Frisbee: dischi volanti sulle teste dei bagnanti
Nel 1972 un viaggio in California ispirò Valentino De Chiara che al suo rientro in Italia iniziò a divulgare questa disciplina attraverso tournée nazionali che toccarono le principali città e luoghi di mare. Era l'inizio di una rivoluzione silenziosa che avrebbe trasformato spiagge, parchi e giar...
Nel 1972 un viaggio in California ispirò Valentino De Chiara che al suo rientro in Italia iniziò a divulgare questa disciplina attraverso tournée nazionali che toccarono le principali città e luoghi di mare. Era l'inizio di una rivoluzione silenziosa che avrebbe trasformato spiagge, parchi e giardini italiani in teatri di voli colorati e risate infinite.
Nel 1977 nacque l'A.I.F (Associazione Italiana Frisbee), organo deputato a favorire la crescita di questo sport in Italia. Ma fu negli anni '80 che il fenomeno esplose davvero.
Mentre negli USA si era all'apice della popolarità di questa disciplina, in Italia iniziarono a nascere piccole realtà che sarebbero state la base per il movimento dei prossimi 30 anni. La generazione MTV, cresciuta tra videoclip e programmi come "TRL" (Total Request Live), trovò nel frisbee il simbolo perfetto della libertà giovanile.
Era il giocattolo che non aveva età, che univa nonni e nipoti, gruppi di amici e sconosciuti sulla sabbia. Ogni spiaggia italiana divenne un palcoscenico improvvisato dove acrobazie semplici si trasformavano in momenti magici.
Il colore vivace del disco che tagliava l'aria contro il cielo azzurro dell'estate diventò presto un'icona degli anni '80 e '90. Era presente in ogni gita scolastica, in ogni vacanza in famiglia, in ogni pomeriggio al parco.
Il suo volo leggero e silenzioso sembrava portare con sé la spensieratezza di un'epoca in cui tutto sembrava possibile. Su tutte, Rimini iniziò ad organizzare un torneo che nel giro di pochi anni vide migliaia di frisbisti arrivare da ogni parte del mondo.
Il Paganello, organizzato per la prima volta nel 1990, divenne il primo torneo internazionale di beach ultimate, attirando giovani da Stati Uniti, Russia, Canada, Svezia e Inghilterra. Oggi è considerato il miglior torneo su spiaggia del mondo.
Il frisbee divenne così molto più di un semplice gioco: era il simbolo di una generazione che credeva nell'amicizia, nel fair play, nella gioia condivisa. Era il compagno silenzioso delle estati indimenticabili, quello che trasformava ogni momento in un'avventura, ogni lancio in una promessa di divertimento.
Non tutti sanno che Warren Franscioni e Fred Morrison, entrambi ex-piloti della Army Air Corps nella II Guerra Mondiale, crearono nel 1948 a San Luis Obispo (USA) il primo prototipo di disco in plastica che chiamarono "Flyin-Saucer" (disco volante), sfruttando il nome che i giornali avevano utilizzato per un famoso caso dell'epoca di avvistamento di ufo. A metà degli anni 50 gli studenti dei college della costa est utilizzavano per lanciarlo un vassoio metallico di torta, la "Frisbie Pie" della panetteria di William Russell Frisbie.
I ragazzi gridavano spesso "Frisbie!" per avvisare i passanti del pericolo volante. La prima produzione industriale di un disco risale al 13 gennaio 1957, e nel 1958 la Wham-O decise di patentare il "giocattolo" cambiando il nome del "Pluto Platter" in "Frisbee".
Venti anni dopo, la ditta aveva già venduto 100 milioni di dischi. L'apice del freestyle come impresa commerciale e popolare fu tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, quando Wham-O sponsorizzò circuiti di tornei importanti che culminarono nel Rose Bowl.