Galaxy Express 999: il treno spaziale che trasportò i sogni nell'era delle macchine
Galaxy Express 999, il poetico anime anni 80: il treno tra le stelle portando sogni in uno dei capolavori più profondi del cartone giapponese.
Nel panorama dei cartoni animati che segnarono gli anni '80 italiani, Galaxy Express 999 occupa un posto speciale per la sua profondità filosofica e la bellezza malinconica delle sue storie. Creato nel 1977 dal maestro Leiji Matsumoto, lo stesso genio dietro Capitan Harlock e Queen Emeraldas, questo anime arrivò in Italia il 2 febbraio 1982 su Rai 2, trasportando i giovani spettatori in un viaggio cosmico senza precedenti.
La serie animata, prodotta dalla Toei Animation tra il 1978 e il 1981 in 113 episodi, debuttò nel nostro paese all'interno del contenitore "TV2 Ragazzi" alle 16:30, per poi essere replicata per anni sulle reti locali. I primi 52 episodi furono trasmessi tra febbraio e luglio 1982, conquistando immediatamente un pubblico che non si aspettava una storia così complessa e poeticamente amara.
Galaxy Express 999 è ambientato nell'anno 2021, in un futuro distopico dove l'umanità si è espansa nello spazio grazie a una rete ferroviaria interstellare che collega tutti i pianeti civilizzati. Su questa Terra del futuro regna una crudele divisione sociale: nella modernissima Megalopolis, gli abitanti ricchi possiedono corpi meccanici che permettono loro di vivere fino a duemila anni sostituendo i pezzi danneggiati, mentre i poveri sono costretti a vivere in tuguri ai margini della città.
Il protagonista è Masai Hoshino (Tetsuro nell'originale giapponese), un ragazzino coraggioso che, dopo aver visto la madre uccisa durante una caccia all'uomo organizzata dagli uomini meccanici per divertimento, sogna di ottenere un corpo meccanico per vendicarsi e diventare forte. La sua salvezza arriva sotto forma di una misteriosa donna di straordinaria bellezza, Maisha Hikoshino (Maetel in originale), che gli offre un biglietto gratuito per il Galaxy Express 999, il treno spaziale che viaggia verso il pianeta Andromeda dove si dice sia possibile ottenere gratuitamente un corpo meccanico.
Il Galaxy Express 999 è un treno straordinario: tecnologicamente avanzatissimo ma dall'aspetto di una classica locomotiva a vapore, attraversa lo spazio facendo tappa su numerosi pianeti, ognuno con le proprie regole, culture e abitanti. Durante questo viaggio iniziatico, Masai incontra creature e civiltà diverse, vive esperienze che lo fanno crescere e maturare, scoprendo valori fondamentali come l'onestà, il coraggio e la solidarietà.
Ciò che rendeva Galaxy Express 999 diverso da tutti gli altri cartoni dell'epoca era il suo profondo pessimismo e la capacità di affrontare temi adulti attraverso gli occhi di un bambino. Ogni episodio era una parabola morale, spesso crudele, che mostrava l'inutilità della violenza, l'importanza dell'umanità e la bellezza fragile della vita mortale.
Matsumoto non aveva paura di mostrare la morte, la sofferenza e l'ingiustizia, rendendo la serie inadatta ai più piccoli ma indimenticabile per chi sapeva coglierne la profondità. La serie fa parte del cosiddetto "Leijiverse", l'universo narrativo creato da Matsumoto dove si intrecciano le storie di Capitan Harlock, Queen Emeraldas e altri personaggi.
Maisha, infatti, è la sorella gemella di Emeraldas, entrambe figlie della Regina dei Mille Anni Prometheum, creando collegamenti narrativi che arricchivano enormemente la mitologia matsumotiana. Il doppiaggio italiano fu curato in due fasi distinte: i primi 52 episodi dalla CITIEMME Registrazioni Sonore e i restanti dalla C.R.C., con cast completamente diversi.
Nella prima parte, Masai era doppiato da Massimiliano Manfredi e Maisha da Cinzia De Carolis, mentre nella seconda parte Graziella Polesinanti prestava la voce al protagonista e Vittorio Stagni a numerosi personaggi secondari. La sigla italiana "Galaxy", interpretata dagli Oliver Onions su testo di Cesare De Natale e musiche dei fratelli De Angelis, divenne uno dei brani più suggestivi e poetici del panorama anime italiano.
Con la sua melodia sognante e il testo evocativo, catturava perfettamente l'atmosfera nostalgica e malinconica della serie, diventando indimenticabile per chiunque l'avesse sentita. Il viaggio di Masai si conclude con una rivelazione drammatica: giunto sul pianeta meccanico, scopre che Maisha lo ha ingannato.
La donna, in realtà, aveva il compito di selezionare giovani coraggiosi da trasformare in cyborg per renderli schiavi eterni della madre Prometheum. Tuttavia, affezionatasi sinceramente al ragazzo, Maisha si ribella al piano materno, uccide la Regina dei Mille Anni e distrugge il pianeta degli uomini meccanici.
Masai, ormai cresciuto e consapevole che la vera forza risiede nell'essere umano, rinuncia al corpo meccanico e torna sulla Terra. Il finale vede i due protagonisti separarsi: Masai è diventato un ragazzo forte e responsabile, mentre Maisha parte per aiutare altri giovani bisognosi, continuando il suo eterno viaggio di redenzione.
Un epilogo amaro ma poetico che rifletteva la filosofia matsumotiana: la bellezza della vita sta proprio nella sua fragilità e nella capacità di crescere attraverso il dolore. Galaxy Express 999 influenzò profondamente l'immaginario di una generazione, dimostrando che l'animazione giapponese poteva essere molto più di semplice intrattenimento per bambini.
Era cinema d'autore travestito da cartone animato, capace di toccare temi universali con una poesia visiva e narrativa che pochi altri prodotti dell'epoca riuscivano a raggiungere.
Quello che non tutti sanno
La serie è ispirata all'opera letteraria "Una notte sul treno della Via Lattea" di Kenji Miyazawa, poeta giapponese morto nel 1933. Matsumoto utilizzò questa base per creare una riflessione sulla società industriale e sulla perdita dell'umanità nell'era delle macchine.
Inoltre, il capotreno del Galaxy Express 999, quel misterioso ometto sempre nell'ombra con gli occhi luminosi, rappresenta una figura quasi divina che guida i destini dei passeggeri: Matsumoto lo concepì come un essere superiore che osserva e talvolta interviene nel corso degli eventi. Curiosamente, il treno mantiene l'aspetto di una locomotiva a vapore dell'800 per simboleggiare come, nonostante tutto il progresso tecnologico, alcuni valori umani fondamentali rimangano immutabili nel tempo.
Infine, molti episodi della serie furono censurati o modificati nelle edizioni internazionali per la loro crudezza, ma in Italia arrivarono nella versione integrale, rendendo l'edizione italiana una delle più fedeli all'originale.