Fruit of the Loom: cotone americano che vestì l'Italia degli anni '80
Era il 1851 quando i fratelli Knight fondarono negli Stati Uniti quella che sarebbe diventata una delle aziende di abbigliamento più riconoscibili al mondo. Ma in Italia, Fruit of the Loom arrivò come una rivoluzione silenziosa negli anni '80, portando nelle nostre case un nuovo concetto di comfo...
Era il 1851 quando i fratelli Knight fondarono negli Stati Uniti quella che sarebbe diventata una delle aziende di abbigliamento più riconoscibili al mondo. Ma in Italia, Fruit of the Loom arrivò come una rivoluzione silenziosa negli anni '80, portando nelle nostre case un nuovo concetto di comfort e qualità.
Le magliette Fruit of the Loom erano facilmente riconoscibili dal logo colorato: una cornucopia traboccante di frutta che campeggiava sul petto, simbolo di abbondanza e naturalezza. Mela rossa, grappolo d'uva viola, foglie verdi: un piccolo arcobaleno che prometteva qualità americana in ogni fibra di cotone.
Il tessuto era la vera rivoluzione. Mentre in Italia eravamo abituati alle canottiere della nonna, sottili e spesso ruvide, le t-shirt Fruit of the Loom offrivano una morbidezza sconosciuta.
Il cotone era diverso: più spesso, più resistente, più confortevole. Dopo il primo lavaggio non si restringevano drammaticamente come le altre magliette, mantenendo forma e colore nel tempo.
I colori erano un'altra novità assoluta. Non solo il classico bianco della biancheria intima italiana: Fruit of the Loom proponeva un arcobaleno di possibilità.
Rosso ciliegia, blu navy, giallo sole, verde foresta: tonalità vivaci che trasformavano una semplice maglietta in un capo di abbigliamento vero e proprio. Era la democratizzazione del colore nell'abbigliamento quotidiano.
La vestibilità americana era generosa, diversa dai tagli aderenti italiani. Le maniche erano più larghe, il corpo più comodo, il collo più morbido.
Era un nuovo modo di concepire il comfort, meno attillato e più rilassato. Per i giovani italiani degli anni '80 significava libertà di movimento, possibilità di stratificare i vestiti, comfort senza rinunciare allo stile.
Il fenomeno esplose quando le magliette Fruit of the Loom iniziarono a essere vendute nei primi centri commerciali italiani. Upim, Standa, Coin: i grandi magazzini le esponevano in pile ordinate, con tutti i colori disponibili.
Era un nuovo tipo di shopping: non più dal sarto o in merceria, ma self-service, democratico, accessibile. Le celebrities americane indossavano Fruit of the Loom nei film e nelle serie TV che arrivavano in Italia.
Era il look casual-chic di Hollywood che sbarcava nelle nostre case. Indossare una t-shirt con il logo della cornucopia significava partecipare a un immaginario globale, sentirsi parte di qualcosa di più grande.
La qualità/prezzo era imbattibile. Costava meno di una maglietta italiana di pari qualità, durava di più, manteneva meglio forma e colore.
Era l'inizio dell'era del fast fashion democratico, quando la buona qualità non era più privilegio di pochi ma diritto di tutti. Negli anni '90, Fruit of the Loom divenne sinonimo di maglietta basic.
Era il capo perfetto da indossare sotto le camicie, da solo in casa, per fare sport, per dormire. Una versatilità che cambiò per sempre il guardaroba degli italiani, introducendo il concetto di "essential": capi semplici ma di qualità su cui costruire il proprio stile.
Quello che non tutti sanno
Il nome "Fruit of the Loom" deriva dal fatto che l'azienda inizialmente produceva tessuti per telai domestici, e "loom" significa appunto telaio in inglese. La famosa cornucopia del logo fu disegnata nel 1893 e da allora è rimasta praticamente immutata, diventando uno dei marchi più longevi della storia americana.
L'azienda detiene un record particolare: è stata la prima a introdurre l'etichetta con le taglie standardizzate (S, M, L, XL) che oggi diamo per scontate. Inoltre, Fruit of the Loom fu pioniera nella produzione di massa di abbigliamento intimo colorato: prima del 1920, infatti, tutta la biancheria era rigorosamente bianca, perché si credeva che i coloranti potessero essere nocivi per la pelle.