. Gazebo vinse il "Top European Chart Act Award" della britannica "Music Week" e la "Vela d'Oro" a Riva del Garda per le vendite europee.

La magia di "I Like Chopin" stava nella fusione perfetta tra la melodia classica chopiniana e il sound elettronico degli anni '80. Era il periodo dei New Romantics come Spandau Ballet, Duran Duran e Ultravox, e Gazebo riuscì a inserirsi perfettamente in quel filone con una proposta originale e italiana.

Nel 1984 arrivò "Telephone Mama", secondo album che segnò una svolta stilistica. Gazebo, influenzato dalla sua passione per il progressive rock, volle sperimentare un concept album che si snodava come un film di spie.

Il singolo omonimo raggiunse la nona posizione in Italia e ebbe grande successo in Giappone, ma il cambio di direzione disorientò parte del pubblico. Gazebo scrisse anche il testo di "Dolce Vita" per Ryan Paris, che nel 1983 raggiunse addirittura la seconda posizione in Inghilterra.

Una decisione che ancora oggi l'artista rimpiange: "È una domanda che mi faccio ancora adesso! Se lo avessi tenuto per me sarebbe stato il follow-up perfetto di Masterpiece".

Nel 1985 si fermò per il servizio militare, un periodo che utilizzò per ricostruire la sua carriera su basi più solide. Fondò la Lunatic S.r.l., la sua casa di produzione, e nel 1986 pubblicò "Univision", seguito da "The Rainbow Tales" (1988) e "Sweet Life" (1989).

Gli anni '90 furono più difficili, ma Gazebo non si arrese mai. Continuò a produrre, arrangiare e sperimentare, attraversando diverse fasi stilistiche.

Nel 2008 tornò con "The Syndrone", nel 2015 con "Reset", fino al tributo "Italo By Numbers" del 2018, dove reinterpretò i grandi successi dell'italo disco usando le stesse tecniche analogiche dell'epoca. Nel 2020, durante la pandemia, regalò una nuova versione di "I Like Chopin" dedicata a medici e infermieri.

Oggi vive tra Roma e il suo agriturismo "Borgo Melograno" a Chiusi, in Toscana, dove ha creato un'arena per concerti immersa nel verde.

Quello che non tutti sanno

Il nome "Gazebo" nacque da una parte parlata della versione extended di "Masterpiece" mai inclusa nel singolo, dove si diceva "eccomi qua, appoggiato a un gazebo e mi sembra di vedere nella nebbia l'ombra di Valentino". Il nome fu scelto perché suonava esotico e non si capiva se fosse inglese o spagnolo, in un'epoca in cui i prodotti italiani cantati in inglese venivano guardati con sospetto.

Paul imparò la chitarra a dieci anni e suonò inizialmente jazz, rock e punk rock prima di approdare alla disco music. "I Like Chopin" venne girato in pellicola 16mm a Londra, un'operazione costosa ma necessaria perché era l'unico posto dove esisteva il know-how per i videoclip musicali. Infine, la sua laurea in letteratura francese del 1983 gli permise di scoprire Baudelaire, Edgar Allan Poe e Chopin stesso, ispirazioni fondamentali per "I Like Chopin".